Zaira di Carola Baudo: la forza del perdono

Disponibile nelle librerie e negli store online da giugno 2023 è il romanzo d’esordio di Carola Baudo, Zaira, un romanzo dedicato alle seconde possibilità. Editor, correttrice di bozze e scrittrice conosciuta nel mondo social grazie alla pagina Instagram @arslibrorum e ai siti web The Ars Librorum e Le muse letterarie, Baudo pubblica questo romanzo con la casa editrice Jolly Roger, rimaneggiandolo dopo una prima edizione uscita nel 2016.


Autore: Carola Baudo

Casa editrice: Jolly Roger

Collana: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2023

Numero di pagine: 159

La storia di Zaira

Studentessa universitaria alla Sapienza di Roma e lavoratrice nei weekend, Zaira è una ragazza sensibile e appassionata, in grado di vivere i rapporti con profonda intensità.

Il legame più profondo è quello che ha con Farah, la sua migliore amica, anche lei studentessa universitaria, ragazza bellissima, intelligente e divertente, sempre alla ricerca di divertimento. Quella tra le due è un’amicizia forte e indissolubile, nata per caso eppure salvifica soprattutto per Zaira che mai aveva avuto la fortuna di potersi fidare così ciecamente di qualcuno.

«Inutile dire che quella notte non dormii, ripensavo non solo a quanto era accaduto, ma anche a Farah che era sempre presente, al suo modo di calmarmi come nessuno sapeva fare, alle promesse che ci eravamo fatte di notte nella sua camera, a quanti pianti aveva dovuto sopportare e a quante lacrime aveva asciugato pur di farmi stare bene. Certe persone non si incontrano per caso, forse Dio le mette sul nostro cammino perché è giusto così, perché probabilmente sono destinate a darci qualcosa.»

Leale e intenso il rapporto tra le due, più simile a quello tra sorelle: Farah infatti per Zaira è casa, unico luogo possibile in cui rifugiarsi e stare bene, unica persona con la quale poter condividere tutto.

Il passato famigliare di Zaira inoltre non fa che acuire il rapporto tra le due amiche: Zaira è infatti cresciuta all’interno di una famiglia disfunzionale, con un padre violento e una madre fragile e sottomessa incapace a difendere sé stessa e i suoi bambini.

È solo una ragazzina Zaira quando scappa di casa per rifugiarsi dai nonni e vivere finalmente in un ambiente sano e pieno d’amore, ma appena raggiunta la maggiore età riesce a conquistarsi una completa indipendenza economica e affettiva, trasferendosi in un monolocale a Roma, continuando ad avere rapporti soltanto con i suoi amati nonni.

«I miei genitori non vennero mai a riprendermi. Tutto ciò che, nel corso degli anni, venni a sapere di loro fu che mio padre se n’era andato di casa portando con sé i miei fratelli e lasciando mia madre sola nella sua disperazione. Certe notti, ripensandoci, immaginavo la mia vecchia casa vuota e spoglia, le pareti ammuffite, le crepe sui muri e le rughe sul volto di mia madre. Sapevo che sarei dovuta tornare prima o poi, soprattutto per lei. E spesso mi sentivo in colpa… ma ero dovuta crescere in fretta, ogni cosa l’avevo imparata da sola o dai miei nonni, lavorando ogni giorno su me stessa, cercando di rispondere a tutte quelle domande alle quali non riuscivo a trovare risposta alcuna.»

Considerazioni

Carola Baudo intreccia con maestria gli eventi che porteranno la protagonista a ricongiungersi con la sua famiglia d’origine, sviluppando il tema della famiglia in maniera inaspettata e originale.

L’incontro con la vicina di casa, Giulia, situato circa a metà del romanzo, sconvolgerà infatti l’intera trama e la narrazione, portando Zaira a prendere delle decisioni difficili ma necessarie, facendo così scoprire al lettore la forza e il coraggio di cui la giovane è capace.

Alla base di tutto vi è l’amore, declinato in molteplici forme.
Zaira infatti sa amare in maniera intesa e totalizzante, senza però per questo annullare sé stessa.
È proprio l’amore profondo di cui è capace a portarla alla risoluzione del romanzo, a spingerla a perdonare con convinzione anche ciò che all’apparenza sembra imperdonabile, a scoprire che «non c’era più nessun colpevole: eravamo tutti vittime, ognuno con il proprio dolore».