Wicked: vita e opere della perfida Strega dell’Ovest
Wicked: vita e opere della perfida strega dell’Ovest (Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West) è un romanzo pubblicato nel 1995, scritto da Gregory Maguire e illustrato da Douglas Smith. Si tratta di un retelling del celebre romanzo del 1900, Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Bauman, reso ancora più noto al grande pubblico dal celebre film del 1939 Il mago di Oz, di Victor Fleming. Dal romanzo è stato tratto il celebre musical di Broadway Wicked (2003), del quale quest’anno è stato prodotto un adattamento cinematografico con Ariana Grande e Cynthia Erivo.
Come nell’opera di Bauman, dove la narrazione veicolava dei messaggi politici ben definiti, anche il retelling di Maguire è intriso nella critica alla politica contemporanea. L’impianto dell’opera, come si vedrà in seguito, usa l’escamotage di una ricostruzione della biografia della strega dell’Ovest per parlare dei regimi dittatoriali, del problema del male e come quest’ultimo si relazioni con l’essere umano.

La trama
Come già accennato in precedenza, la trama del romanzo differisce in maniera importante da quella dello storico musical. La storia inizia alla stessa maniera: nella misteriosa terra di Oz Melena Thropp, moglie del governatore della terra dei succhialimoni, dà alla luce Elphaba. Se nella celebre trasposizione la sua unica caratteristica evidente è il colore verde, nel romanzo ella presenta denti appuntiti, due differenti organi genitali e una istintiva paura dell’acqua. Anche qui la storia segue l’ostracismo a cui Elphaba è sottoposta a causa del suo particolare aspetto, narrando della sua infanzia e della sua esperienza all’Università.
Qui a Shiz Elphaba incontra Galinda – poi nota come Glinda – con la quale non avrà una relazione facile. Se all’inizio le due sembrano detestarsi, nel romanzo il loro rapporto sembra assumere sempre di più dei contorni difficili da definire, a metà fra un’amicizia e un’infatuazione.
Le due, ormai legate da un’amicizia più che salda, non possono non notare la complessa situazione politica che si sta creando nel regno di Oz. Gli Animali – ossia gli animali che hanno la facoltà del linguaggio, al pari degli esseri umani – stanno venendo perseguitati, rendendogli impossibile accedere a molti dei diritti fondamentali. Quello che ad Oz si sta creando è un vero e proprio regime di segregazione razziale, testimoniato dall’omicidio politico del Dottor Dillamond, professore dell’Università di Shiz.
Per questa ragione, le due giovani decidono di dirigersi alla città di Smeraldo, chiedendo aiuto al Mago. Quest’ultimo si rivela nulla di più che un impostore, facendo intuire che è la preside dell’Università Madame Morrible la vera mente politica dietro agli sconvolgimenti di Oz. Da qui, inizia un processo di radicalizzazione di Elphaba, che la porterà a essere dipinta dall’intero regno di Oz come la perfida strega dell’Ovest.
Il regime dittatoriale di Oz
Quello che viene dipinto in Wicked è un regime dittatoriale vero e proprio. Il Mago di Oz, pur essendo un impostore e non possedendo alcun potere, è riuscito ad ammaliare l’intero regno, tenendo in pugno tutte le popolazioni.
Il Mago opera sui cittadini di Oz un controllo capillare, grazie alle sue guardie animali e al suo esercito personale – descritto da Maguire ad immagine delle tristemente famose SS Naziste – chiamato Gale Force. Si tratta di guardie legate solo alla figura del dittatore, che utilizzano la violenza e la repressione per imporre la visione totalitaria del loro signore. La violenza, sia da parte dello stato che non, è una costante in tutto il romanzo. La stessa Elphaba, nei suoi anni in incognito alla città di Smeraldo, spesso utilizzerà la violenza contro lo stato, passando come una terrorista vera e propria. Il suo obiettivo in questi anni è, infatti, la lotta per la liberazione Animale.
Se, come dice il celebre storico Ilan Pappè, il valore di una democrazia si misura nel vedere come tratta le minoranze, il regime totalitario di Oz è emblematico per questo. Per stessa ammissione del Mago, è necessario che si trovi un nemico comune affinché nessuno contesti l’autorità statale: questo capro espiatorio è ritrovato negli Animali. Quello che queste creature vivono è un vero e proprio regime di segregazione, all’interno del quale non perdono progressivamente solo i propri diritti, ma anche la propria razionalità. Sono molti gli Animali incontrati da Elphaba nel romanzo che, lentamente, si sono lasciati andare e non possiedono più la facoltà del linguaggio. La stessa Madame Morrible, a Shiz, cita alcune poesie che vorrebbero gli Animali ridotti in gabbia, facendole passare come mera satira politica. Solamente Elphaba vede le poesie della preside per quello che sono: pura propaganda politica.
Il problema del male
Un altro dei temi centrali dell’intera opera è il problema del male. In Wicked, è evidente che il male non sia inerente a chi la narrazione convenzionale ha identificato come malvagio. Nell’ottica del regime di Oz, tutti coloro che non si allineano al pensiero statale sono identificati come, appunto, Wicked.
Narrativamente parlando, la scelta di Maguire di esaminare la natura del male dalla prospettiva di un personaggio tradizionalmente identificato come antagonista è vincente. La figura di Elphaba porta con sé un interrogativo fondamentale: il male è insito in un individuo, o è il frutto di ciò che esperisce nella società? Nel caso della perfida Strega dell’Ovest, non si può ignorare che – nel libro come nel film – il suo essere malvagia risiede proprio nel suo non allinearsi al pensiero dittatoriale e nel combattere per la liberazione di tutti. Il Mago è riuscito a convincere tutto il regno di Oz della malvagità della giovane, quando in realtà il vero antagonista è proprio lui, il grande dittatore.
Nel retelling di Maguire si assiste a una vera e propria inversione: malvagio è colui che addita chi lo mette in discussione come malvagio.
Accanto al problema del male, Maguire affronta la questione del senso della vita. Elphaba, all’Università di Shiz troverà uno scopo alla sua esistenza. L’omicidio politico del suo professore preferito, Dillamond, la ispirerà ad avvicinarsi alla causa degli Animali. Saranno proprio i testi di quest’ultimo a fornire una base teorico-filosofica al movimento per la liberazione Animale.
Conclusioni
Wicked è, senza ombra di dubbio, un romanzo da leggere. Maguire riesce a restituire al lettore la complessa situazione geopolitica di Oz, consentendogli di creare un paradigma applicabile alle situazioni più differenti. L’intera opera mira a far germogliare una riflessione nel lettore, il quale vede in Wicked delle dinamiche fin troppo vicine al proprio quotidiano. Sebbene non sia un’opera esente da critiche, l’obiettivo di Maguire può senza dubbio dirsi raggiunto: leggere questo romanzo non potrà che farvi riflettere sul mondo che vi circonda.