Via Sibilla n. 5 di Achille Sammartano
[…]
Sarai il sorriso di chi le tue orme attende,
per la tua strada lavora
affinchè tu possa arrivare dove ogni cosa trema,
dove ogni sogno esplode.
Vedrai sabbia, cielo e polvere,
arriverà il tempo di passioni e giochi
Se ti sembrerà lontana la luce da seguire,
non temere il tempo e la distanza,
corri con l’istinto irrazionale della notte.
–La parola che chiede
La raccolta è frutto del lavoro interiore maturato nel corso degli anni dallo scrittore, che partendo da un indirizzo, quello di casa, prosegue verso una serie di immagini, di sensazioni, di quotidianità, di rimpianti e di conflitti che riguardano l’io del poeta, il poeta come giovane individuo figlio di una generazione che vive un’angoscia interiore, il timore di un passato già lontano e la presenza di un futuro incerto.

Via Sibilla n. 5 è una breve raccolta poetica dello scrittore siciliano Achille Sammartano, edita nella collana Quaderni di poesia di Eretica Edizioni. Achille Sammartano ha esordito in prosa nel 2023, con il romanzo intitolato In tutta onestà, edito Navarra Editore.
Già dal primo componimento, intitolato “Khamma” emerge un desiderio di umanità condivisa di contro alla sofferenza di una solitudine individuale e di una realtà contemporanea troppo scomoda da accettare. Ma il passato dell’io poeta è sempre presente con l’esaltazione della dimensione dell’infanzia e l’esortazione a comportarci come esseri umani che non hanno mai perso il proprio bimbo interiore, che affrontano il buio con coraggio e che realizzano i propri sogni. Il titolo probabilmente riporta alle origini sicule sotto l’influenza araba dell’io poeta, perché la parola ‘khamma’ in arabo significa ‘sorgente d’acqua’ associata all’oasi, come luogo di riposo o come luogo spirituale in cui l’io poeta cerca la propria dimensione d’esistere.
Ci sono componimenti che implicano la presenza dei sensi, ma non tutti e cinque, richiamando immagini e ricordi in una speranza disattesa che provoca nell’io poeta una palpabile nostalgia.
Le pagine di questi componimenti sono intrise di nostalgia e di malinconia perché nell’intraprendere il viaggio della vita, l’io poeta inciampa sui propri passi e scopre quanto la vita possa far soffrire a causa dell’amore e a causa dell’assenza. Sibilla non è soltanto il nome di un indirizzo, ma è il nome di una figura mitologica che si dedicava al culto oracolare vaticinava il futuro per ordine di Apollo, è la personificazione della memoria e del futuro. Ma Sibilla potrebbe essere prima di tutto la personificazione di una donna reale, la musa dell’io poeta.
[…]
Se ti sembrerà lontana la luce da seguire,
non temere il tempo e la distanza,
corri con l’istinto irrazionale della notte,
[…]
Ama la parola che chiede.
Dimentica il necessario.
–La parola che chiede
Il viaggio della vita dell’io poeta segue una certa linearità, partendo da un luogo stabile, prosegue verso luoghi inesplorati ed esplorati mentre il tempo passa e così anche le stagioni. Se la poesia “Luna in spiaggia” si svolge in estate, “Settembre” si svolge in autunno e richiama quel tempo che si rinnova, un tempo di nuovi inizi ed uno sguardo verso l’inverno. Così come il componimento “Vigilia” richiama in maniera lampante l’inverno, il Natale e il ritorno verso l’amata isola dalla quale spesso si è costretti ad allontanarsi:
[…]
Gli aerei atterrano,
restano le gomme consumate sull’asfalto.
Si applaude per un ritorno a casa.
Fuori vivono le labbra rosse,
panni stesi al gelo,
caldo sotto i maglioni larghi.
Lo sguardo malinconico dell’io torna sul tema dei sogni in frantumi, o dei sogni irrealizzabili che ci conducono verso una solitudine profonda e reale (“Testamenti incompleti”), per poi cercare di mettere ordine nelle proprie carte, le proprie faccende interiori (“Spazi”). Questo sguardo malinconico è presente anche nel componimento intitolato “Sui capelli”:
[…]
Ci sussurri timidamente,
come un segreto ai neonati,
che è normale questo sentirsi soli,
che non vuol dire esserlo.
Anche i viaggi fanno parte della vita del giovane io poeta disincantato, disilluso dalla vita, ma assetato e desideroso di «avverarsi prima del soffio» (“Travel”) esortando al carpe diem i lettori. Ci sono anche componimenti con il chiaro intento polemico, quasi di denuncia contro gli atteggiamenti di individui asserviti, superficiali e che vivono di apparenza. Tematica quanto mai attuale nell’era dei social e nell’era della superficialità esteriore ed interiore che ci viene propinata.
Altri componimenti fanno riferimento all’attualità storica, ma soltanto sondando dall’alto e ponendosi in maniera critica; altri componimenti sono pieni di emotività e di sentimenti come “Robinson”; componimenti nostalgici nei confronti di un passato che non tornerà più e componimenti nei quali l’io poeta trova finalmente la propria serenità nel dire addio. Il viaggio della vita dell’io poeta si conclude con la consapevolezza di aver raggiunto la serenità con quello stesso coraggio che aveva dedicato ai lettori, dopo il dolore e il senso di indifferenza.
I versi sono sciolti; la metrica non ha una lunghezza ben precisa: a volte i versi sono lunghi, a volte molto brevi; lo scrittore utilizza diverse figure retoriche come l’ossimoro, la sinestesia, l’enjambment, l’anafora, ecc, che dettano un certo ritmo ed una certa musicalità ai versi. Tuttavia, non ci sono rigide regole poetiche in questi versi totalmente liberi, profondi e ammalianti nati dalla penna di uno scrittore che ama intensamente la scrittura e che decide di trascrivere in poesia il vortice della vita.