Versi d’amore in greco volgare

Ragionar d’amore

Parlare d’amore è una delle cose più umane che ci siano. E cantare d’amore è una delle cose più belle che si possa fare, ‘ragioniamo d’amore‘ da sempre, uomini e donne hanno cantato l’amore, la passione, i dolci occhi dell’amata o dell’amato, hanno cantato la sofferenza, le pene d’amore, il sentimento non ricambiato.

E quanto amore c’è ancora da scoprire? Quanti frammenti da tradurre, da leggere e da rendere nostri sono ancora nascosti?

L’amore in greco volgare

Questi frammenti d’amore in greco volgare, pubblicati da Rubbettino editore, risalgono molto probabilmente alla prima metà del XV secolo. Sono tutti frammenti anonimi che ci permettono di comprendere e capire come ragionavano d’amore quei ‘vezzeggiatori‘ che ci hanno lasciato questa meravigliosa eredità.

Le liriche, divise in quattro gruppi, sono da attribuire a quattro diversi autori probabilmente Cretesi.

Le liriche

La struttura di questo codice è piuttosto complessa, si compone infatti di quattro gruppi di liriche, denominate con diverse lettere dell’alfabeto, i cui versi sono a rima baciata (quale migliore di questa per parlare d’amore e di baci?). Due componimenti inoltre possono essere considerati piccoli dialoghi, uno tra l’amante e l’Amore personificato e l’altro tra due amanti.

Sono tutte liriche variegate, ma con un filo conduttore ben preciso. Si parla di un’amore che si declina in maniera sempre diversa mano mano che leggiamo. Sono liriche che hanno un variegatissimo e originalissimo lessico d’amore, non mancano infatti metafore meravigliose, colte dalla natura, dalle piante ai fiori, fino a salire in alto, verso gli astri.

“Chinati, stella del cielo, Venere, astro dell’amore,
guarda il cuore che tormenti e il giovane che affliggi,
quel giovane che l’amore tuo ha fatto inaridire”

La malattia d’amore e i suoi sintomi

Dolore, passione e struggimento caratterizzano spesso questi versi.
In alcuni di questi il dolore è tale che nemmeno chiedere pietà all’amante può salvare dalla morte.
Ed ecco le invocazioni, che siano a Venere o agli astri, si chiede pietà per questo amore che fortifica ma distrugge nello stesso momento, non a caso il fuoco è una delle metafore più usate in amore. Quale elemento più della viva fiamma rappresenta questa dicotomia? Quale elemento più adatto a rappresentare l’amore e la passione che bruciano ma allo stesso tempo feriscono lasciando cicatrici e ustioni?

Struggenti i dialoghi con amore e gli appelli alla fanciulla amata, topoi letterari della lingua d’amore, ma che non smettono mai di incantare.

“possa tu vedere il cuore che punisci, l’anima che tormenti,
possa tu vedere gli occhi che si affliggono, gentildonna, per te!
Ascolta, // mia padrona e signora, il mio cuore ardente d’amore”

Versi che ci incantano come la bellezza dell’amata incanta il poeta. Soffriamo come il poeta soffre per un desiderio non ricambiato e amiamo anche come ama il poeta.

Una bellezza lontana

Quanta meraviglia leggere versi di uomini così lontani da noi e sentire le loro parole così vicine, ma forse ancor di più avere la consapevolezza che ciò che leggiamo viene da un tempo e uno spazio lontano, giunto fino a noi, nonostante le intemperie.

Consigliato a chi vuole innamorarsi ancora una volta, senza rinunciare a uno sguardo al passato.