Venti dal Nord: Åsmund FrÆgdegjÆva – Una ballata norvegese

Åsmund FrÆgdegjÆva è una ballata medievale norvegese, tradotta per la prima volta in italiano da Luca Taglianetti e pubblicata nel 2016 dalla casa editrice Carocci, nella collana dedicata ai testi medievali.
L’edizione, molto curata, presenta anche il testo originale a fronte, restituendoci una parte della letteratura piena d’incanto e magia.

Åsmund Frægdegjæva

La leggenda

Questa ballata, di cui non si conosce l’autore, si ispira a un’antica e affascinante leggenda. Nel freddo e lontano Nord una meravigliosa principessa è stata catturata e portata su un’isola ai confini del regno. La principessa è tenuta prigioniera in una montagna e crede di essere figlia del troll che l’ha rapita.

Il re d’Irlanda, suo padre, incarica un eroe affinché la salvi e la riporti al castello, in cambio riceverà una ricca ricompensa.

L’eroe in questo caso è Åsmund, l’unico che può liberare la fanciulla da Trollebotten, la terra in cui non splende mai il sole. In tanti hanno provato a portare a termine questa impresa, ma nessuno prima di Åsmund ci è mai riuscito.

Inizialmente l’eroe è titubante, ma quando il re gli promette in sposa sua figlia, parte alla ricerca di quest’ultima, affrontando una serie di avventure.

Åsmund Fregdegjeva – Wikipedia

Gli elementi della ballata

Come ogni ballata che si rispetti, anche questa di Åsmund FrÆgdegjÆva era trasmessa oralmente e con un accompagnamento musicale.

Viene pubblicata per la prima volta in forma scritta nel 1853 a cura di Magnus Bostrup Landstad, che ha fuso in un’unica versione tutte le differenti varianti che si erano tramandate fino a quel momento.

Anche Åsmund FrÆgdegjÆva, come le altre ballate della tradizione nordica, è molto complessa da comprendere ma non per questo meno affascinante.
Affonda le sue radici in una tradizione folkloristica antichissima, piena di elementi e personaggi fantastici, infatti durante la narrazione s’incontrano figure come i troll, un’orchessa, un cavallo che è in grado di cavalcare sul mare e altre cose di questo tipo.
E’ ovviamente caratterizzata da una grande musicalità, con un ritornello ripetuto alla fine di ogni strofa (Là non spunta il giorno) che rimarca più e più volte l’atmosfera tetra che caratterizza Trollebotten e tutto ciò che si trova in queste terre aspre e mozzafiato.

La traduzione

La traduzione in italiano è a cura di Luca Taglianetti che ha scritto anche un’utilissima introduzione al testo, fondamentale per entrare al meglio nella storia raccontata dalla ballata.

L’abilità del traduttore non è stata solo quella di tradurre egregiamente in italiano un dialetto norvegese complesso, ha infatti reso il ritmo e il ritornello della ballata musicalmente accattivanti, così da permettere al lettore di entrare nella leggenda e restarne affascinato, come da una malìa.

Taglianetti fornisce, nella sua introduzione, altri elementi della sua ricerca, soffermandosi anche sull’importanza fondamentale di questo testo nella tradizione letteraria scandinava.

Richiami alla tradizione romana

Andando avanti con la narrazione, ci si rende conto che nel testo non compaiono solo gli elementi tipici della cultura e del folklore delle terre del Nord, ma ci sono anche i topic presenti nelle ballate medievali della nostra tradizione: come la figura del cavaliere, che ritroviamo in opere come La Chanson de Roland, per fare un esempio.

Anche il tema della principessa da salvare, è ricorrente nella nostra tradizione e le battaglie dell’eroe contro i troll richiamano le gesta di Ercole o quelle di Thor, infatti entrambe le divinità combattono contro delle figure mostruose.

Conclusioni

La ballata di Åsmund Frægdegjevar è un’opera di grande fascino e prestigio. Sebbene sia un’opera complicata, è in grado di sedurre il lettore con le componenti sovrannaturali e i momenti di azione. Grazie a tutto questo e alla grande musicalità sarà impossibile interrompere la lettura di questa storia che consiglio di leggere in una notte d’inverno, mentre fuori piove e accanto a voi c’è una tazza di tè caldo.