Vedere il mondo con gli occhi di Kully, figlia di tutti i Paesi

Kully, figlia di tutti i Paesi di Irmgard Keun è l’ultimo romanzo dell’autrice tedesca che L’orma editore ha tradotto, grazie a lavoro di Stefania De Lucia. Una storia in sé molto semplice, quella di una bambina che gira il mondo insieme al padre scrittore e alla madre depressa mentre l’Europa si prepara alla guerra e la Germania pretende che nei libri si scrivano solo determinate cose.

Un sogno

Kully, figlia di tutti i Paesi

Girare il mondo, vivere in hotel, bazzicare i locali notturni, entrare nel “club degli intellettuali”, non è forse il sogno di molti? Può darsi, fintanto che puoi scegliere di non farlo. Ma se la tua vita dovesse diventare solo quello: spostarsi continuamente, non avere una casa, mangiare solo al ristorante, lasciare gli affetti lontani, be’, forse dopo un po’ la magia sparirebbe.

È così che si sente Anni, anche se la sua malinconia possiamo solo intuirla dal momento che la voce che ci guida in questa storia è quella di Kully, una bambina di dieci anni che conserva ancora negli occhi la magia e ci racconta un mondo a tratti fiabesco, dove gli adulti sono delle strane creature difficili da capire, con i loro sottotesti, i non detti e l’ironia.

Io posso salterellare e stare allegra dappertutto, e per farlo non ho bisogno di soldi. Ma agli adulti, invece, i soldi gli servono se vogliono stare allegri. Perciò per loro la vita è molto più difficile di quella di un bambino.

Il mondo con gli occhi di Kully

Kully vive tutto come un gioco, i continui spostamenti, la mancanza di soldi, l’assenza di un padre stravagante che accumula debiti e amanti, incapace di far fronte alle responsabilità della vita adulta, la madre spesso triste, sola, coperta di vergogna e umiliata dalle scelte del marito, le occhiatacce dei camerieri e il biasimo dei tanti, troppi sedicenti amici a cui il padre chiede continuamente soldi.

Ma Kully è anche Irmgard Keun stessa, costretta dal regime nazista ad abbandonare il suo Paese e a viaggiare in un lungo e in largo per l’Europa, privata della libertà e allo stesso tempo proprio per questo libera. Così come parte della scrittrice si ritrova nel padre, Peter, scrittore dedito all’alcol e alla soddisfazione del proprio narcisismo, e nella madre, Anni, che la situazione obbliga a venir meno al suo ruolo.

Punti di vista

«Signor Krabbe, se sputo uno sputo sono indecente, ma se dico sputo non lo sono, perché allora si tratta solo di una parola.» «Oh cielo, ragazzina! Solo una parola! Che ne sai tu delle parole!» «So un sacco di parole indecenti, signor Krabbe.»

Kully, figlia di tutti i Paesi è un romanzo pieno di passaggi ironici e irriverenti, la protagonista ha infatti la sfrontatezza dell’infanzia e la profondità di coloro che riescono ad attraversare le avversità della vita con leggerezza. E proprio per questo leggere il romanzo di Irmgard Keun è un piacere, una coccola da godersi pagina dopo pagina.

L’autrice

Irmgard Keun

Irmgard Keun è diventata famosa negli anni Trenta del Novecento con i romanzi Gilgi, una di noi e Doris, la ragazza misto seta, solo che poi il regime nazista inizia a pretendere il silenzio e Keun, incapace di tenere a freno le sue idee, sceglie la strada dell’esilio e, nonostante continui a scrivere, viene dimenticata. Sarà poi negli anni Ottanta che la sua opera torna in auge sia per il pubblico che per la critica, anche se la scrittrice non potrà godersi la ritrovata popolarità a causa di un tumore ai polmoni che la porta a spegnersi nel 1982. 

È però grazie a questo nuovo interesse che oggi i lettori e le lettrici italiane possono godere della prosa incredibile di Keun, famosa, soprattutto agli albori della carriera, per aver creato protagoniste femminili che incarnano il prototipo di una donna nuova, che reclama per sé stessa l’indipendenza affettiva, lavorativa ed economica ma anche capace di accettare il ruolo imposto dalla società tradizionale.

Da leggere se…

Ti piace viaggiare con la fantasia e non ti annoiano le narrazioni stravaganti, che saltano senza ordine avanti e indietro nel tempo. Se ti piace guardare il mondo con occhi nuovi e ami le protagoniste oneste e irriverenti.