Una notte a Nuuk, di Niviak Korneliussen
N. Korneliussen, autrice della Valle dei fiori (Premio del Consiglio Nordico 2022), è tornata in Italia con Una notte a Nuuk, edito da Iperborea. Attraverso una lettura corale, l’autrice e prima voce queer postcoloniale della Groenlandia, scrive un testo in cui racconta 5 vite legate tra loro: Fia, Inuk, Arnaq, Ivik e Sara. Cinque storie, in cui ognuna è alla ricerca della propria identità e accettazione di sé.

Groenlandia: giovane, queer e in frantumi
Una notte a Nuuk è un romanzo breve ma denso, degno rappresentante del mondo LGBTQIA+. L’autrice scrive un testo queer, che affronta anche temi come: l’identità nazionale, la solitudine, la ricerca e scoperta di sé, e i legami affettivi come amicizia e sorellanza.
Essere groenlandese si potrebbe spiegare così:
Sei groenlandese se sei nato e cresciuto in Groenlandia.
Sei groenlandese se contribuisci allo sviluppo del tuo paese.
Sei groenlandese se parli groenlandese.
Sei groenlandese se ti rivedi nella cultura groenlandese.
Sei groenlandese se rispetti i tuoi antenati.
Sei groenlandese se ami il tuo paese.
Sei groenlandese se sei orgoglioso della tua nazionalità.
Sei groenlandese se ti senti groenlandese.Cosa implica realmente essere groenlandese:
Sei groenlandese se sei un alcolizzato.
Sei groenlandese se picchi il tuo partner.
Sei groenlandese se maltratti i bambini.
Sei groenlandese se sei stato trascurato da bambino.
Sei groenlandese se ti autocommiseri.
Sei groenlandese se hai poca autostima.
Sei groenlandese se sei pieno di rabbia.
Sei groenlandese se dici bugie.
Sei groenlandese se hai un’alta opinione di te stesso.
Sei groenlandese se sei stupido.
Sei groenlandese se sei cattivo.
Sei groenlandese se sei frocio
Korneliussen è stata una maestra nel tenere insieme queste 5 vite che tra loro si intrecciano. E lo fa attraverso una scrittura cruda e diretta, in cui i flussi di coscienza si alternano tra messaggi, hashtag, lettere, versi di canzoni, proprio come può essere lo spirito frammentato della generazione queer groenlandese e non.
Come il lettore potrà dedurre, il romanzo non si svolge in una sola notte ma a partire dal calar del sole, momento in cui le storie dei cinque protagonisti, magicamente, prendono vita. Nella notte di Nuuk, capitale della Groenlandia: Fia conoscerà Sara e sarà travolta da emozioni mai provate prima; Arnaq soffocherà i propri demoni di notte, tra alcol e sesso, dove tradirà il suo migliore amico, Inuk; Inuk, fratello di Fia, tradirà se stesso: fuggirà dal suo paese e dalla sua stessa identità. Ultima, Sara, fidanzata di Ivik, non vuole essere toccata durante l’initimità, disagio che la tormenta fin dall’infanzia ma che nel rapporto, ascoltando il suo corpo, scoprirà cosa voglia dirle. E’ un esordio tanto convincente quanto appassionante che tratta traumi, cambiamenti, pregiudizi, rinascite.
Le mani sporche non devono toccare. Un’anima infetta non deve contaminare. Un cuore nero non deve amare.
Nuuk, città e personaggio
La capitale groenlandese non fa solo da sfondo al romanzo, ma è parte viva di esso: è un paese che non è mai uscito dal trauma coloniale, e il racconto appare come un viaggio sospeso in uno spazio in cui tutto risulta troppo vicino, in cui nessuno può nascondersi per davvero. Potrà apparire al lettore come una prigione affettiva e culturale.
Perché leggere Una notte a Nuuk
Per quanto sia breve questo romanzo, permette al lettore di riconoscere la voce nuova di N. Korneliussen che rompe il silenzio su cosa significhi essere giovani, queer e groenlandesi oggi. E’ un libro che non parla solo di amore e identità, ma anche di migrazione interna, salute mentale, ricerca di sé e del proprio futuro.
Consigliato a chi cerca
Un romanzo corale e sperimentale: la molteplicità dei punti di vista è un plus per il romanzo. Ciò permette al lettore di trovare sia ritratti profondi e intesi, sia ritratti più funzionali alla comprensione del testo. Si tratta di un racconto con un flusso emotivo che non si interrompe mai, proprio per permettere al lettore di entrare in contatto (ed empatia) con i personaggi. Questo dà corpo ed è parte della forza del libro. Una notte a Nuuk è una confessione collettiva, un grido tanto intimo quanto politico, che chiede solo di essere visti.