Una lieve vertigine di Mieko Kanai: in bilico su una vita ordinaria
Una lieve vertigine è il primo libro tradotto in italiano dell’autrice Mieko Kanai, edito da Neri Pozza. Un libro che dipinge un quadro lucido sulla vita contemporanea nella società, quasi fosse una storia comune fatta di un flusso infinito di inezie. L’autrice esplora la faticosa realtà di una vita semplice che, seppure solitaria e confinata in una casa borghese, rappresenta un racconto accurato dell’esperienza matrimoniale, dell’essere genitori e della condizione femminile odierna.

Non ti capita mai, mentre stai facendo qualcosa, di assentarti un po’ con la mente, e d’improvviso provare una vertigine?
Trama
Natsumi vive una vita ordinaria in un moderno appartamento di Tokyo, con il marito e i due figli. È una casalinga come tante: fa il bucato, va al supermercato, va a trovare gli amici e chiacchiera con i vicini, dimenandosi tra varie incombenze quotidiane. Non sembra essere afflitta da nessuna preoccupazione. La sua vita scorre senza sosta in avanti lasciandosi indietro giornate tiepide e prive di grandi emozioni. Eppure dentro, sotto la faccia composta e ordinata, il suo io preme per uscire.
Tutto comincia in un momento di incredibile lucidità, in cui Natsumi sta lavando i piatti e lo scorrere incessante dell’acqua del rubinetto la cattura. Si sente trasportata in un’altra dimensione, perdendo il senso del tempo e dello spazio, e prova un’estrema sensazione di pace. Da qui si apre un monologo interiore, fatto da riflessioni sui propri turni dei lavori domestici e sui propri ricordi. Ma iniziano anche dialoghi fra lei e il marito che fanno percepire una distanza emotiva incolmabile.
La felicità è una monotona tranquillità senza problemi più o meno uguale in tutte le case: una noia! Io ho sempre fatto la casalinga, e però, sai le casalinghe, di solito sulla ventina o sulla trentina, che scrivono lettere ai giornali o alle riviste, non so se hai presente, dicendo che rispettano e invidiano le altre donne che sono impegnatissime a lavorare fuori casa e hanno una vita attiva pur avendo marito e figli, ma che loro sono felici di fare le casalinghe e di creare un ambiente familiare piacevole per il marito e per i figli. Bè, quando le leggo non posso proprio evitare di pensare che non riescono ad ammettere di aver sbagliato. E se anche non è cosi, evidentemente hanno proprio bisogno di ripetere a sé stesse che sono felici.
Scopriamo così una straordinaria capacità mnemonica della protagonista, che ricorda per esempio la perfetta collocazione delle merci sugli scaffali. Natsumi porta anche considerazioni personali sulla seduzione della società attuale, che spinge al consumismo interminabile. Questo monologo riempie un vuoto che si sospetta esistenziale e poi ingloba anche il lettore, il quale si ritrova incapace di porre confini fra se stesso e la protagonista, e si sente in bilico in una perenne vertigine – cadere o non cadere?
Un flusso di coscienza sulla vita ordinaria
Con un linguaggio camaleontico e limpido, Mieko porta alla luce la tranquillità e la crudeltà che coesistono fianco a fianco in ogni vita ordinaria. Così Una lieve vertigine fionda il lettore nella mente di una donna che sembra alla ricerca di un senso nel mondo che la circonda, mentre viene bombardata da stimoli, impressioni, ricordi, preoccupazioni e obblighi.
I giorni passano mentre tu sei sopraffatta dalle faccende domestiche e dalla cura dei figli, e a un certo punto ti accorgi che tutti i sogni che nutrivi sulle miriadi di cose che volevi fare sono rimasti fantasie. All’improvviso ripensi a te stessa e ti assale un senso di solitudine, un po’ come se il mondo di avesse lasciato indietro.
È la stessa autrice, nella postfazione, a raccontarci ciò che l’ha ispirata a scrivere questo libro di vita ordinaria. Dopo essersi incontrata con una coppia di conoscenti, nella loro casa borghese, ed essere venuta a conoscenza del loro divorzio si è sentita irritata. Quella freddezza che ricordava nei loro sguardi le ha fatto vedere con chiarezza quella che definisce come “la banale follia quotidiana di una casalinga repressa”.
Ciò che l’autrice ha voluto raccontare in questo libro, quindi, è quella lieve vertigine che coglie all’improvviso donne di casa durante la loro vita piatta. Una lieve vertigine che stupisce le donne, cogliendole di sorpresa, e facendole vedere con estrema chiarezza il proprio mondo.