Helga Flatland e il ritratto di Una famiglia moderna

Premiato dai librai norvegesi come miglior libro dell’anno, Una famiglia moderna è il ritratto dolceamaro di una famiglia che si trova a un punto di svolta e che ci incoraggia a interessarci un po’ di più ai sentimenti e alle emozioni delle persone a noi vicine.

In famiglia non si riesce mai a vedere l’altro per quello che è: lo si può osservare solo attraverso il velo del rapporto di parentela.

Autore: Helga Flatland

Anno di pubblicazione: 2022

Casa editrice: Fazi

Numero di pagine: 310

Trama

Sverre e Torill sono due genitori che organizzano una vacanza tutta italiana con i loro tre figli (Liv, Ellen e Hakon), ormai adulti, per festeggiare il settantesimo compleanno del padre. Tutto sembra procedere per il meglio in Italia, fra cibo e monumenti, finché il giorno dei festeggiamenti arriva un fulmine a ciel sereno: “Io e papà ci separiamo”.

Così si apre Una famiglia moderna, un romanzo familiare in cui si susseguono ricordi, rimpianti e risentimenti scatenati dall’imminente divorzio, raccontati dal punto di vista dei tre figli della coppia.

Se i nostri genitori possono far sparire con uno schiocco di dita quarant’anni di matrimonio e l’affetto dal quale siamo scaturiti noi, ecco che cala un velo di falsità su tutti i ricordi, tutte le esperienze, tutte le convinzioni relative alla famiglia.

La prima figlia, Liv, è una giornalista sposata, con ha due figli. Liv non prende bene la notizia della separazione dei suoi genitori. Si sente tradita, come se tutta la sua vita avesse perso di consistenza. Sfoga questa sensazione su suo marito e su suo figlio adolescenti, creando disagi. Inoltre, essendo la sorella più grande e soffrendo un po’ di manie di controllo, percepisce su di sé il peso delle responsabilità e anche in questa situazione sente di dover proteggere i suoi fratelli, mancando completamente l’obiettivo. Il risultato è una crisi esistenziale che porta il suo mondo a sgretolarsi.

Dovevano farlo proprio nel bel mezzo della mia lotta? Dovevano caricarmi anche questo peso? Spesso si aggiunge anche un forte senso d’ingiustizia per il modo ostentato in cui gettano al vento la loro famiglia davanti agli occhi della sottoscritta, che sta cercando disperatamente di formarne una. Subito dopo provo una profonda vergogna per questi pensieri egoisti, ma la rabbia rimane, per quanto io mi sforzi di ragionare lucidamente.

La seconda figlia è Ellen, una coach che si occupa di comunicazione. Ellen vive il divorzio dei genitori con più egoismo, per questo motivo si sente arrabbiata ma nei fatti è poco interessata all’accaduto. Ha altro a cui pensare perché sta cercando insistentemente di avere un bambino col suo fidanzato; un bambino che però non arriva. Questa ricerca fallimentare comincia a diventare un’ossessione che porterà Ellen e il suo fidanzato a consumarsi e a prosciugare l’amore fra loro.

Le mie emozioni sono molte, e sono forti. Me lo sono ripetuto spesso nell’età adulta. Non è detto che sia un male: basti pensare a tutte le gioie inebrianti che provo, e che le persone più neutrali e armoniche si perdono. […] Ma in realtà è una maledizione, essere così attenti, così vulnerabili ai mutamenti.

Infine c’è Hakon, terzo figlio, che ha molti anni in meno rispetto alle sorelle. Hakon è un ragazzo sensibile e anti-conformista che non crede nel matrimonio e nelle convenzioni sociali. Per lui l’amore deve essere libero e privo di contratti o catene. È, quindi, sua la voce fuori dal coro di questa storia. I suoi pensieri riguardo la famiglia e le relazioni donano nuova luce alla vicenda.

Lo smarrimento che scatena una separazione, anche in età adulta, è lecito e altamente soggettivo. I ricordi vengono esaminati con la lente di ingrandimento e analizzati attentamente per trovare dettagli che non avevamo notato; nascono conflitti interiori o allontanamenti poco ragionati, e l’intera esistenza personale viene completamente passata al setaccio.

Considerazioni finali

Ho apprezzato molto la lettura per la carica introspettiva di tutti i personaggi. Tra le pagine si assise ad un evento familiare ormai noto a molti, il divorzio, ma che sa sempre innescare esami di coscienza e malumori in grado di portare grossi cambiamenti nei rapporti con sé stessi e con gli altri.

I protagonisti di questa storia potremmo essere noi, la nostra famiglia. Una famiglia felice come tante, una famiglia infelice come tante.