Una donna Vittoriana: Charlotte Riddell

È una delle autrici di epoca vittoriana più prolifiche con oltre cinquanta libri pubblicati, fra romanzi e raccolte di racconti. In Italia sono state pubblicate solo alcune delle sue opere: La casa disabitata, La porta aperta: il mistero di Ladlow Hall e qualche racconto (forse tre) in alcune raccolte difficilmente scovabili.

I primi anni di vita

Charlotte Riddell nel 1875

Charlotte nasce a Carrickfergus, nell’Irlanda del Nord, il 30 settembre del 1832 da James Cowan, l’Alto sceriffo di Antrim, e Ellen Kilshaw di Liverpool, e cresce in una famiglia assolutamente benestante tanto che può studiare a casa. Il suo talento letterario viene fuori fin dalla sua più tenera età, e a quindici anni termina il suo primo romanzo. In una intervista del 1893 per il libro Notable Woman Authors of the Day di Helen C. Black ne dirà:

È stato in una luminosa notte di luna – lo vedo ora che inonda i giardini – che l’ho iniziato, e ho scritto settimana dopo settimana, senza mai smettere finché non l’ho terminato.

Charlotte Riddell, ancora, dice di non ricordare un momento della sua vita in cui non abbia scritto. Racconta che anche quando non sapeva farlo, dettava a sua madre le storie frutto della sua fantasia.
Lettrice appassionata, leggeva tutto quello su cui riusciva a mettere le mani, compreso il Corano che legge all’età di otto anni e trova particolarmente interessante.

Il trasferimento a Londra

Nel 1850 circa, però, suo padre muore.
Charlotte e sua madre si barcamenano per quattro anni fra i problemi finanziari sempre crescenti, finché non prendono la decisione di trasferirsi a Londra.
Charlotte non è felice di lasciare l’Irlanda del Nord, tanto che dirà:

Ho spesso desiderato che non avessimo mai deciso così, ma in quel caso, non credo che avrei mai potuto ottenere il minimo successo […].

La Londra vittoriana è insieme un mix di entusiasmo per le scoperte scientifiche e di resistenza al razionalismo. C’è anche un incessante interesse verso il Romanticismo, il misticismo, l’occultismo, l’arte. Ma Charlotte non la ama.

A Londra non conoscevamo una sola persona. Eravamo come persone straniere in terra straniera. […] Non avevo mai apprezzato i posti nuovi e, ricordando il dolce borgo e gli affettuosi amici che ci eravamo lasciati alle spalle, Londra mi sembrò orribile. Non potevo mangiare, non riuscivo a dormire, potevo solo camminare per le “strade dal cuore di pietra” e offrire i miei manoscritti a un editore dopo l’altro, che li rifiutarono all’unanimità.

Vista su Londra, Big Ben e Houses of Parliament

Charlotte vuole quindi potersi dedicare alla scrittura e in questo modo poter mantenere lei e sua madre. È questo un periodo in cui è relativamente rispettabile per una donna dedicarsi alla scrittura, anche se ancora molto difficile farsi pubblicare col proprio nome.
Per tale ragione, Charlotte, dopo tanti rifiuti, pubblicherà il suo primo romanzo, Zuriel’s Grandchild del 1856, con lo pseudonimo di RV Sparling.
Ma la morte bussa di nuovo alla porta di Charlotte, e questa volta è un cancro a portarsi via sua madre.

Il matrimonio

The Moors and the Fens

La scrittura di Charlotte comincia già ad essere intrisa di atmosfere gotiche sentimentali e malinconiche. Nel 1857 pubblica un altro romanzo, The Ruling Passion con lo pseudonimo di Rainey Hawthorne. Nello stesso anno si sposa con Joseph Hadley Riddell, un ingegnere civile.
Il matrimonio pare andare bene, la coppia sembra felice. Tuttavia la scarsa attitudine agli affari di Joseph fa sprofondare la coppia nei debiti e Charlotte sarà la maggiore fonte di reddito della famiglia.

Quando pubblica il suo terzo romanzo, The Moors and the Fens nel 1858 con lo pseudonimo di FG Trafford, è un successo. La coppia può tirare un sospiro di sollievo grazie a queste entrate.
Ma la tranquillità non dura a lungo: gli investimenti sbagliati di Joseph costano loro altri debiti.

Charlotte utilizzerà lo pseudonimo di FG Trafford fino al 1864.
In quell’anno lascia il suo editore Charles Skeet per legarsi ai Tinsley Brothers, cominciando a firmarsi come Mrs JH Riddell.

La romanziera della City

George Geith of Fen Court

Grazie al lavoro di Joseph nella City, Charlotte può entrare in contatto con questioni di affari, prestiti, debiti, finanza e battaglie giudiziarie. Tutto questo fu parte integrante di molti dei suoi scritti. Il suo romanzo di maggior successo George Geith of Fen Court che pubblica nel 1864, si concentra proprio su questo. Il romanzo parla di un religioso che abbandona la sua vocazione per diventare un contabile della City. Inizialmente i suoi editori non vogliono pubblicarlo, perché trattava di un argomento che, secondo loro, non si addiceva alle donne.

Tutto il pathos della città, il pathos nelle vite degli uomini in lotta, è entrato nella mia anima e ho sentito di dover scrivere con forza poiché il mio editore si opponeva alla mia scelta dell’argomento, che secondo lui nessuna donna avrebbe potuto gestire bene.

L’attività letteraria

Nel 1861 diviene comproprietaria e redattrice di una importante rivista letteraria, il St. James’ Magazine, fondata quell’anno da Anna Maria Hall, scrittrice dublinese.

Anna Maria Hall

Nello stesso periodo cura la rivista Home e scrive racconti per Society for the Promotion of Christian Knowledge. Nel 1876 Charlotte pubblica un romanzo di genere sensazionale. I temi del genere vanno dall’adulterio all’omicidio, dal furto al rapimento il tutto inscritto in un contesto domestico-familiare. Il romanzo in questione, Above Suspicion, si prefiggeva di mostrare che anche le classi agiate non sono esenti dagli scandali.

Above Suspicion

Oltre a ciò, Charlotte si dedica anche ad alcune opere autobiografiche. Nel 1882 pubblica Berna Boyle che in cui racconta con nostalgia dell’Irlanda del Nord. A Struggle for Fame, che parla delle sue difficoltà nel diventare una scrittrice di successo, vede la luce nel 1888. ù

Le storie dei fantasmi vittoriani

Charlotte Riddell è conosciuta principalmente per le sue storie di fantasmi, che spesso inscrive nel contesto finanziario della City. Il critico letterario James L. Campbell di lei dirà: “Accanto a Le Fanu, Riddell è il miglior scrittore di racconti soprannaturali dell’era vittoriana”.

Charlotte è stata una prolifica scrittrice di racconti sui fantasmi. Invece i romanzi, quattro, sono stati raramente ristampati: nel 1873 scrive Fairy Water; nel 1874 è la volta di The Uninhabited House (tradotto e pubblicato in Italia da ABEditore col titolo “La casa disabitata”); nel 1877 The Haunted River e infine, nel 1878 pubblica The Disappearance of Mr Jeremiah Redworth.

Se ci si sofferma a pensare, potrebbe apparire un po’ strano che un’epoca come quella vittoriana, così piena di progresso scientifico e importanti mutamenti degli assetti economici che ne conseguirono, sia stata la golden age dello spiritismo, del misticismo, dell’occultismo e dalla proliferazione di romanzi e racconti che narrano di storie di fantasmi.


Eppure, a ben vedere, sono proprio tutti questi cambiamenti ad influenzare tali cose.
Con la rivoluzione industriale abbiamo le grandi migrazioni dalla campagna alla città, in case del tutto nuove e diverse che facevano nascere suggestioni particolari date dalla scoperta di un nuovo luogo. L’illuminazione con le lampade a gas, poi, il cui monossido di carbonio poteva causare allucinazioni, fu la protagonista quasi indiscussa dell’ascesa dei fantasmi.
E Charlotte Riddell ha attinto a piene mani dalla società in cui si ritrovava immersa, creando in questo modo storie di fantasmi profondamente legati proprio ad essa.

Nel breve racconto La porta aperta: Il mistero di Ladlow Hall noi ci ritroviamo immersi proprio in queste atmosfere. Abbiamo il protagonista, Phil Edlyn, che lavora in un ufficio di banditori e si propone come volontario per risolvere il mistero che aleggia attorno alla tenuta di Ladlow Hall, nel Meadowshire: una porta che non vuole proprio rimanere chiusa. Edlyn lo fa per migliorare la sua condizione economica, dal momento che svelando il mistero della porta aperta egli riceverebbe una discreta somma di denaro. C’è un omicidio da risolvere, c’è un fantasma, e si comprende bene l’etica capitalista della società vittoriana.

Gli ultimi anni

The Government Official: A novel.

Quando suo marito morì nel 1880, Charlotte si ritrovò sommersa dai suoi debiti, che comunque riuscirà ad estinguere. Comincerà poi una relazione – di cui non è ben nota la vera natura – con un uomo più giovane di lei di nome Arthur Hamilton Norway con cui ha molto viaggiato in Europa. Ha con lui ha scritto il romanzo The Government Official: A novel. La relazione si interrompe nel 1889.

Charlotte Riddell nel 1892

Gli anni ’90 dell’Ottocento non saranno facili per Charlotte che vede calare la sua popolarità come scrittrice. Riesce tuttavia a sostentarsi grazie alla pensione di 60£ che riceveva dalla Society of Authors, la prima a riceverla.

Muore a 74 anni il 24 settembre 1906 e viene sepolta nel cimitero di St. Leonard a Heston, un quartiere occidentale della città di Londra.