Un gioco da bambini: una ribellione al dispotismo di un amore iperprotettivo

Un gioco da bambini è un romanzo scritto da James Graham “JG” Ballard nel 1988 e può essere assimilato al genere della narrativa distopica.

Autore: JG Ballard

Casa editrice: Feltrinelli

Collana: Universale Economica

Data di pubblicazione: 1988

Numero di pagine: 92

La breve storia di Un gioco da bambini ci viene raccontata da un medico, il dottor Richard Greville, psichiatra della polizia metropolitana.

Greville è stato chiamato per aiutare a indagare su un omicidio che tuttavia sembra avere più la portata di un massacro di massa. La mattina del 25 giugno 1988, tutti gli adulti di una lussuosa comunità, chiamata Pangbourne Village, vengono assassinati in vario modo. Alcuni sono stati fulminati nella vasca da bagno o sulla cyclette, molti sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco, alcuni sono stati pugnalati a morte, mentre alcuni sono stati colpiti con dardi di balestra.

Sulla scena del crimine vengono rinvenuti ben 32 cadaveri ma dei bambini, figli dei ricchi proprietari del villaggio, non vi è alcuna traccia. Perché sono spariti senza lasciare alcuna traccia? E se sono stati rapiti perché non arriva nessuna richiesta di riscatto?

L’indagine

Greville inizia a indagare sistematicamente sul massacro, e così fa Ballard. Il testo è presentato in un formato molto ordinato, diviso in sezioni chiare e precise che raccontano eventi e sviluppi. Ballard ci permette di seguire Greville in tutte le fasi dell’indagine: mentre guarda un video della polizia della scena del crimine, mentre visita le abitazioni dei residenti defunti del village, mentre confabula teorie insieme al sergente Payne. È grazie alla collaborazione con Payne che l’indagine ha una svolta importantissima: i bambini sono stati gli artefici del massacro del Pangbourne Village!

L’umorismo amaro di questo breve romanzo deriva dal fatto che la dettagliata descrizione forense della scena del delitto dovrebbe convincere qualsiasi osservatore intelligente che i bambini hanno cospirato per massacrare i loro genitori, praticamente all’unisono, in risposta a un segnale concordato. Eppure gli investigatori professionisti e il pubblico si rifiutano di affrontare questo fatto, ed escogitano più di una dozzina di teorie improbabili per evitare l’orribile verità.

Un gioco da bambini può essere diviso approssimativamente in tre parti. Nella prima parte, ricca di suspense e sapientemente costruita, troviamo la descrizione dettagliata e clinica del crimine, costituita da molte e distinte scene del delitto. La seconda parte è dedicata all’esplorazione delle tante teorie del movente e in molte scene regna un’atmosfera cupamente ironica. La terza è ultima parte è dedicata alla verità e alla consapevolezza.

Il Pangbourne Village

Ma perché questi bambini hanno agito in questo modo? Cosa li ha spinti ad uccidere i loro genitori? Perché si sono coalizzati? Per avere una risposta a queste domande è bene analizzare alcuni aspetti.

Il Pangbourne Village è un luogo in cui i vertici della società londinese allevano i propri figli. Il villaggio è un luogo di lusso, opulenza e completa sicurezza. Nessun visitatore sgradito vi può entrare e di conseguenza nessuno può uscirne senza permesso. La vita dei bambini del villaggio viene programmata quotidianamente senza compromessi con quelle che i genitori credono essere attività appaganti e costruttive. I genitori nei confronti dei figli sono piacevoli e disgustosamente gentili.

I bambini sono il centro di tutto. Sono costantemente monitorati, costantemente tenuti occupati e costantemente curati. In sostanza sono intrappolati senza altra scelta che quella di cooperare. Sebbene la loro prigione sia innegabilmente confortevole, desiderano ardentemente la libertà, anche se quella libertà conduce a una vita brutale e dolorosa.

In una società totalmente sana, la follia è l’unica libertà.

Senza amore una persona cresce sentendosi inutile e non voluta, ma con troppo amore si sentirà soffocare e non riuscirà a crearsi uno spazio nel mondo.

Il tema del romanzo è quello di indagare certi rapporti familiari, estremi e malati, ed anche altri fattori come l’alienazione sociale e il disadattamento dei giovani in società apparentemente sane. L’”apparenza” ha un ruolo chiave in tutta la storia. Tutto apparentemente andava bene in queste famiglie, tutto era vissuto in maniera apparentemente felice, eppure…

Un gioco da bambini racconta una ribellione non alla ferocia o alla crudeltà, ma al dispotismo di un amore iperprotettivo, all’agiatezza di gabbie dorate, all’iper-organizzazione e iper-efficienza programmata, all’iper-controllo del villaggio di Pangbourne, blindato da sistemi di sorveglianza e telecamere di sicurezza.