Un animale selvaggio: bugie, ossessioni e segreti alla Dicker

Joël Dicker, il famoso scrittore svizzero classe ’85, è tornato nelle librerie italiane con il suo nuovo thriller Un animale selvaggio. Pubblicato da La nave di Teseo il 25 marzo, si è imposto in brevissimo tempo ai vertici della classifica dei libri più venduti. I numeri, infatti, parlano di 50.000 copie solo nella prima settimana, un primato per il ginevrino.

La sua opera più famosa, con la quale si è fatto conoscere dal grande pubblico, è la trilogia con protagonista lo scrittore americano Marcus Goldman. La verità sul caso Harry Quebert (Bompiani, 2013), ha ricevuto nel 2012 i prestigiosi premi Goncourt des lycéens e Grand Prix du roman de l’Académie française. Accolto molto calorosamente dai lettori, è stato tradotto in più di 30 lingue e adattato in una miniserie con, tra gli altri, Patrick Dempsey. A seguire sono stati pubblicati Il libro dei Baltimore (La nave di Teseo, 2016) e Il caso Alaska Sanders (La nave di Teseo, 2022).

Un animale selvaggio rappresenta per Dicker una sorta di ritorno alle origini, alla Ginevra in cui è cresciuto. È nei suoi quartieri, infatti, che prende vita l’intricata storia. La scelta di abbandonare l’ambientazione statunitense dei romanzi precedenti non è casuale. In una recente intervista, l’autore ha infatti dichiarato che preferisce ambientare i propri libri in luoghi conosciuti abbastanza bene, così da poterne trasmettere le vibrazioni. Solo così, chi non ci è mai stato avrà la sensazione di averli vissuti.

Copertina libro Un animale selvaggio

All’interno del romanzo

Tutto comincia e finisce con una rapina.
Il 2 luglio 2022, due ladri ripuliscono una famosa e importante gioielleria di Ginevra.
Potrebbe sembrare banale, ma nulla è come sembra.

Una coppia di quarantenni molto affiatata, Arpad e Sophie Braun, stanno festeggiando il compleanno di quest’ultima insieme ad amici e conoscenti. La loro sembra essere la vita perfetta: abitano in una casa da sogno circondata dal bosco, hanno dei lavori che gli consentono di mantenere uno stile di vita agiato e sono uniti da un amore forte e passionale.
La loro, però, è solo una facciata. Il passato, dalle sembianze di una vecchia conoscenza, bussa alla porta e pretende una fetta della loro felicità.

A pochi passi da questa dimora di lusso, in una villetta anonima situata in quartiere residenziale soprannominato “Obbrobrio”, vive una coppia diametralmente opposta. Greg è un poliziotto dalla reputazione “impeccabile” e sua moglie Karine fa la commessa. Hanno anche loro due figli ma, a differenza dei Braun, sono infelici e senza intimità.

Greg è ossessionato da Sophie, tanto da utilizzare la scusa delle passeggiate mattutine per poterla spiare di nascosto, arrivando addirittura a inserire delle videocamere di sorveglianza nella sua camera da letto.
Ma non è l’unico ossessionato da lei. Qualcun altro, nascosto nell’ombra, la spia.

Suspense, colpi di scena e sentimenti torbidi

Leggendo Un animale selvaggio, il lettore viene trascinato in un vortice di bugie e tranelli, che sorprendono e ammaliano.
Una delle caratteristiche peculiari di Dicker, infatti, è senza dubbio la capacità di scrivere libri che difficilmente si riescono a mettere giù, talmente sono coinvolgenti e appassionanti.

Questo è dovuto anche a un ottimo utilizzo della suspense e alla trama intricata e ben costruita, con continui salti temporali. I colpi di scena vengono cotti a fuoco lento, aggiungendo piccoli tasselli capitolo dopo capitolo. La verità, però, non è mai banale e scontata. Al contrario, Dicker è bravissimo a far credere una cosa che poi si rivela tutt’altra.

La sua è una scrittura lineare, semplice e priva di fronzoli. Non ha uno stile ricercato od originale, ma in molti sono concordi nel ritenere che si potrebbe leggere di suo anche la lista della spesa, senza annoiarsi mai.
I suoi libri sono una vera e propria dipendenza!

I personaggi di Un animale Selvaggio sono tutti delle bestie ferite, che reprimono i propri istinti e si nascondono dietro una facciata di perfezione. È nel momento in cui sono messi con le spalle al muro che rivelano la loro vera natura, cambiando le carte in tavola e stravolgendo l’intero intreccio narrativo. Tutti nascondono qualcosa e mostrano i lati più oscuri dell’animo umano: le ossessioni, l’insoddisfazione, il tradimento e l’ipocrisia.
Non c’è verità, solo menzogna e insicurezza.

Un animale selvaggio: thriller senza il fattore “wow”

Un animale selvaggio non è un capolavoro, non è un thriller che fa gridare “Wow”. Manca la profondità, l’atmosfera cupa e inquietante.

I colpi di scena sono degni del loro nome e davvero inaspettati, ma nel complesso il romanzo non è all’altezza de La verità sul caso Harry Quebert. Complice forse una differenza di circa 300 pagine, si ha l’impressione che al finale manchi qualcosa, come se fosse stato chiuso troppo in fretta. Alcuni elementi interessanti vengono abbozzati ma non definiti chiaramente, lasciando il lettore con qualche dubbio.

È comunque una lettura consigliata, principalmente per la maestria della penna di Dicker, dalla quale scaturiscono misteri apparentemente impossibili da risolvere.