Tutto brucia: un action thriller tutto al femminile

La casa editrice Fazi dà ai lettori la possibilità di tornare ad immergersi nell’universo di Regina Rossa con Tutto brucia, l’ultimo romanzo dell’autore Juan Gómez-Jurado, primo di una nuova trilogia che si prospetta essere ricca di adrenalina e azione. La particolarità dell’autore è nella grande abilita di costruire una ragnatela dove ogni romanzo può essere letto singolarmente, sebbene appartengano tutti allo stesso universo narrativo. In ogni romanzo sono, infatti, presenti richiami agli altri, senza che questo infici la godibilità dell’opera.

Trama

Aura Reyes, Mari Paz Celeiro Buján e Irene Munoz Quijano (alias Sere) sono tre donne accomunate dalla sofferenza e da un passato turbolento e doloroso, seppur completamente diverso per ognuna di loro, che si ritrovano malgrado tutto a collaborare per un bene superiore, tramite mezzi non esattamente leciti.

Tra piani elaborati, fughe, minacce, tradimenti, paure e qualche sana scazzottata, le tre donne vivranno settimane di adrenalina pura e battaglie contro il sistema e contro i propri mostri interiori, mostrando le varie sfaccettature della paura e della sua sconfitta, oltre ad un forte desiderio di vendetta e rivalsa.

Un thriller tutto al femminile

Quel che colpisce in Tutto brucia è il suo essere un romanzo quasi interamente al femminile, dove l’essere donna non rappresenta debolezza o un difetto, ma un semplice dato di fatto. Il libro mette in mostra quanto una donna, alla pari di un uomo, possa essere scaltra, intelligente, perspicace, ma anche violenta e cattiva, capace di ogni cosa per raggiungere i propri obbiettivi. Qui, per una volta, la guerra tra i sessi vieni eclissata da una disputa ancora più pressante e soprattutto verosimile: quella contro il potere e il sistema corrotto.

Aura Reyes è una madre, improvvisamente rimasta vedova, che si ritrova a dover crescere due figlie da sola e in condizioni non esattamente ottimali. È passata dall’avere una vita idilliaca, benestante e in carriera, con al fianco il suo grande amore, al perdere improvvisamente tutto. Aura era la migliore amministratrice dei fondi di investimento della banca in cui lavorava ma adesso la attende una pena detentiva per frode su larga scala e riciclaggio di denaro. Che sia lei o meno la colpevole poco importa, l’importante è che qualcuno finisca in prigione ed è capitato proprio a lei.

Chi è punito, non è più colui che ha compiuto l’atto. È sempre il capro espiatorio. All’epoca non aveva capito. Capisce molto bene ora. «Ti serve un colpevole», dice, con una risata ansiosa.

Mari Paz Celeiro Buján è una gallega ex legionaria che passa la sua vita tra la sua auto e dietro le sbarre, dove almeno ha un pasto assicurato. Coraggiosa, tenace e forte, non si tira indietro davanti a nulla, non dopo tutto quello che ha passato e che la perseguita giornalmente. Lotta contro i mostri del suo passato annebbiando la mente con l’alcol, che è per lei un vero e proprio toccasana.

Mari Paz ama i postumi, perché alla fine svaniscono, e quando lo fanno, si lasciano dietro una rinascita nel corpo e nell’anima che null’altro può offrire.

E infine Irene Muñoz Quijano, alias Sere, un’ingegnera informatica che vive ormai completamente isolata dal mondo, in un regime di isolamento autoimposto, tra la sua ossessione per la magia e ogni tipo di oggetto elettronico sventrato e studiato per occupare il suo tempo. Un personaggio sicuramente particolare, una donna che risulta essere priva di emozioni e reazioni, fredda e distaccata da tutto, ma che nasconde solo tanta sofferenza.

Più sola è una persona, più solitaria diventa. La solitudine le va crescendo attorno, come la muffa. Uno scudo che inibisce ciò che potrebbe distruggerla, e che tanto desidera. La solitudine è cumulativa, si estende e si perpetua autonomamente. Una volta che la muffa si incrosta, è sempre più difficile staccarla.

Un trio di scombinate su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo che, nonostante tutto e tutti, crea un legame che prescinde da qualsiasi inconveniente e tragedia affrontata.

Oltre alle tre, un altro personaggio femminile che ha un ruolo preponderante è quello della commissaria Romero. Anche lei è una sopravvissuta. A mantenerla a galla negli anni, in cui se l’è passata malissimo, non sono state la sua perspicacia o la sua grande forza di volontà, ma il suo spirito di adattamento, che l’ha spinta dalla parte di tutto ciò che è illecito. Una donna imperturbabile, spietata e senza scrupoli, dal sangue freddo e dalle idee ben chiare, un vero pericolo.

Altri personaggi

A dare maggiore movimento alla storia e più spessore agli avvenimenti non mancano altri personaggi di rilievo come Sebastián Ponzano, presidente della Value Bank dove lavorava Aura. Un uomo superbo e avaro, l’uomo che lei stessa vedeva quasi come un padre e che l’ha resa la donna in carriera che era. Laura Trueba, la presidentessa della banca più grande d’Europa, la persona più potente della Spagna, con la quale Ponzano cerca di arrivare ad accordi.

A dare uno sprint in più ai fatti, l’arrivo dei legionari “il plotone dei castigati”, quattro ex militari amici di Mari Paz (o EmmePi come viene chiamata dalle figlie di Aura) la cui vita è stata messa a dura prova più e più volte e che si ritrovano a vivere in condizioni precarie e di stenti.

È un cameratismo inappuntabile. Una generosità senza fratture. Uno qualunque di questi quattro uomini, di estrazione umile e bistrattati dalla vita, non esiterebbe un istante a donarla a ciascuno degli altri. E a Mari Paz, più di tutti. Non solo la rispettano. La idolatrano.

Considerazioni

Tutto brucia è un turbine di emozioni e vicende, una storia al cardiopalma che però risulta spesso troppo inverosimile e fin troppo colma di fatti fortuiti e irrealistici. Un romanzo che, nonostante la drammaticità e i fatti drastici che avvengono, sa in qualche modo mantenere un’aria leggera e a tratti ironica, che rende la lettura più scorrevole e meno pesante. Ci troviamo davanti a un libro ricco di azione, contornato da un desiderio di vendetta che però viene surclassato dal più importante desiderio di semplice giustizia per tutti.

La narrazione si alterna tra il presente e vari flashback che, nello scorrere della lettura, danno modo di conoscere sempre meglio i personaggi e ciò che hanno vissuto, per avere un quadro sempre più completo e intrigato. Ad ogni modo, chi conosce la scrittura e lo stile di Juan Gómez-Jurado sa già che quello che può essere rimasto in sospeso in questo primo capitolo, troverà probabilmente risposte nei capitoli successivi della trilogia.

Non mancano durante la lettura i richiami alla trilogia di Regina Rossa e probabilmente per chi l’ha già letta è difficile non mettere a paragone le due opere, ma è giusto ricordare che pur appartenendo allo stesso universo, sono pur sempre storie distinte e separate.

Bisogna scegliere con cura l’infelicità. Questa è l’unica felicità nella vita: scegliere la migliore infelicità.

Autore

Juan Goméz-Jurado nasce a Madrid nel 1977, è un giornalista e un romanziere tradotto in 40 lingue. La trilogia composta da Regina Rossa, Lupa Nera e Re Bianco ha avuto un successo clamoroso, con oltre 2 milioni di copie vendute, e l’ha consacrato come l’autore di thriller spagnolo più venduto di sempre, nonché come uno dei massimi esponenti del genere a livello internazionale.