Tu sei qui di David Nicholls: lunga vita alle seconde possibilità

Marnie è una donna single di trentotto anni con la sensazione che la vita, forse, le stia lentamente ed inesorabilmente sfuggendo tra le dita. Michael è un uomo single di quarantadue anni che, a sua volta, non sa bene cosa fare della sua vita. L’incontro di queste due anime perse sarà l’inizio di un nuovo capitolo.

Sono queste le premesse di Tu sei qui, l’ultimo attesissimo romanzo di David Nicholls, autore – tra gli altri – del famoso e mai dimenticato One Day di cui recentemente è stata realizzata anche una serie tv. Arrivato in libreria a maggio per Neri Pozza, la nuova fatica letteraria dello scrittore britannico indaga ancora una volta le relazioni, tra rimpianti e promesse.

Tu sei qui

La storia, in breve

Marnie vive la sua vita da quasi quarantenne separata a Londra, dove lavora come editor freelance lontana dagli amici che sente di stare perdendo, alle prese con matrimoni e figli tra Hasting, Stevenage, York e Cardiff. Un’esistenza fatta di solitudine che la porta a rigettare sempre di più le poche occasioni di socialità, imbastendo dialoghi di fatto solo con gli elettrodomestici di casa. Le cose non vanno di certo meglio a Michael, che dopo il divorzio, cerca in qualche modo di rimettere insieme i pezzi di una vita distrutta tra gite scolastiche dove cerca di insegnare qualcosa di geografia ai suoi studenti e le lunghe passeggiate nei weekend dove rifugge qualsiasi contatto umano.

L’isolamento sociale volontario di Marnie e Michael finisce quando Cleo, una cara amica in comune, li obbliga a prendere parte un trekking in compagnia che li porterà ad attraversare l’Inghilterra da costa a costa. Un cammino che non inizia sotto i migliori auspici ma che porterà i due protagonisti ad avvicinarsi sempre di più e, al tempo stesso, a riflettere sul proprio passato per capire davvero quali opportunità porterà loro il futuro…

Marnie e Michael, due solitudini che si riconoscono

Le storie individuali di Marnie e Michael, all’apparenza così distanti, sono più simili di quanto possa sembrare. Entrambi sulla quarantina, entrambi rimasti soli cercano nella solitudine il rifugio in cui sentirsi al sicuro. Perché la vita sembra in qualche modo averli puniti e la socialità un pericolo troppo grande da affrontare per rimettersi in sesto specialmente in un momento in cui l’età inizia a farsi sentire e si fa strada quella vaga sensazione che alcuni treni non ripasseranno più.

Saranno proprio queste emozioni comuni che porteranno Marnie e Michael a conoscersi e riscoprirsi, facendo lentamente a pezzi quel muro di mattoni che si erano costruiti attorno per non permettere più a nessuno di colpire il loro cuore già abbastanza colpito. Una conoscenza che presto diventerà qualcosa di più significativo ricordando a tutti che in fondo, nella vita, non è mai davvero troppo tardi per ricominciare da capo. Ed essere di nuovo felici.

Il cammino come metafora di vita

L’intero romanzo si basa sul trekking intrapreso dai protagonisti all’inizio della storia: una camminata lunga, impervia, ricca di ostacoli che anima le pagine e le discussioni di Marnie e Michael. Macinare chilometri anche nelle più complesse condizioni atmosferiche diventa una metafora della vita in senso più generale. D’altronde cos’è l’esistenza se non un lungo percorso fatto di alti e bassi, salite ripide e discese mozzafiato, momenti di gioia e momenti di sconforto? La vera sfida sta nel non perdere la propria bussola personale, lasciarsi guidare anche dagli imprevisti e non avere paura di buttarsi, anche quando di paura se ne ha a tonnellate. Ma in fondo la fatica vale tutta la vista no?

David Nicholls, una certezza tutta inglese

Tu sei qui è un romanzo che emana David Nicholls da ogni singola parola. L’ambientazione inglese, la costruzione sapiente dei rapporti umani, una fitta presenza di dialoghi ben scritti e con la giusta dose di simpatia e sarcasmo confermano anche in questo libri le caratteristiche tipiche della letteratura dell’autore. Nicholls si dimostra ancora una volta un vero e proprio maestro nella scrittura di romanzi che in una certa misura potremmo definire light romance, dove la componente romantica è presente ma mai persistente o stucchevole e dove ogni personaggio trova una dimensione propria e un percorso di crescita strutturato e maturo.

Pace se il finale è abbastanza intuibile, la dolcezza della lettura vale tutta l’esperienza. Una coccola, prevedibile forse, ma sempre molto piacevole.