19 Aprile 2024

Tra divinazione e relazioni disfunzionali: Chiedi se vive o se muore

Chiedi se vive o se muore è il secondo romanzo di Gaia Giovagnoli, pubblicato dalla casa editrice Nottetempo nell’agosto del 2023, dopo aver debuttato con la medesima CE nel 2022 con il romanzo Cos’hai nel sangue (vincitore del Premio Arfelli). Precedentemente aveva già pubblicato libri di poesie, tra cui Teratophobia e Babajaga.

Chiedi se vive o se muore inoltre è stato scelto dalla casa editrice per rappresentare il primo tema del progetto Bookrave: CORPI.

Chiedi se vive o se muore
Illustrazione di copertina di Daniele Castellano

Trama

India è una ragazza che vive la propria vita all’insegna della libertà e della consapevolezza del proprio corpo, con un passato segnato dal dolore e dalla sofferenza, che l’hanno plasmata e formata. Un giorno conosce Leo. I due si innamorano, ma il loro è un amore guidato da sofferenze condivise e tossicità, che culmina con tradimenti e India che viene rinchiusa per tre giorni in un piccolo stanzino dall’amore della sua vita. Qui, tra la vita e la morte, avrà modo di pensare e, tra allucinazioni e ricordi, racconta il suo percorso nel mondo della divinazione e nella lettura dei tarocchi. Il tutto davanti al letto di un ospedale in cui, ad ascoltarla passivamente e inerme, c’è proprio Leo, in coma dopo essersi gettato dal balcone del loro appartamento.

Tematiche trattate

La storia gira completamente intorno al dolore, fisico e non, che viene tramutato in qualcosa di positivo e normale, abituale, per un mero senso di sopravvivenza. Tra la madre di India che la picchiava per ogni nonnulla e il padre di Leo morto suicida, i due giovani si costruiscono delle corazze per andare avanti così fragili e instabili, che spesso e volentieri crollano. E si trasformano per lei in desiderio di evasione e per lui in ricerca del sangue e del dolore come mezzo di sfogo.

Ti trovai con la lametta infilata nella spalla – tagliavi di netto, in profondità, perché il male fisico zittiva un altro male che non si poteva domare. Lo provavi comunque, però ti faceva controllare il dove e il quando. Avevi preso il tuo dolore e ne avevi fatto una lama, ma sarebbe diventato molto altro: se non l’avessi fermato sarebbe stato una corda sospesa, del veleno, un salto di sotto, un cuscino. Ci dovevo pensare io.

Lo capii e ti chiesi: “Taglia me, piuttosto”.

Ti presi la mano e me la portai sulla coscia.

“Fallo a me” dissi “Avanti. Fammi male ogni volta che vuoi farlo a te stesso”.

Mi fissasti la pelle.

Ripetei “Fammi male. Mi piace”.

Piangesti, stringendomi. Mi tagliasti con la lama che tenevi tra le dita.

[…]

La custode del tuo dolore. Piansi e piansi.

C’era rosso fino a terra. Ciò che ti teneva in vita ero io.

Mostra la difficoltà nell’essere figli e parla, di conseguenza, anche di maternità e del disinteresse più totale da parte di India nel voler procreare. Disinteresse dovuto a vari fattori: la paura di essere una madre tossica, di non essere all’altezza, la paura del dolore e la paura di un corpo che ingrassa e si sforma, che cambia la sua identità e la sua realtà. Paura, quest’ultima, legata all’infanzia infelice e a un corpo che era più in carne e per questo criticato e al centro di commenti poco piacevoli.

Magari le botte le ho rilette addirittura come un contatto o una forma di cura: il momento in cui io e la mamma ci avvicinammo di più; un tempo che lei dedicava del tutto a me. Niente pulizie o fornelli. Una forma distorta di abbraccio.

È probabilmente anche per questo che, crescendo, India trova nel suo corpo un senso di rivalsa e lo usa a suo piacere, costruendosi un’identità sessuale molto forte. Nella sua passività, nel suo voler essere ammirata, spogliata, desiderata e usata, trova pace per i suoi sensi.

Il dolore crea delle vie imprevedibili, scava cunicoli assurdi.

Chiedi se vive o se muore è un romanzo che parla di traumi e di come questi possano essere convertiti in piacere, di come possano fungere da filo conduttore per intraprendere rapporti che per forza di cose risultano essere insani e autodistruttivi. Si evidenzia come le relazioni che nascono tra due anime sofferenti cedano facilmente a un senso di ossessività e dipendenza emotiva malsana e logorante. Però è anche un romanzo che parla di accettazione, non solo del dolore che ci si porta dentro, ma anche delle proprie fragilità.

Particolarità e considerazioni

La particolarità della storia risiede nella passione della protagonista per la cartomanzia, arte alla quale si avvicina indirettamente fin dalla giovane età, quando assiste alle sedute tra la madre e un’amica di famiglia.

Ogni capitolo ha il nome di una carta e il significato viene spiegato attraverso ricordi di varie sedute o avvenimenti di vita privata, anche se il contesto influisce sempre sul significato delle diverse carte. Questo sta a sottolineare quanto malleabile possano essere la realtà e il destino, specialmente quando ci si affida alle mani di qualcun altro.

Tutti i diversi racconti mettono in evidenza quanto poco affidabile sia India come narratrice, alternando eventi reali ad allucinazioni e sogni. Così il lettore, che non sempre ha la possibilità immediata di capire se ciò che sta leggendo è accaduto davvero oppure no, si smarrisce.

È questa una storia che mantiene per tutta la sua durata un’atmosfera onirica e trasognata, pur raccontando una storia altamente verosimile, densa e molto provata. Estremamente attuale per le tematiche trattate, risulta essere una lettura intensa e perturbante.

Tra sacralità e mistero, scaramanzia e credenze, Chiedimi se vive o se muore, con l’espediente della lettura delle carte e la scoperta di sé attraverso la conoscenza del proprio passato, presente e futuro, è un romanzo che merita una grande attenzione, in quanto capace di portare il lettore a fare riflessioni importanti e profonde.

Il finale aggiunge quel tocco di inaspettato e di speranza che una storia del genere necessita, togliendo l’amaro dovuto a tutta la negatività precedente. Allo stesso tempo fa vedere come tutto nella vita può cambiare, nulla deve mai essere dato per scontato, perché l’ostinazione e l’accanimento fungono solo da blocchi alla possibilità di un’evoluzione personale.

Curiosità: alcune tipologie di Arti Mantiche

Bibliomanzia: divinazione dei libri, spesso sacri;

Chiromanzia: divinazione dei palmi delle mani;

Cleromanzia: divinazione delle estrazioni a sorte;

Geomanzia: divinazione della Terra;

Nefomanzia: divinazione delle nuvole;

Negromanzia: divinazione attraverso l’invocazione dei morti;

Tasseomanzia: divinazione dei fondi del tè;

Zoomanzia: divinare osservando il comportamento di animali come ratti (miomanzia), uccelli (ornitomanzia), gatti (ailuromanzia)

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