Torrenti di primavera. Un racconto romantico di Ernest Hemingway

Ernest Hemingway scrisse Torrenti di primavera con l’intento di creare un divertissement satirico e parodistico nei confronti dello scrittore Sherwood Anderson e dello stile della sua opera, Riso nero (Dark Laughter).

Pubblicato nel 1926, presso la casa editrice Scribner’s, Torrenti di primavera può essere considerato una novella, ma anche un lungo racconto che possiede molto dello stile strutturale di Francis Scott Fitzgerald e di altri colleghi di Hemingway appartenenti alla cosiddetta Lost Generation. Il termine fu coniato dalla scrittrice Gertrude Stein per indicare una generazione di scrittori e artisti vissuti a cavallo tra le due guerre mondiali e privati della leggerezza della giovinezza per imbracciare le armi.

La trama

La narrazione gira tutta intorno al protagonista Scripps O’ Neall, trasferitosi nel nord del Michigan dopo essere stato abbandonato da sua moglie e da sua figlia, per lavorare in una fabbrica di pompe. Qui, fa la conoscenza di un altro protagonista – che diverrà narratore in seguito – di nome Yogi Johnson, e poi, presso un diner, fa la conoscenza di altri due personaggi: l’anziana cameriera inglese di nome Diana e la giovane cameriera Mindy, che racconta aneddoti storici e letterari, affascinando i clienti.

Scripps O’Neall sembra provare immediatamente qualcosa per Diana (soprattutto una curiosità morbosa nei confronti del suo passato, riguardo alla scomparsa della madre a Parigi) e i due si sposano. Tuttavia Diana, sa bene di non aver conquistato completamente il cuore di Scripps O’Neall che sembra costantemente attratto da Mindy, perciò decide di acquistare di continuo riviste letterarie per risultare affascinante e colta, dato che Scripps scrive anche racconti. Yogi Johnson, d’altro canto, è tormentato dal fatto che non riesca a desiderare nessuna donna, specialmente con l’arrivo della primavera, e giunge a temere di essere impotente. Tuttavia, si innamorerà di una squaw vestita solo di mocassini e tornerà a provare desiderio.

Lo schema della narrazione: action is character

Non ci sono azioni particolari nella trama di questo breve romanzo, poiché a guidare la narrazione sono proprio i personaggi e, in particolare, il protagonista. Lo schema che segue Hemingway è lo stesso di Fitzgerald secondo cui «action is character», perciò sono proprio i protagonisti a comporre i tasselli del puzzle.

Il linguaggio è diretto e incisivo; i dialoghi dei personaggi sono spontanei, immediatamente formali, ed è anche da ciò che si riconosce la penna di Hemingway. I personaggi sono in balia dei propri pensieri, andando a formare lunghe catene di flussi di coscienza, che danno spessore all’opera.

Particolare è il simbolismo che riguarda i personaggi come la scomparsa dei familiari di Scripps O’Neall, che afferma: «ci vuole troppo per aggiustare il muro del destino»; come la presenza dei pellerossa, prima il loro grido nell’aria e poi la loro presenza fisica; e come le continue citazioni dello e sullo scrittore Henry Fielding, il fondatore del romanzo realista inglese. Importante anche la citazione sulle scuole Carlisle, che storicamente furono dei veri e propri campi di concentramento per gli indiani, che dovevano abbandonare la propria cultura per abbracciare quella dei bianchi americani.

La casa era vuota. Attraverso l’aria nevosa, mentre se ne stava lì, solo, nella sua lunga magrezza, nella casa deserta, giunse alle sue orecchie l’eco distante d’un grido di guerra indiano.

Per la strada, vide venire verso di lui due indiani. Lo guardarono, ma le loro facce rimasero impassibili. Le loro facce rimasero le stesse.

Il significato

Il sottotitolo del romanzo Storia romantica in onore di una grande razza al tramonto indica non solo tutti gli scrittori della Generazione Perduta, ma soprattutto Sherwood Anderson, definito da Hemingway uno scrittore presuntuoso così come il suo romanzo. Era ormai giunto il momento per la letteratura americana di fare un salto verso l’epoca moderna, verso una struttura formale differente e nuova com’era quella di Hemingway. Non sfugge il tema della guerra trattato dal punto di vista di Yogi Johnson e paragonata al rugby:

Yogi aveva giocato al rugby da centrattacco, e la guerra era stata qualcosa di molto simile: intensamente spiacevole. […] Il rugby, come la guerra, era una cosa spiacevole: stimolante ed eccitante, una volta raggiunta una certa durezza, e la maggiore difficoltà è quella di ricordarsi i segnali.

Infine non mancano le note dell’autore che dànno diverse motivazioni sulle scelte dei protagonisti, ma parlano anche di chi ha contribuito ad ispirare lo scrittore a scrivere tale opera, come Ford Madox Ford per gli aneddoti di Mandy, o Sinclair Lewis, definita dal collega e amico Fitzgerald, un grande capolavoro.

Pur essendo una delle prime opere di Hemingway, che risente degli echi di gloria che conquistò con Per chi suona la campana o Di là dal fiume e tra gli alberi, Torrenti di primavera risulta un ottimo esercizio di scrittura ricco di spessore, che riesce a coinvolgere immediatamente il lettore e a condurlo con la mente presso quei luoghi del Nord America, tanto bene descritti; e soprattutto riesce a mostrare chiaramente quanto sia innovativa la letteratura americana (o meglio nordamericana) a partire già dagli anni ’20 del Novecento.