Torna in libreria Aurora Venturini con Noi, i Caserta

La casa editrice SUR continua con la pubblicazione dei romanzi della scrittrice argentina Aurora Venturini.
Autrice che ha raggiunto il successo in età tardiva con il romanzo Le cugine e che è stata molto prolifica, scrivendo almeno una ventina tra romanzi e raccolte di racconti. Non dimenticando di citare le dieci raccolte di poesia pubblicate tra il 1942 e il 1962. “Noi, i Caserta” è stato pubblicato in Italia lo scorso ottobre e, pur precedendo di molti anni Le cugine, si riprendono al suo interno alcune situazioni, tematiche, scene e figure, caratteristiche del futuro romanzo. Come la rappresentazione della mostruosità corporea e la tossicità dei legami familiari, nonché il ruolo rilevante dei personaggi femminili.

Quando l’intelligenza diventa una punizione

Chela per sua madre, una pianista fallita, è sempre stata un impiastro.
La colpa di cui è macchiata è quella di non rispettare i gusti dell’epoca in cui vive, gli anni Venti: è troppo magra, troppo scura, troppo intelligente. Scacciata come un insetto dalla sua famiglia, che ha sempre preferito la sorella nemica, si rintana nella soffitta dove cresce come una selvaggia. Stringe amicizia con gli animali, gli unici che sembrano offrirle l’affetto tanto bramato e trova sollievo nei versi di Rimbaud.

Chela appartiene a una famiglia aristocratica argentina e il suo sangue è maledetto a causa di incesti, sifilide e di altre malattie che hanno portato alla nascita di numerosi individui difettati. Tra i familiari difettati troviamo anche il fratellino di Chela, Juan Sebastìan, una delle poche persone verso cui la protagonista riesce a essere empatica e protettiva e che lei accoglie nel suo mondo, fatto di una grande immaginazione visiva e grande voglia di conoscenza.

E noi due ci compensavamo: io che non ho mai avuto bisogno di niente di nessuno; lui che aveva bisogno di tutti e che aveva soltanto me , per curare le sue impetigini, le bolle, le irritazioni della pelle, le febbri e i terrori notturni che lo facevano cadere dalla culla come un passero dal nido durante il temporale.

Chela diventa una bambina, un’adolescente e una donna ribelle e cattiva.
Nel suo mondo le persone non trovano posto, sono pochi gli esseri eletti e si tratta sempre di individui mostruosi agli occhi degli altri. Il suo è un mal di vivere, un percorso destinato al fallimento e alla distruzione fisica e psicologica.

La soffitta passa da rifugio, nei momenti infantili, a prigione autoinflitta.
E’ proprio lì che finirà per trascorrerci gli ultimi anni della sua vita, nonostante abbia vissuto avventure di ogni genere. Viaggiando in lungo e in largo, avendo successo nel campo letterario e amoroso, soffrendo e appassionandosi; e ricercando le sue origini.

Il confronto con Le cugine

Il romanzo di Aurora Venturini racconta l’involuzione della sua protagonista.
Ci presenta una donna isolata e allontanata che diventa capace di elevarsi attraverso la letteratura, ma che poi sprofonda nuovamente nell’abisso del suo inconscio.
Al contrario di Yuna, ne Le cugine, che attraverso l’arte trova modo di staccarsi dalle catene familiari, Chela seppur mostri riprovazione nei confronti della sua dinastia, ne rimane comunque avvinghiata.
Rimane figlia della sua epoca, l’Argentina degli anni Venti, non mancando di un linguaggio e trattamento razzista nei confronti della domestica di colore, come anche degli atteggiamenti barbari.

E’ inevitabile fare confronti con Le cugine, l’unica altra opera tradotta in Italia e grande capolavoro dell’autrice. Nell’attuale romanzo c’è l’uso di registri linguistici differenti: passando dalla poeticità alla volgarità, da passaggi schietti a quelli più metaforici e trasognanti. C’è l’assenza del linguaggio frammentato e la ricomparsa della punteggiatura che aveva, invece, reso sofferente anche se immersiva, la lettura del precedente (futuro) romanzo.

Noi, i Caserta è un romanzo più lucido, perché la sua protagonista è una donna razionale e di grande cultura. Anche in questo testo, vengono fuori attraverso il flusso di coscienza le caratteristiche peculiari della narratrice. Non mancano riferimenti letterari a culturali di vario genere, che dimostrano l’erudizione dell’autrice.

Più romanzi di Venturini

Non mancano,inoltre, riferimenti autobiografici che alimentano le leggende diffuse intorno al ritratto dell’autrice, probabilmente imparentata con famiglie aristocratiche e nobili italiane.
Anche se di questo non si ha avuto conferma dalla stessa.
E non manca un contesto politico ben delineato.
Fa da sfondo, infatti, l’Argentina pregna di desiderio di giustizia sociale di Perón di cui l’autrice fu un’accesa militante.

Aurora Venturini è stata un’autrice fuori dagli schemi, con una prosa irriverente, capace di prendersi gioco e di esibire spudorate contraddizioni. Il suo universo narrativo è personalissimo, e anche dopo la lettura di Noi, i Caserta si riconferma la curiosità nello scoprire gli altri romanzi ancora non pubblicati in Italia. Siamo certi che la casa editrice SUR non ci farà tardare e pubblicherà presto altri romanzi di questa autrice, per troppi anni nascosta.