Un thriller dalla precisione millimetrica: Tokyo Express di Matsumoto Seichō

Tokyo Express è un classico romanzo poliziesco giapponese scritto da Matsumoto Seichō, nel 1958, ed edito dalla casa editrice Adelphi. Il libro si presenta come un vero e proprio rompicapo da risolvere, incentrato completamente sugli orari e i tempi di percorrenza dei treni che viaggiano lungo tutta la nazione nipponica.

Da questo punto di vista si tratta di un giallo che non si sarebbe mai potuto ambientare in Italia, perché qui da noi tutta questa precisione sarebbe stata assolutamente poco credibile. Ciao Trenitalia.

Le persone tendono ad agire sulla base di idee preconcette, a passare oltre dando troppe cose per scontate. E questo è pericoloso. Quando il senso comune diventa un dato di fatto spesso ci induce in errore.

Trama in breve

Nella baia di Hakata, in Kyūshū, vengono trovati i cadaveri di un uomo e una donna che hanno chiaramente ingerito cianuro. Si tratta della giovane e bella Otoki, che intrattiene la clientela in un ristorante di Tokyo, e di Sayama, funzionario del dipartimento di un ministero coinvolto in un grosso caso di corruzione. Essendo giovani e belli, la polizia di Fukuoka non ha dubbi a catalogare il ritrovamento come un doppio suicidio d’amore.

Due corpi adagiati su una lastra di roccia scura stonavano incredibilmente con quel paesaggio a lui così familiare. Nella pallida luce del sole ancora nascosto, quei due corpi distesi sembravano congelati.

Torigai Jutaro, un anziano investigatore, a causa di alcuni dettagli che non lo convincono, non la pensa allo stesso modo. Saranno proprio i suoi dubbi e la voglia di dimostrare che si tratta di un omicidio ad aprire un caso complesso e privo di prove o evidenze. Le sue considerazioni vengono condivise anche da Mihara Kiichi, un giovane collega di Tokyo, che comincerà una lunga ricerca tra testimoni, orari di treni e alibi apparentemente intoccabili.

Considerazioni personali

Premetto col dire che non sono un’amante o un’esperta del genere poliziesco ma Tokyo Express è riuscito a catturarmi e tenermi incollata alle sue pagine per due giorni. La voglia di continuare a viaggiare tra le indagini e i sospetti mi ha completamente rapita.

Nel romanzo non troviamo grandi colpi di scena o personaggi dalle grandi personalità; e forse è proprio questo che conferma la straordinaria capacità di scrittura di Matsumoto Seichō, che in assenza di effetti speciali riesce comunque a tenere un lettore col fiato sospeso.

Durante la lettura si è catapultati nella testa dell’investigatore seguendo le evoluzioni dei suoi pensieri e dei suoi sospetti, mano a mano che essi si presentano.

Come aveva fatto a non pensarci prima? Se non avesse avuto gente intorno, si sarebbe preso a schiaffi.

Il caso è complesso e quello che all’inizio delle indagini sembra un muro insormontabile con alibi perfetti, con lo scorrere delle pagine, resterà un muro solido ma con qualche crepa da forzare.

La narrazione è veramente ben congegnata perché la trama si snoda su un’indagine basata sui dettagli e sull’analisi dei particolari, anche quelli apparentemente insignificanti, e sulla logica. La ricostruzione del caso dà al lettore tutti gli indizi per venire a capo dell’intreccio, avvicinandolo pian piano alla soluzione.

Matsumoto Seichō durante tutto il romanzo cerca di trasmettere un messaggio chiaro: non credere mai a tutto ciò che si vede perchè le apparenze speso ingannano; per trovare la verità, e avere un quadro generale della situazione, bisogna andare a fondo delle situazioni cercando di comprendere e analizzare ogni minimo dettaglio.

Curiosità

Seicho Matsumoto (1909-1992) è stato un giornalista e scrittore giapponese. Autore molto conosciuto in patria e vincitore del premio Akutagawa nel 1953, ha scritto oltre 300 romanzi e diversi racconti.

Da alcuni definito il Simenon giapponese, è stato pubblicato per tre volte nel Giallo Mondadori. Le tematiche dei suoi gialli affondano spesso le radici nei problemi sociali giapponesi, il tutto unito ad una predilezione per l’indagine strettamente logica ed intuitiva.

Nel 2018 Adelphi ha pubblicato Tokyo Express con la presenza, in copertina, di un ritratto meraviglioso scattato dal fotografo Werner Bischof a Tokyo, 1951.  Altri due suoi titoli imperdibili sono Agenzia A e Il dubbio.

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