Francis Scott Fitzgerald: scoprire una penna malinconica

Una sala grandissima eppure troppo piccola per le vite di tutti, troppo piccola per rapire i sogni e i desideri di chi balla, per abbracciare la musica, e con così tante luci che pare impossibile vedere bene i sogni e i pensieri lasciati indietro nella linea del tempo. Un ritmo veloce, come i battiti del cuore, elettrico come le emozioni quando vogliono tutto: è il gioco del Jazz, caldo e freddo e improvvisato, come la vita giovane quando desidera ricchezza, un sogno, una bella donna da amare.

È la colonna sonora di un’epoca dorata per l’America, a forma di party e belle auto, vestiti da cocktail, ricchezza e uomini potenti: è la vita di cui tutti vorremmo leggere. Le persone provano ad andare più veloci del tempo quando cambia, divorano il lusso degli anni Venti.

Abbiamo parlato della scrittura e dei personaggi di Fitzgerald in questo articolo.

Il Grande Gatsby: il romanzo più celebre

Francis Scott Fitzgerald nasce in Minnesota il 24 settembre del 1896 e possiamo considerarlo la penna simbolo dei “Ruggenti anni Venti”, un autore sensibile e acuto, immerso nella vita del tempo e delizioso osservatore della società ma soprattutto dell’uomo con le sue debolezze.

Il lettore accarezza le sue parole e sotto la patina dorata di feste e Fox-trot, divora le verità dell’animo umano: così si sente il gusto amaro di una vita dedicata alla solitudine e alla ricchezza, dove il lusso è simbolo di qualcosa che in verità manca. Quando la musica si spegne e le gambe ormai stanche riposano l’euforia, le stanze profumano la tristezza dell’uomo quando perde un centro di gravità in nome di un’illusione, di una falsa ricchezza o di un amore proibito.

Fitzgerald è ricordato per il suo romanzo più famoso, per quella delicata luce verde “minuscola e lontana” oltre la gabbia dorata di Jay Gatsby, all’orizzonte di un sogno che quasi non esiste, dove l’uomo scompare e così lo stesso protagonista della storia. È il romanzo che ha ispirato registi di Hollywood e nuove storie, è il libro che tutti noi leggiamo per trovare la verità di un’epoca e dissetare la voglia di scoprire un autore che ha fatto della malinconia di un miraggio mai sfiorato, il succo più dolce della sua narrativa.

Si pronuncia Fitzgerald, ma il lettore ricorda Gatsby: un uomo elegante di sentimenti e di abiti, rivolto alla baia, lo sguardo all’abisso, dove ha perso anche se stesso. Conosciamo la luce verde che è illusione di ricchezza e voglia di svegliare l’istinto a fare ancora un gesto. È difficile ammettere che senza l’amore, ogni lampadina si spegne: la luce più vivida del romanzo è l’amore impossibile per la tenera e fragile Daisy.

Siamo al cospetto di uno scrittore romantico e sognatore, la sua America è un miele bravo a togliere la fame e la sete di vita e di nuove emozioni. Il suo era un “cuore in attesa”, la metafora è perfetta e dà oggi il titolo a una raccolta di racconti che è vera nicchia, dove si possono trovare molte sfumature d’amore, più di quante ne conosca oggi l’arcobaleno. Ecco l’invito a scoprire i suoi lati inattesi e più teneri attraverso una porta semi aperta che oggi sono i racconti e alcuni romanzi meno celebri.

È un cuore fragile, il suo, con occhi grandi per provare a capire il mondo e le persone, con la delicata paura del suo amore per Zelda, donna complicata come un cruciverba in lingua straniera e affettuosa come un foglio bianco quando in mano hai le matite colorate perfette.

I racconti per curiosare il cuore dello scrittore

Ha preso in mano il suo cuore, lo scrittore, per capirlo e per scriverne fino a stropicciarlo e capovolgerlo: forse non si è goduto il viaggio, lui, sempre attento a cercare una parola in più per mettere in scena la malinconia di un gesto, ma ci ha lasciato storie preziose e attuali. Vi suggerisco due racconti e un romanzo da leggere e rileggere, con la speranza di una nuova voglia: quella di scoprire uno scrittore che gli anni d’oro d’America, e le loro debolezze, pare averli inventati.

Amore nella notte viene pubblicato per la prima volta nel 1925 sul Saturday Evening Post. Oggi sfogliamo le pagine e troviamo due ragazzi di diciassette anni alle prese con un’emozione a bordo di uno yacht. Galleggiano una ricchezza che danno per scontata e giocano la vita, provano così a conoscersi un po’ e a sfiorare la pelle dell’altro come se fosse un luogo prezioso. L’amore è intorno, è quell’eccitarsi di un sentimento già passato tanto è effimero: un bacio appena dato è già ricordo e per questo “malinconia” dolce come la marmellata del giorno prima. L’amore muove il vento e le barche al porto sembrano trovare la forza per scoprire il mare: è il racconto di luoghi scintillanti e di un amore giocattolo quando vuole essere vero, è una giostra di piacere destinata a svanire e lasciare dentro la scoperta che il petto possa essere molto triste senza un cuore che batte.

            «Sai che dobbiamo fare qualcosa, disse, farò l’amore con te e tu sarai felice. Val sapeva che la musica aveva completato ciò che la luna aveva cominciato.»

Non può essere cattivo l’amore, se accende le luci e lascia entrare l’aria per rinfrescare il pensiero: la sua penna cattura perfettamente quel senso di amore delirante che quasi commuove se pensiamo che un momento così, forse, non tornerà più. È il poeta dell’amore tenero e amaro, quel colore indefinito che completa il cielo.

La Cosa più sensata è un racconto delicato e ironico, è la messa in scena del più puro desiderio di amore: l’amore non è nelle parole, è nei gesti, negli sguardi e nella mano goffa quando incontra la pelle del desiderio. Nell’aria resta il senso di un affetto quando ha la forza di chiudere le tendine e ricreare la giusta tenerezza e intimità tra due persone che sanno dirsi “in una decina di modi, il migliore senza parole” quanto possano volersi bene. Francis Scott Fitzgerald impara a conoscere l’animo umano come solo i bravi scrittori sanno fare, legge il cuore sensibile quando esplode e sa scriverne benissimo. Osserva la rabbia dell’amore e la mette in scena con l’occhio di un bravo regista: quel che resta al lettore è il senso di aver preso parte a un ricordo del suo passato oppure un salto in avanti nel futuro che promette e poi inciampa. È un racconto ironico, sincero e crudo, dove in fondo non esiste nulla di sensato, perché l’amore quasi mai sa esserlo: la malinconia tra dita che vogliono sfiorarsi è il sentimento più forte nella sua poetica, è quella forza che unisce quando si è distanti e allontana se uno di fronte all’altra, si finge un amore che è il gioco di un ricordo.

«Tutto il tempo del mondo, la vita di lui e quella di lei. Ma per un attimo, mentre la baciava, capì che, anche se avesse cercato per l’eternità, non avrebbe mai più potuto ritrovare le ore perdute di aprile. Fattela pensare, pensò: aprile è finito. Ci sono tanti tipi di amore, ma mai lo stesso amore due volte.»

Tenera è la Notte: il romanzo per emozionarsi e comprendere la sua penna sensibile

Curiosando le pagine del suo ultimo romanzo, Tenera è la notte, pubblicato nel 1934, ritroviamo un tema a lui caro, quello dell’amore ingenuo e proibito per una giovane donna: questo sembra essere il romanzo per spogliare l’autore delle sue verità come penna e persona. Un grande albergo rosa è il centro dell’intreccio all’inizio del romanzo, un luogo senza confini o regole nella bella Antibes, dove il fascino della Costa Azzurra definisce i contorni di una storia d’amore sofisticata e morbosa. È il 1925 e il sud della Francia rappresenta la libertà: qui ogni gesto è possibile, una carezza diventa la caramella che ci si può concedere in vacanza dalla vita.

Il romanzo inizia con la bella attrice Rosemary alle prese con un’adolescenza elettrica e colorata: la società le chiede di crescere, bella e brava, e lei impara a volere tutto, anche il capriccio delle donne, incarnando una seduzione bambina e maliziosa che l’autore già aveva dipinto con Daisy ne Il Grande Gatsby. Ecco la donna ideale nell’opera dell’autore: una gattina indifesa, trasportata dalle maree dei sentimenti, bloccata dalla società in tumulto e rapita in un amore giocattolo quando fatica a diventare grande.

«Sono innamorata di te e Nicole. È un mio segreto. Non riesco neanche a parlare di te perché non voglio che altra gente sappia come sei meraviglioso.»

Nicole e Dick sono una coppia complicata, in fuga dal passato e dalla gabbia di pensieri e manie della donna, in fuga dal lavoro dell’uomo, psichiatra di successo. Abitano, senza maschere, gli abiti dell’autore e della moglie Zelda, personalità contorta, fragile, grande amore di un uomo che non si arrende alle schegge del suo idealizzato amore.

È un amore vietato quello che Dick prova per Rosemary, è una boccata di aria fresca, ed è finalmente quella scintilla che accende il suo sentimento per la vita e con lui, la grinta di sentirsi uomo tra uomini e voce autorevole di un mondo che cambia in America e in Francia.

            «Buonanotte, bambina. È un gran peccato. Dimentichiamo tutto questo. Tanta gente s’innamorerà di te e sarà più bello incontrare il tuo primo amore tutta intatta, anche emotivamente. È un’idea antiquata, vero?»

Il tema dell’innamorata bambina torna nel suo romanzo finale, dopo essere stato sfiorato e accarezzato in molti racconti, con il gioco di sfidare la consapevolezza delle cose e infine abbandonarsi a lei più facilmente che all’amore.

Con Fitzgerald i sentimenti sono stati ribelli come l’economia della sua America: si è addormentato nei ruggenti anni Venti con il sogno di una società in fiore, nuove luci e colori mai visti, e dopo il sonno e la malinconia di troppe perdite, si è risvegliato nella piscina della grande depressione.

Ha visto quanto possa essere dura la vita se il bagliore di un sogno si rivela una piccola illusione: dentro di lui l’amore per Zelda diventa vento e tempesta, così trova la sua medicina nella migliore amica, la scrittura, che diventa antidoto e campo di battaglia.

Potete trovare il racconto “La cosa più sensata” nell’edizione Feltrinelli, Racconti, 2013; nella stessa opera e nella raccolta di racconti edita da Mattioli, Il cuore in attesa, 2016, potete trovare invece “Amore nella notte”; la raccolta edita Mondadori I Racconti dell’età del Jazz, 2018, contiene altri deliziosi e celebri racconti.