Tempo libero di Francesco Casamassima

Tempo libero, l’esordio di Francesco Casamassima, psichiatra di professione e dirigente, a Firenze, del servizio di salute mentale per l’età adulta, è un romanzo alquanto particolare. Fa riflettere il lettore su una domanda apparentemente banale: quanto è importante il nostro tempo libero?

La trama

Un uomo cerca casa, riempie la propria agenda di appuntamenti, diventa un vero esperto nell’osservare tutti i dettagli importanti che servono per quando si decide di comprare casa. Una donna mette in vendita il proprio appartamento, l’unica regola che impone al possibile acquirente è quella di mostrare una singola stanza alla volta.

Un uomo e una donna hanno, entrambi, questo singolare hobby. Fingono di cercare casa e di venderla, motivo per cui i due protagonisti del romanzo si incontrano e scoprono di avere in comune dei bisogni speciali. Nel corso degli incontri fissati, inizia un dialogo fitto e profondo in cui si mettono a nudo passando, in un tempo brevissimo, dall’essere totali sconosciuti a confidenti intimi.

Tempo libero

Lo stile narrativo

È proprio grazie a questo dialogo fitto e profondo che, all’inizio, il lettore fa un po’ fatica a capire che cosa lo scrittore ci sta raccontando. Chi sta parlando? Chi sta rispondendo? Non ci sono virgolette che aprono e chiudono i discorsi, mancano gli spazi, è come se le pagine fossero piene di parole confuse. Andando avanti, parola dopo parola, si entra dentro la storia. Così, quello che all’inizio creava confusione è, invece, ora, un dialogo fatto con il cuore in mano.

Tra i due protagonisti nascono una sincronia e una complementarità inaspettate per cui il raccontarsi senza filtri diventa la cifra stilistica di questa relazione: dalle criticità nel gestire i rapporti sentimentali alla sessualità, dalla storia familiare e le conseguenze che ha avuto sul loro linguaggio affettivo, fino al confidarsi i piccoli tic quotidiani, quelli più inconfessabili.

“Eppure, ne avevo provati di hobby, naufragati per incostanza; ne avevo intraprese frequentazioni, interrotte per noia; fino a prendere atto che mi interessavano soltanto gli sconosciuti, spiare nelle loro vite, completare l’impressione con l’immaginazione. In un sublime esercizio narcisistico mi illudevo di essere nel pieno di un’esercitazione, di stare accumulando esperienze e nozioni che mi avrebbero acconsentito di realizzare un progetto esistenziale perfettamente collocato”.

Le tematiche principali del romanzo

Questo libro è sicuramente colmo di allegorie. C’è la casa, elemento che in psicologia, come ogni simbolo, non va mai tradotto letteralmente, ma sempre considerato in relazione al contesto socioculturale in cui compare e alla storia personale dell’individuo. Inoltre, non va dimenticata l’intera soggettività dell’individuo, la sua parte cognitiva e affettiva, l’insieme dei suoi ricordi, dei suoi vissuti e delle sue esperienze. Il simbolismo architettonico, del resto, ha nella casa uno dei suoi esempi, sia in generale, sia nel significato specifico di ogni struttura ed elemento che la compongono. Tuttavia nella casa, per il suo carattere di dimora, si produce spontaneamente una forte identificazione con il corpo e il pensiero umani (o la vita umana), come hanno verificato gli psicoanalisti. Ania Teillard lo spiega affermando che nei sogni noi ricorriamo all’immagine della casa per rappresentare gli strati della psiche.

La facciata allude al lato manifesto dell’uomo, alla personalita, alla maschera. I diversi piani si collegano al simbolismo della verticalità e dello spazio. Il tetto e il piano superiore corrispondono alla testa e al penseiro, mentre la cantina rimanda all’inconscio e agli istinti. La cucina, luogo da dove inizia anche la visita del protagonista del romanzo a casa di Anna, è il luogo dove vengono trasformati gli alimenti e può significare il momento di una trasformazione psichica in senso alchemico. Le varie stanze e le sale comuni hanno ciascuna un significato in base alla loro funzione. Vi è, quindi, corrispondenza fra la casa e il corpo umano, soprattutto per quanto riguarda le aperture dell’inidividuo.

La solitudine e l’amore

Due solitudini, tra le migliaia di solitudini nel mondo, si incontrano. Ci sono modi particolari di passare il tempo. Ci sono relazioni e scambi di dialoghi peculiari che fanno pensare a quanto potremmo essere sempre più vicini e invece siamo sempre più distanti.

C’è l’amore, lì dove ognuno entra nella vita dell’altro portandosi dietro le proprie esperienze e i propri bagagli. Anna è una donna con una casa molto grande da vendere. Ha alle spalle un matrimonio, senza più un padre, con un madre che continua ancora a proteggerla e a darle contro quando sbaglia e una sorella molto particolare. Abituata e cresciuta come una che non è mai stata vista, una che ha sempre dovuto trovare scuse per giustificare il comportamento bizzarro della sorella, inizia anche lei a mettere in atto atteggiamenti che possono facilmente illudere l’altro.

Il protagonista senza nome é un uomo non cresciuto, o questo é quello che dimostra nelle prime pagine. Un uomo che ha bisogno di accudimento perché forse non ne ha avuto abbastanza da piccolo. Non riesce a prendere in mano la situazione e, se preso alla sprovvista, invece di godere, piange. Un uomo che fa fatica ad aprirsi ma che, poi, propone un viaggio e una visita ad una casa nel bosco all’improvviso.

Al di lá del principio di piacere

In un mondo dove le app di incontri sembrano essere quasi l’unico modo per conoscere qualcuno di nuovo e interessante, questo romanzo offre una prospettiva nuova sulle relazioni, sulla ricerca spasmodica dell’essere umano di trovare qualcuno che si adatti all’altro e capisca qualcosa di sentimenti, come l’essere umano impieghi la maggior parte del suo tempo libero, e sulla natura dell’innamoramento.