Sushi misto dopo l’amore: il cibo come balsamo dell’anima

Sushi misto dopo l’amore è una raccolta di racconti della scrittrice giapponese Mitsuyo Kakuta (Yokohama, 1967), la cui produzione è molto vasta e spazia tra romanzi, letteratura per ragazzi, saggi, diari di viaggio e traduzioni.

Autore: Kakuta Mitsuyo
Casa editrice: Rizzoli
Collana: Kimochi
Anno di pubblicazione: 2022
Numero di pagine: 181

In Italia, oltre a questa raccolta, sono stati tradotti solamente due romanzi dell’autrice, editi da Neri Pozza e tradotti da Gianluca Coci: La cicala dell’ottavo giorno (2014) e La ragazza dell’altra riva (2017), con cui ha vinto nel 2004 il prestigioso Premio Naoki.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto vari riconoscimenti, a partire dal Premio Kaien per scrittori esordienti, vinto con il suo romanzo di debutto, Kōfuku na yūgi (1980). Successivamente, ha vinto nel 1996 il cosiddetto Noma Literary New Face Prize grazie a Madoromu yoru no UFO e, nel 2006, il rinomato Premio Kawabata per Rokku Haha.

Sushi misto dopo l’amore: racconti 1-8

  • Kyōko Tachibana (Non lacrime ma agnello per cena), è single dopo quattro anni di relazione con Kōhei, ma non vuole abbattersi.
  • La sua collega Kei Enomoto (Amore e chimaki), vuole lasciare il fidanzato, Yōji, perché la loro storia è diventata abitudinaria.
  • Mentre osserva il suo riflesso nella vetrina del negozio di abbigliamento Flan, Eri Kudō (Le polpette dello sciopero), sorella di Kei, si rende conto di quanto la sua condizione di casalinga sia insoddisfacente.
  • Momoko Hisaki (Il tempo dorato dentro la zucca), la proprietaria del negozio Flan, ripensa con amara nostalgia ai tempi in cui suo figlio, Akira, era piccolo.
  • Chikako Maruyama (Compilation di tsukemono), fidanzata di Akira, è invidiosa di lui e della sua famiglia.
  • Chikage Hayama (Viaggio intorno alla tavola: Thailandia) gestisce un club di gastronomia al quale partecipano anche Chikako, Akira e Naoya Yamada, un uomo che una sua amica vuole farle conoscere.
  • Natsumi, la sorella di Naoya Yamada (Quel farmaco miracoloso chiamato pizza), ha smesso di mangiare perché vorrebbe somigliare alla bellissima fidanzata del ragazzo che le piace, Masamune Masubuchi.
  • Data la sua difficile situazione famigliare, il liceale Masamune Masubuchi (Fatevi sotto, udon!) deve badare a sé stesso. Infatti, sua sorella è fuggita di casa, sua mamma è sparita per andare a cercarla e il padre è spesso ubriaco.

Sushi misto dopo l’amore: racconti 9-15

  • Yoriko Masubuchi (Quel che resta dei funghi matsutake), sorella di Masamune, è fuggita per poter vivere insieme al suo ragazzo, Shūhei Hoshino. Si rende presto conto, però, che la realtà è ben lontana dall’ideale romantico che si era immaginata.
  • Mai Yamane (I biscotti snow puff del destino) è una collega di Shūhei. Si innamora perdutamente di lui e, per conquistarlo, gli prepara con amore i suoi famosi biscotti.
  • Akio Hoshino (Incontrarti davanti a un piatto di maiale alla Yanagawa) è lo zio di Shūhei, oltre che il titolare del minimarket in cui lavora. Dopo la morte della moglie, decide di iscriversi a un corso di cucina, nella speranza di ritrovare l’appetito.
  • Sumiko Nosaka (Zuppa invernale di ravioli a quattro mani) lavora come receptionist del corso di cucina frequentato da Akio. È una donna molto esigente riguardo al cibo, tanto che rifiuta di frequentare ragazzi che abbiano gusti diversi dai suoi, molto raffinati.
  • Anche Tamaki Tamanoi (Pesce essicato per decidere) è addetta dello stesso corso di cucina. Quando scopre di essere incinta, si chiede se sia veramente fatta per diventare mamma, lei che mangia sempre fuori e non ama le faccende domestiche.
  • Masako Tamanoi (Il gratin dei trent’anni di matrimonio), madre di Tamaki, è davvero stufa dell’ingratitudine che il marito dimostra nei confronti delle sue attenzioni. Basta, ha deciso: d’ora in poi, vivrà finalmente la sua vita come le pare e piace.
  • Chisako Kubara (Chirashi misto dopo l’amore) gestisce insieme al marito la pescheria dove Masako fa spesso acquisti. Ripercorre con nostalgia i vent’anni trascorsi insieme a Masataka, pensando a come abbia messo da parte il suo sogno per stare con lui.

Postfazione: nota autobiografica di Mitsuyo Kakuta

L’autrice chiude la raccolta con un racconto autobiografico, dal quale emergono caratteristiche attribuite ad alcuni personaggi dell’opera, come l’incapacità di distinguere la carne di maiale da quella di manzo.

Kakuta, infatti, riconosce con grande ammirazione che sua madre si è sempre occupata da sola di tutti i pasti della famiglia, dalla colazione alla cena. Così, quando a vent’anni è andata a vivere da sola, non sapeva fare praticamente nulla, nemmeno cuocersi del riso.

Quando, dopo qualche anno, decide finalmente di imparare a cucinare, la stima verso sua madre diventa ancora più forte.

Non avrei mai potuto competere con lei, verso cui provavo un’ammirazione incondizionata.

Imparare da lei, inoltre, è un ottimo modo per rafforzare il legame madre-figlia e creare dei ricordi che dureranno per tutta la vita.

Tutto quello che ho assaggiato nella mia vita non era semplice cibo. Era uno dei fili che legavano la donna che il caso ha voluto fosse mia madre a quella che il caso ha voluto fosse sua figlia.

Sushi misto dopo l’amore: giudizio sintetico

Di Sushi misto dopo l’amore mi sono piaciuti la connessione tra i vari personaggi e i titoli di ogni racconto. Infatti, se prendiamo come esempio il primo, si intitola “Pasto 1. Non lacrime ma agnello per cena. Dal libro di ricette di Kyōko Tachibana”. Essendo il cibo l’elemento fulcro della narrazione, trovo molto azzeccato assimilare le varie storie a libri di ricette scritti dai protagonisti.

Inoltre, alcuni dei temi trattati sono molto interessanti e possono toccare i sentimenti di una grande varietà di lettori. La fine di una storia d’amore, un lutto, l’infelicità, la disgregazione familiare, i sogni nel cassetto, le paure.

È anche ricorrente l’immagine della donna che esce dagli schemi prestabiliti dalla società per esprimere con forza la propria persona. La risolutezza di Chikage, da questo punto di vista, è emblematica:

Credere che essere single equivalga a essere infelici è esso stesso un pensiero infelice […]. La felicità e la soddisfazione hanno tante forme quante sono quelle degli esseri umani.

Tuttavia, nel complesso non mi sento di assegnare a questo libro più di 3,5/5. Infatti, le tematiche principali sono state solo accennate, per poi spegnersi in finali un po’ troppo affrettati e a lieto fine. I racconti sono davvero molto brevi, circa dieci pagine ciascuno, il che non lascia effettivamente abbastanza spazio per sviluppare adeguatamente la narrazione. Non si ha il tempo di affezionarsi a un personaggio e alla sua situazione, che già si passa alla storia seguente.

Concludo dicendo che questo romanzo non è certamente da disdegnare, è ottima come lettura leggera, da fare in qualche ora, per rilassare la mente.