Strega, la fiaba gotica di Johanne Lykke Holm

Strega di Johanne Lykke Holm è il quarto libro della serie Le fuggitive della casa editrice NNE (traduzione di Andrea Stringhetti) e, come gli altri, parla di donne inquiete che sono stanche di vestire panni imposti recuperati da un armadio che ormai sa di vecchio e stantio.

Strega è anche una fiaba gotica dalle atmosfere oniriche, dove realtà e immaginazione si confondono per dare vita a un’atmosfera a tratti opprimente, guasta, come guaste sono le richieste di cui devono farsi carico le donne in ogni epoca e in ogni paese.

Strega

Chi è la strega?

Rafaela è una ragazza come tante, finita la scuola si affaccia su quel crepaccio spaventoso che è la vita adulta e non sa che fare, chi vuole essere. Così accetta di andare a lavorare come cameriera stagionale in un albergo nella città di Strega, sulle Alpi. Come lei, altre nove ragazze hanno riempito uno zaino di effetti personali e sono partite in cerca del futuro.

Ma Strega sembra una città morta e l’albergo non ha ospiti. Le ragazze, seguite da altre tre donne, passano le giornate a pulire, spazzare, stirare, cucinare e raccogliere erbe nell’attesa che finalmente le persone arrivino e abbiano bisogno di loro. La ripetitività del lavoro innesta abitudini e crea legami tra giovani donne sole che finalmente si sentono comprese. Da estranee a famiglia è un attimo quando intorno non c’è altro e ogni giorno e ogni notte si condividono l’aria, il cibo, perfino i sogni. Così Rafa e le sue compagne si sentono ogni momento più unite, come un unico organismo che ha gli stessi pensieri, gli stessi bisogni. Ma l’ordine è un’illusione e la scomparsa di una di loro fa precipitare gli eventi.

Il vapore era sparito, come risucchiato dalla terra. Un uccello cantò dal suo albero. La fontana si spense, come se qualcuno avesse premuto un pulsante. Calò uno strano silenzio, e in quel momento ci prese il panico. Fu come aprire gli occhi e capire di essere rinchiusi in una gabbia di acciaio cromato.

Il male

Proprio quando l’albergo accoglie gli ospiti per un ballo tradizionale che sa di baccanale, il male sconvolge gli equilibri. Sono arrivati gli uomini e una ragazza è scomparsa. Sarà un caso?

Il problema del libro è proprio che questa domanda non trova mai una risposta e la tensione, senza un punto di sfogo, scema fino a sgonfiarsi come un palloncino abbandonato. La prosa profondamente sensoriale di Lykke Holm ha il merito di riuscire a rendere chi legge partecipe, i suoni e gli odori sono quasi consistenti durante la lettura e quando i piani iniziano a mescolarsi è facile perdere la guida, smarrirsi e faticare a distinguere tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Allo stesso tempo, però, la mancanza di concretezza negli avvenimenti rende la storia debole e poco interessante, soprattutto se odiate chiudere un libro con troppe domande senza risposta.

Una fiaba gotica

Strega è una fiaba gotica con un albergo disabitato in mezzo alle montagne che ha come vicino di casa un monastero di suore che potrebbero essere ambigue o anche no, dipende dallo sguardo di chi legge. C’è una sparizione che si fa attendere e che rimane irrisolta, come se alla fine fosse poco importante trovare un colpevole, un’assoluzione dal male. E ci sono, immancabili, delle vergini innocenti pronte a essere sacrificate.

Solo che Rafa e le altre non vogliono giocare, sfuggono, si trincerano dietro riti e cerimonie ancestrali che dovrebbero renderle libere e invece le rendono solo dipendenti. E alla fine in mano ti resta giusto questo, un po’ poco rispetto al livello di altri romanzi della serie.

Da leggere se…

Strega è il romanzo perfetto per chi ama le atmosfere cupe e le amicizie esclusive. Non sarà difficile riconoscere i temi cari a Eugenides in Le vergini suicide o a Ojeda in Mandibula, ma anche Medusa di Desjardines per quel che riguarda l’orrore e il potere.