Storie di violenza e di rinascita: X di Valentina Mira & Il corpo ricorda di Lacy M. Johnson

X e Il corpo ricorda, entrambi racconti di violenze vissute e di segni lasciati sul cuore e nella mente. Storie di abusi, di abbandoni e di rinascite che ci vengono raccontati in maniera diretta e coraggiosa da entrambe le protagoniste.

X

X di Valentina Mira è stato pubblicato dalla casa editrice Fandango nel 2021.

Valentina si trova nell’estate della sua maturità quando decide di andare ad una festa come tante. Ride, scherza, beve e si ritrova a filtrare con un ragazzo con il quale in passato c’era stato anche qualche bacio: “G”.
Valentina pensa di potersi fermare quando vuole, che nel momento in cui dirà No, G smetterà di accarezzarla e baciarla più assiduamente di altre volte.
Ma G non si ferma. La prende con forza e una volta finito, la lascia sul letto.
Solo una macchia di sangue sulle lenzuola a fare da testimone.

Questa violenza svuota Valentina. Non può parlarne con i genitori che non vedono di buon occhio il sesso prima del matrimonio.. Figuriamoci come valuterebbe uno stupro. Nel momento in cui decide di denunciare si trova davanti dei carabinieri che più che aiutarla, approfittano della sua debolezza. Comincia a farsi del male alle gambe, si rifà il naso pensando di potersi sentire meno sbagliata, smette di mangiare tanto che i suoi genitori cercano di trovare degli stratagemmi come facevano quando era piccolina. Il cambiamento di loro figlia li preoccupa come preoccupa il fratello di Valentina, che è quasi un gemello. Si muovono di pari passo e lei crede che lui possa capirla.

Valentina decide di confidarsi con lui quando lo trova a chiacchierare insieme a G, anche per proteggerlo da quel fascista e metterlo in guardia. Ma lui non la crede, lui starà dalla parte dello stupratore. Dopo mesi deciderà di lasciare la sua casa e un Natale verrà ripreso dalle telecamere mentre distrugge le auto dei suoi genitori insieme allo stupratore.

Da queste premesse nasce X.
La X che Valentina si tatua sul neo che ha in maniera identica suo fratello.
Valentina scrive diverse lettere a suo fratello con cui non parla da 7 anni e queste compongono il suo libro. Lettere con cui ripercorre il suo trauma, racconta dettagli dolorosi il suo percorso per diventare giornalista tra alti e bassi, dove incontra sulla strada uomini che cercano di imporsi e non accettano i No.

Il corpo ricorda

Il corpo ricorda è stato pubblicato nel 2022 dalla casa editrice NNE.
E’ il secondo romanzo che è stato pubblicato nella collana Le Fuggitive.

E’ la notte del 5 Luglio 2000 quando Lacy riesce a fuggire dal seminterrato in cui l’ex fidanzato l’ha imprigionata, intenzionato ad ucciderla.

In questo memoir ripercorre tutte le tappe del loro rapporto: i viaggi, le violenze fisiche e psicologiche, i tentativi di compiacimento. In un crescendo di orrore e di umiliazioni che avvolgono il lettore e lo portano nell’incubo della sua protagonista. Lacy ha 22 anni all’epoca del sequestro e il suo ex fidanzato ha quasi il doppio della sua età ed è stato il suo insegnante di spagnolo.

Il memoir non ha linearità, la forma segue gli stati d’animo altalenanti, caratterizzati da confusione, disorientamento e un mix di emozioni che prova la protagonista nel corso della sua relazione con l’uomo che l’ha sequestrata.

Questo è un romanzo di corpi. I vari personaggi non vengono chiamati con il loro nome di battesimo, abbiamo: L’uomo con cui vivo, Mia sorella maggiore, Il mio primo marito, Mio marito e così via. Personaggi tratteggiati, che non hanno tridimensionalità.

Il fulcro della storia è il trauma che rende frammentata la narrazione.
Lacy non manca di aggiungere al suo racconto parti dell’indagine e le sedute di psicoterapia.
La scrittura diventa per lei il mezzo con la quale rinascere e liberarsi da questo macigno, è certo che il corpo ricorderà sempre, ma si può andare avanti. Si deve andare avanti e Lacy c’è riuscita anche grazie all’amore della sua famiglia.

Perché queste storie sono necessarie?

In conclusione mi piacerebbe dare una risposta a questa domanda.
Queste storie sono necessarie per svariati motivi. Sensibilizzare all’argomento, rendere consapevoli e motivare, dare fiducia, spronare le vittime di violenza a parlarne.

Entrambe le protagoniste si liberano attraverso la scrittura, certo in modi diversi e per necessità differenti.
Il racconto senza mezzi termini le rende consapevoli, respingono il ruolo di vittime e si riprendono in mano la loro vita. E’ un atto di coraggio perché i loro stupratori sono a piede libero, ma loro non hanno più paura. Hanno scelto di essere padrone di loro stesse. Di lottare.