Storia di una follia nei Frammenti di vetro di Inga Gaile

Abbiamo imparato ad amare “le pazze” dei romanzi più disparati, e Magda non farà eccezione. Frammenti di vetro di Inga Gaile, pubblicato da Mar dei Sargassi nella traduzione di Margherita Carbonaro, è un romanzo che parte dalla pazzia per raccontare un pezzo di storia della Lettonia, ma anche di tutta l’Europa.

Frammenti di vetro

Trama

A un centinaio di chilometri di Riga sorge la clinica psichiatrica di Strenči, come tante, accoglie uomini e donne con disturbi mentali di vario tipo. Alcuni sono conclamati, altri forzati dalla società e dai bisogni di famiglie facoltose che non hanno voglia di gestire problemi. È il caso di Magdalēna, ricoverata con una diagnosi di psicosi maniaco-depressiva forse dovuta a un trauma violento.

Un giorno a Strenči arriva Kārlis, un giovane medico di belle speranze che promuove un approccio alternativo. Lui con i pazienti ci parla, empatizza e preferisce il dialogo alle medicine. È così che si avvicina a Magda, la vede al di là del suo disturbo e se ne innamora, e lei di lui.

La normalità sorge attraverso la conferma e l’accettazione

La donna rimane incinta ed è costretta dunque a trovare riparo in campagna presso la madre di lui, Ilze. Qui, insieme al suo compagno taciturno Mārtiņš, la ragazza riesce ad affrontare il profondo senso di colpa che la tormenta e il dolore dovuto al sentirsi rifiutata dai propri genitori.

Un coro di voci

I frammenti di vetro del titolo sono le voci dei personaggi che si rincorrono senza sosta. Frammenti di ricordi, sprazzi di passato che si uniscono in maniera disomogenea per comporre un riflesso sgranato, un miraggio di aspettative disattese, di decisioni prese per dovere, di paure e cattiverie e di una felicità protetta a tutti i costi.

Magdalēna con i suoi pensieri sconnessi, le insicurezze e i sentimenti nascosti, Johanna con i suoi spigoli e le decisioni nette, Ilze con i suoi silenzi eloquenti. Tutte donne fortissime e complesse, abituate alla durezza della vita e ai bisogni degli uomini. Ma anche Kārlis e Mārtiņš, gli uomini che le accompagnano, fanno sentire le loro voci e le loro storie, i rifiuti e le speranze per il futuro.

Mi succede così. Con me stessa e con il tempo. Gli eventi mi girano attorno in bolle di sapone, come quelle che quando ero bambina i clown dei circhi itineranti soffiavano sulla piazza principale. Ma le mie bolle sono dure come vetro, altrimenti non potrei sopravvivere e svanirei nel dolore.

La Lettonia

Sullo sfondo di Frammenti di vetro di Inga Gaile ci sono la Lettonia alla fine degli anni Trenta del Novecento e la dittatura di Kārlis Ulmanis. Sono gli anni in cui prende piede il culto del popolo sano e forte e la volontà di cancellare tutto ciò che è considerato devianza o malattia: come nel resto d’Europa, anche qui la teoria eugenetica promuove l’uso della sterilizzazione.

Per questo Magda deve nascondersi, tenere segreta l’unica relazione positiva sperimentata nella sua giovane vita. E poco importa che il comportamento di Kārlis potrebbe essere considerato immorale, altrettanto violento di quel trauma che l’ha condotta tra le mura della clinica psichiatrica.

Questa controversia è solo una delle tante su cui si interroga lo stesso Kārlis e che impregnano le pagine di questo romanzo breve ma densissimo.

Da leggere se…

Frammenti di vetro ti tira sott’acqua e non ti lascia andare fino alla fine. È un romanzo che lascia spaesati e tristi, come triste è la vita di chi non può parlare, urlare il suo dolore, le sue paure.

Da leggere se vi sono piaciuti romanzi come Grande meraviglia di Viola ArdoneGénie la matta di Ines Cagnati, se vi piacciono le storie complicate e le sfumature, se vi affascinano i manicomi e non avete paura di farvi trascinare da una corrente impetuosa.