Emozioni umane: Storia della mia ansia di Daria Bignardi

Parto dalla fine. Questo non è un libro sull’ansia e non è un libro sulla malattia.
Storia della mia ansia è un libro che parla di relazioni, di sentimenti umani e di vita.

Autore: Daria Bignardi

Anno di pubblicazione: 2018

Casa editrice: Mondadori

Numero di pagine: 186

Trama

Lea è una donna di 49 anni, una scrittrice, una mamma e una moglie. Come si può intuire dal titolo, Lea è perennemente in uno stato d’ansia e questo suo modo di vivere la vita ha origini antiche legate al suo rapporto con la madre. Sembrerebbe avere una vita ideale: ha un bel lavoro, ha tre figli premurosi, ha un marito che ama; ma qualcosa nella vita di Lea inizia a rompersi in seguito alla diagnosi di un cancro.

Come spesso accade, dopo una notizia inaspettata di malattia, si è spaventati per il futuro. Con la consapevolezza di un’imminente operazione e di un percorso di chemioterapia che la aspettano, Lea comincia a rivalutare tutta la sua vita e si ritrova costretta a rallentare, prendendosi del tempo per stare sola coi suoi pensieri.

Quando si comincia un percorso terapeutico così invasivo e si è inondati dalla paura della malattia, la cosa migliore che si può fare è prendersi cura di sé e godersi ogni giornata al meglio. Tutto inizia a ridimensionarsi e niente sembra più così importante, oltre la salute.

“Ciò che spero di non dimenticare mai è che esiste un mondo parallelo di malati che vive accanto a quello dei sani. Non ci sono differenze tra sani e malati, tranne una: i malati hanno più voglia di vivere.”

Questo è quello che succede a Lea che, cadenzando le sue giornate fra cure e paure, si rintana in montagna per respirare aria pulita e riordinare i suoi pensieri. Per lei, che è sempre stata una donna attiva e agile nel multitasking, la costrizione di rallentare sarà un toccasana. Quando tutto scorre veloce, fermarsi e prendere un respiro è sempre la soluzione più giusta. Così, un evento triste e carico di preoccupazione si trasforma in un potente motore di cambiamento.

Dall’inizio della cura si fanno strada nuove situazioni: il rapporto con i medici, l’incontro con una psicologa, la conoscenza di altri pazienti; ed è proprio tra i suoi “compagni di cura” che Lea conosce Luca, un giovane professore che combatte la sua stessa battaglia.

Man mano che i due si avvicinano, Lea comincia a mettere in discussione tutta la sua vita, anche il suo matrimonio. Ma, ascoltando il consiglio di un medico (“Non si prendono decisioni in tempo di guerra”) decide di vivere alla giornata, imparando a lasciar andare l’ansia e a prendersi più cura di sé e della sua storia. Solo alla fine del percorso si capirà quale scelta sarà stata presa e che destino avrà.

Considerazioni

Ho apprezzato molto questo romanzo, forse perché racconta cose che ho vissuto in prima persona, nella mia famiglia, o forse perché è estremamente sincero e non addolcisce la pillola. Si racconta di quanto fa star male la chemioterapia, di come sia drammatico perdere i capelli, di come ci si sente dissociati mentre i giorni scorrono tra una cura e l’altra. La verità, niente di meno.

Daria Bignardi ha scritto questo libro prendendo spunto dalla sua personale esperienza della malattia, e questo rende tutto molto intimo e reale. Ma la cosa che più mi è piaciuta di questa lettura è che la scrittrice è riuscita a parlare di tumore e malattia senza farli diventare il fulcro della storia, ma solo un contesto in cui accade tutto il resto, la vita. Certo, a conti fatti la malattia è il motore di tutte le pagine, ma ciò che in realtà lascia questo testo è una storia di amore, di paura e di bisogni.

Abbiamo sbagliato ? Può darsi, ma se pensiamo che non esista una verità se non la nostra, e che sia legata indissolubilmente a chi siamo in quel momento, anche il concetto di errore perde senso. Ho sbagliato, ma sono. E amo e vivo, per adesso.