Sono contenta che mia mamma è morta di Janette McCurdy

I’m Glad My mom died (Sono contenta che mia mamma è morta) è il primo romanzo autobiografico dell’ex attrice statunitense Jenette McCurdy, conosciuta principalmente per aver interpretato il personaggio di Sam Puckett in ICarly e Sam & Cat.

Il romanzo è basato sullo spettacolo teatrale omonimo e segue la vita della McCurdy dall’infanzia all’età adulta. Incentrandosi principalmente sul rapporto tra Jenette e sua madre. Il libro è diviso in due parti: il prima e il dopo della morte della genitrice.

Attenzione. Questa recensione contiene dei Trigger Warning.
Cosa sono i TW? In psicologia con “trigger” si intende uno stimolo che richiama una precedente esperienza traumatica. In questa recensione, che si attiene alla storia raccontata nel libro, ce ne sono diversi.

Il rapporto tossico di Jenette e sua madre

Tutti coloro che hanno guardato ICarly rimarranno sconvolti nel leggere del dramma personale di Jenette McCurdy. Soprattutto coloro che hanno amato il suo personaggio: una ragazzina piena di vita, dura, coraggiosa e sempre pronta a mettersi in gioco. Niente di più diverso dalla realtà se non per il rapporto conflittuale che Sam aveva con sua madre, anche se per motivi differenti da quelli di Jenette.
Ma andiamo con ordine….
Jenette nasce in una famiglia mormone disfunzionale (come ama definirla lei); è l’ultima di quattro figli, ha un padre piuttosto assente e una madre con evidenti problemi psichiatrici.
Quest’ultima instaura con Jenette un rapporto di co – dipendenza, costringendola a intraprendere la carriera di attrice bambina all’età di soli sei anni; sperando che la figlia possa realizzare il suo sogno.
Jenette fa di tutto pur di farla felice, nonostante fare l’attrice la metta a disagio e la porti allo sviluppo di diversi disturbi psicologici tra cui il DOC.

La madre di Jenette è una donna manipolativa, che abusa della figlia e anche dei suoi fratelli psicologicamente e fisicamente. Fino all’età di 17 anni, Jenette è costretta a essere lavata da sua madre ed è sottoposta a delle “ispezioni” ai genitali con la scusa di una prevenzione del cancro.
Le impedisce di avere una vita sociale, di inseguire le sua passioni (come la scrittura), le fa provare le battute ripetitivamente e in maniera ossessiva e la indirizzerà verso una delle battaglie più grandi di Jenette quella dei disturbi alimentari. Il rapporto con la madre è il tema centrale nel libro.
La prima parte si concentra nello specifico sul rapporto tossico di dipendenza tra le due, mentre la seconda parte sulle problematiche conseguenze che questo rapporto ha causato nella vita di Jenette. Alla morte della madre, più che provare liberazione o sollievo, Janette avrà un brusco peggioramento.

I disturbi psichiatrici e l’alcolismo

Durante l’adolescenza Jenette inizia ad avere paura di non poter più interpretare i ruoli di attrice bambina e con l’aiuto della madre inizia a ricorrere alla restrizione calorica che la porterà a sviluppare inizialmente l’anoressia e successivamente la bulimia. Sarà una battaglia che durerà anni e anni e da cui l’ex attrice è uscita da poco. Nel libro ci sono interi passaggi dedicati ai rituali messi in atto da Jenette in maniera ossessiva, legati principalmente allo stress che la sua professione e i rapporti con gli altri le provocavano.
Anche dal punto di vista amoroso non sarà molto fortunata, in quanto troverà sempre compagni incentrati più su loro stessi o con problemi più grossi di lei (e ce ne vuole!).
Oltre che ai disturbi del comportamento alimentare, soffrirà di DOC perlopiù nel periodo infantile. Una delle problematiche maggiori che affronterà Jenette è quella dell’alcolismo, da cui diventerà dipendente e sarà iniziata proprio dal suo “datore di lavoro”.

Le molestie sul set

All’età di 18 anni “Il creatore” di ICarly, che ha gravi problemi di gestione della rabbia (sul set scoppia in frequenti colpi d’ira che colpiscono anche i giovani attori), la costringe a bere e la molesta. Non sarà l’unica a subire questo trattamento, infatti, ne verrà fuori un vero e proprio scandalo, motivo per cui la serie Sam & Cat non è stata più rinnovata.
A Jenette vennero offerti più di 300.000 dollari per non parlare più di ciò che accadde sul set, ma decise di rifiutare l’offerta secondo quanto raccontato nel libro.

Ciò che viene fuori da queste pagine è una sofferenza inaudita e anche una forma di solitudine.
Jenette non ha un appoggio familiare, ma ha la fortuna di incontrare poche persone reali nella sua vita come Miranda CosGrowe, l’altra co – protagonista di ICarly; una delle poche persone che le starà vicino e con cui riuscirà ad instaurare un rapporto sano.

Questo romanzo non è consigliato alle persone sensibili o che hanno vissuto situazioni simili perché il modo così schietto e preciso con cui descrivere i suoi rituali creano un senso di disagio perenne.
Non è una storia facile da leggere, c’è da apprezzare particolarmente il coraggio della McCurdy nell’aver raccontato questi episodi dolorosi e l’essersi messa a nudo con il suo pubblico.
Penso che questo libro sia anche una forma di liberazione per lei e che adesso può ricominciare per davvero una nuova vita.

Non fatevi ingannare dal titolo senza congiuntivo e dalle solite chiacchiere che girano sulle autobiografie dei personaggi famosi, questo libro merita, e il talento della McCurdy come scrittrice è evidente.