Il valore della propria vita: Se i gatti scomparissero dal mondo di Kawamura Genki

Irriverente e spiritoso, Se i gatti scomparissero dal mondo è un bellissimo libro che si interroga sulle cose importanti della vita. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è importante: alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo e al mondo che costruiamo giorno dopo giorno intorno a noi.

Titolo: Se i gatti scomparissero dal mondo
Autore: Kawamura Genki
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2019
Numero di pagine: 192

Trama

La trama del libro si snoda sotto forma di lettera, rappresentando le ultime memorie di un ragazzo.

Il protagonista è un postino di trent’anni che vive da solo col suo gatto di nome Cavolo. Un giorno scopre di avere una malattia terminale per la quale gli resta poco tempo da vivere. Ovviamente il ragazzo sprofonderà nello sconforto e nella confusione cercando di scrivere una lista delle 10 cose da fare prima di morire. Completamente insoddisfatto dalla superficialità della lista fatta, il ragazzo farà l’incontro più strano della sua vita. Ecco allora che nel libro si presenta il diavolo: divertente, ironico e irriverente, vestito con camicia hawaiiana e occhiali da sole. (Ho adorato il modo in cui è stato rappresentato!)

Il diavolo annuncia al ragazzo che il giorno seguente morirà, a meno che non voglia stringere un patto con lui: Donargli un giorno in più di vita se acconsente a far scomparire per sempre qualcosa dal mondo. Ribadendo spesso che “per ottenere qualcosa, bisogna sacrificarne un’altra.

Il ragazzo allora, entusiasta, sarà catapultato in profonde riflessioni concordando che molte cose nel mondo sono in realtà superflue e inutili rispetto alla sua vita. Ma, come ogni patto col diavolo che si ritenga tale, l’oggetto da far scomparire sarà proposta solo ed unicamente dal diavolo stesso. A cosa sareste disposti a rinunciare per assicurarti un giorno in più di vita? Ai telefoni? Ai film? Agli orologi? Ai gatti?

Inizia così l’ultima settimana di vita del protagonista, in cui condividerà con noi tutte le riflessioni, i dubbi e le paure che si presenteranno.

Dovendo scegliere a cosa rinunciare per vivere, si troverà a riflettere sul tempo speso, sulle cose importanti della vita, sull’amore, sul passato, sui rimpianti, sulla famiglia e sulle cose che hanno valore.

Considerazioni

L’amore finisce sempre. Lo sappiamo tutti, ma ci innamoriamo lo stesso. È la stessa cosa che accade con la vita. Sappiamo tutti che prima o poi finisce, ma viviamo lo stesso. Forse è proprio perché sono destinati a finire che l’amore e la vita sono meravigliosi.

Ho apprezzato tantissimo questa realistica indagine introspettiva pre-morte, costituita da una assoluta sincerità. Il libro si legge in maniera scorrevole e piacevole, risulta semplice ma mai banale con un linguaggio diretto e un tono che oscilla continuamente tra comico e malinconico. Senza la pretesa di comprendere il senso della vita, questa storia ci invita a riflettere sui propri valori, sul modo in cui spendiamo il tempo, sui nostri legami affettivi e sul non rimandare mai a domani quello che si può fare oggi, per non avere rimpianti.

E tu, vivi nel modo migliore possibile il tempo che hai a disposizione in questo mondo?

Ulteriore consiglio di lettura

L’unico altro romanzo di Kawamura Genki, pubblicato in italia, è Non dimenticare i fiori. Un testo meravigliosamente dedicato che tratta il tema del rapporto madre-figlio.

Quando la moglie gli annuncia di aspettare un bambino, Izumi non potrebbe essere più felice. Ma è anche un po’ preoccupato: sarà un buon padre? E, in fondo, cos’è un buon padre? Lui, il suo, non l’ha mai conosciuto.

Izumi è cresciuto da solo con la madre Yuriko, un’insegnante di musica, in un rapporto tanto stretto quanto sfuggente anche per loro. E proprio la madre è la fonte delle sue ansie maggiori: negli stessi giorni in cui scopre che diventerà padre, Izumi scopre anche che, in un certo senso, smetterà di essere figlio. La madre Yuriko, infatti, mostra i primi segni dell’Alzheimer: dimentica le cose o dove si trova, inizia a uscire di casa perdendosi per il quartiere, e una volta sembra addirittura scordare di avere un figlio.

Izumi sa che sua madre è malata, ma quell’episodio riapre una vecchia ferita: Izumi non può in nessun modo cancellare quanto accaduto tra il 1994 e il 1995, quando lui era un bambino e Yuriko se ne andò di casa all’improvviso. Ma cosa successe alla madre in quei mesi di assenza? E perché si allontanò? Kawamura Genki scrive una storia delicata e piena di umanità, in cui malinconia e leggerezza si mescolano in un modo tipicamente giapponese.