Scappare per poi (non) ritrovarsi: la metà scomparsa di Brit Bennett

Mallard è un minuscolo paese della Louisiana – praticamente introvabile sulle cartine geografiche – dove si è riunita una comunità di neri dalla pelle chiara. In un luogo del genere non passa inosservato il ritorno di Desiree Vignes, fuggita anni prima dal paesino e da un doloroso quanto indelebile ricordo, con la sua bimba June. La fuga però era avvenuta con Stella, la sorella gemella, della quale si sono perse completamente le tracce. E proprio nessuno sa che fine abbia fatto Stella.

Inserito tra i libri preferiti dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, La metà scomparsa (in lingua originale The vanishing half) è il secondo romanzo della scrittrice americana Brit Bennet. Dal ritmo incalzante, il libro affronta tematiche attuali che spesso sono al centro del dibattito culturale odierno. Il razzismo, l’identità di genere e la violenza sulle donne si intrecciano con il dramma famigliare e la ricerca della propria identità.

E la ricerca del proprio essere è una delle ragioni che spingono Stella e Desiree a scappare da un luogo microscopico, dove il pregiudizio soffoca qualsiasi forma di libertà e ribellione. Ma quanto si è disposti a sacrificare per trovare il proprio spazio nel mondo? Le due sorelle forse sono troppo giovani per capirlo, ma spesso la libertà personale si paga a caro prezzo. E in alcuni casi significa anche rinunciare alle proprie radici.

La metà scomparsa è un romanzo ambizioso, scandito da un ritmo veloce e da costanti rivelazioni e colpi di scena da renderlo un vero e proprio page-turner. E se lo stile è il vero punto di forza del romanzo, non sempre l’intreccio funziona altrettanto bene. L’autrice mette troppa carne al fuoco e non tutte le tematiche vengono affrontate con il giusto approfondimento ma restano aggrappate ad una superficiale superficie.

Nello specifico, all’inizio della storia si affronta il tema della violenza salvo poi essere accantonato nelle pagine successive. Ma anche la storia del personaggio di Therese è appena accennata: bastava solo qualche capitolo in più per affrontare al meglio il suo percorso di transizione. C’è poi un certo squilibro nella narrazione: per buona parte del romanzo si affronta la storia di Stella, mentre Desiree e il suo background restano sullo sfondo lasciando tanti interrogativi al lettore.

Al di là di alcuni difetti però The vanishing half si rivela un romanzo molto interessante in grado di suscitare diversi punti di riflessione. La capacità di coinvolgimento rende poi il libro un’esperienza di lettura particolarmente piacevole. Perfetto anche per chi vuole superare il blocco del lettore.

Brit Bennett è una scrittrice americana che vive a Los Angeles. Il suo romanzo di debutto, Le madri, è stato un best-seller del New York Times. Il suo secondo libro, La metà scomparsa edito in Italia da Bompiani, è stato anch’esso un caso editoriale. Nel 2020 è stato inserito tra i 10 libri migliori dell’anno per il New York Times.