Richard Matheson : Io sono leggenda

Io sono leggenda, edito anche come I vampiri è un romanzo fantascientifico/horror del 1954, dello scrittore statunitense Richard Matheson di ambientazione post apocalittica.

Lo stesso Matheson ammette di aver immaginato una storia contrapposta al Dracula di Bram Stoker: non un vampiro in un mondo di umani, bensì un uomo solo in un mondo di creature mostruose, dando vita a uno degli scenari più fortunati della letteratura e del cinema novecentesco.

L’edizione del libro che ho avuto modo di leggere è in commercio dal 1 Aprile 2020, si tratta di una nuova traduzione di Giovanna Scocchera con postfazione di Giancarlo De Cataldo, edito dalla Mondadori.

Richard Matheson è considerato una delle più formidabili macchine creative del Novecento americano. Per oltre mezzo secolo scrisse di storie di paura e di coraggio, western, noir, racconti di fantascienza, biografie, copioni per la televisione e per Hollywood, al punto che indusse qualche critico a chiedersi “Che scrittore è?”, “Quale è il suo genere?”.

Matheson si è tuttavia dichiarato ripetutamente indifferente e ostile ai generi letterari. Per lui conta solo scrivere delle storie, uno “storyteller” si giudica dalla qualità e dalla tenuta della sue storie e nei casi migliori, anche dal segno che lascia nel proprio tempo.
Stephen King lo definì «lo scrittore che più di ogni altro mi ha influenzato».
Questo perché prima di Matheson, l’orrore nei libri era caratterizzato dalla presenza di fantasmi, vecchi manieri nella brughiera e stridii di catene. A partire da lui l’orrore inizia a far parte della quotidianità, della realtà, l’orrore è insito nei vicini di casa, nella strada di casa e nei supermercati vicini.

Sono molte le opere di Matheson di cui vale la pena parlare, ma in questa sede, esprimerò la mio opinione riguardo Io sono leggenda.

Trama

Un’epidemia causata da un batterio e trasportata da un tempesta di sabbia, ha trasformato tutte le creature viventi in vampiri. L’unico non infetto e rimasto “umano” è Robert Neville che dopo aver perso la moglie e la figlia, spinto dall’istinto di sopravvivenza piuttosto che dalla codardia di farla finita, decide di costruirsi un rifugio sicuro nella sua villetta. Si barrica in casa durante la notte, mentre di giorno si reca in giro per la città per procurarsi tutto ciò che gli occorre per tenere alla larga le creature mostruose e per la ricerca scientifica che sta conducendo autonomamente, riguardo lo sviluppo dell’epidemia e per una possibile cura, nel caso dovesse trovare delle persone come lui.

La sue ormai “ordinarie” giornate verranno improvvisamente spezzate da un incontro significativo, che porterà al ribaltamento totale delle sue credenze e di quello che gli rimane della sua vita.

Considerazioni personali

L’opera viene divisa in tre parti, queste rappresentano diversi momenti della vita del protagonista e sono divise, a livello temporale, da pochi mesi. Attraverso queste tre “fasi” il protagonista assumerà diversi comportamenti e atteggiamenti e apparirà maturato, esse rappresentano un percorso di consapevolezza e di accettazione della distruzione della specie umana.

Il mondo è ormai popolato dai vampiri e l’unico appiglio di Robert rimane la scienza che oltretutto sembrerebbe non riuscire a spiegare totalmente la presenza di queste mostruose creature.
Robert non è un uomo di fede, non crede alla superstizione e non riuscendo a razionalizzare l’intera vicenda, rischierà talvolta di impazzire. Il primo nemico da combattere è se stesso.

Nella prima parte del libro, la storia si apre con la descrizione da parte di Robert delle sue giornate, caratterizzate dal procurarsi in maniera ossessiva il necessario per combattere i vampiri, che di notte si appostano dietro la sua porta. Il Robert che ci viene presentato o meglio che si auto-presenta (in quanto vi è la prima persona) è un uomo stanco, combattuto, che non conduce una vita sana e cerca di affogare i propri dispiaceri nell’alcol. In questa prima parte, Robert sa ancora poco dei vampiri, nonostante abbia in casa numerosi volumi di medicina, sente che gli sfugge qualcosa.
I vampiri che ci vengono presentati sono descritti come secondo la superstizione: esseri che al sole diventano polvere, che dormono al buio, hanno paura delle croci o di altri simboli religiosi (a seconda della religione di appartenenza) e sfuggono all’odore dell’aglio.

La novità in questo panorama è che ad aver portato gli essere umani a diventare vampiri è stato un batterio, ma di questo ne parleremo fra poco…

La seconda parte del libro si sofferma sul passato del nostro protagonista, riaffiorano alcuni ricordi riguardanti l’inizio dell’epidemia e la malattia della moglie prima e della figlia poi, senza entrare, tuttavia, troppo nello specifico. L’atteggiamento di Robert in questa seconda parte è più duro, meno sentimentale, cerca di reagire, attuando molte delle sue ipotesi: rapisce alcuni vampiri e cerca di capire i meccanismi che li spingono a ritrarsi quando sentono l’odore dell’aglio o della croce piuttosto che un altro simbolo religioso. Questa parte si conclude con un contatto con un altro essere vivente, che non durerà molto e con la scoperta che a produrre l’epidemia sia stato un batterio, trasportato da alcune tempeste di sabbia (evito di sottolineare tutte le evidenze scientifiche).

Terza ed ultima parte caratterizzata dalla continua indagine scientifica riguardo al batterio, continuano ad esserci molte domande, senza alcuna risposta. Robert ha cambiato aspetto, è diventato apatico, indifferente e non riesce a credere più in niente. In questo contesto accadrà un incontro che cambierà radicalmente la sua visione della situazione, per scoprire di che si tratta… vi basta leggere il libro!

La capacità dell’autore è quella di incutere terrore in maniera graduale.
La storia si apre con una situazione apparentemente normale e lentamente, vi vengono inseriti vari elementi inquieti e sovrannaturali. Questo porta inevitabilmente il lettore a cambiare più volte la propria prospettiva della vicenda.

Il ritmo è abbastanza lento e se in alcuni punti è da apprezzare, in altri avrei preferito che fosse più incalzante. Sono molte le pagine dedicate alla medicina, alla ricerca scientifica, forse anche troppe.
Avrei voluto saperne di più riguardo al radicarsi dell’epidemia e riguardo il passato in generale di Robert, però resta il fatto che trattandosi di uno scenario post apocalittico, non poteva non andare diversamente.

Adattamenti cinematografici

Sono molte le opere derivate dal libro ma solo in tre di queste, Richard Matheson risulta ufficialmente accreditato come soggetto, queste sono:

  • L’ultimo uomo della Terra (1964), regia di Ubaldo Ragona con Vincent Price;
  • 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971), regia di Boris Sagal con Charlton Heston;
  • Io sono leggenda (2007), regia di Francis Lawrence con Will Smith, che dal romanzo eredita però solo il titolo e lo status di ‘ultimo essere umano’ del protagonista

Vi basti sapere che Richard Matheson non apprezzò particolarmente nessuno di questi tre adattamenti. Quindi, nell’eventualità vediate i film, sappiate che sono completamente diversi dalla storia di base.