Una saga familiare tutta al femminile: Red girls di Sakuraba Kazuki

Red Girls è una saga famigliare, autoconclusiva, scritta da Sakuraba Kazuki ed edita da Edizioni e/o, probabilmente con una delle più belle copertine in circolazione. Il libro, già vincitore del Mystery Writers of Japan Awards, è stato pubblicato in Italia a settembre 2019 riuscendo a raggiungere rapidamente l’apprezzamento del vasto pubblico.

Trama

Il romanzo, con piccoli elementi di realismo magico, ci accompagna nella storia della ricca e potente famiglia Akakuchiba, raccontandoci tre generazioni di donne che, dal dopoguerra ad oggi, vivono nel piccolo villaggio di Benimidori, testimoniando l’arrivo dell’occidentalizzazione e della modernità in Giappone. La storia, quindi, si divide in tre parti:

1953-1975

In questa parte della storia ci viene presentata Man’yō, un’orfana nata con il dono della chiaroveggenza, e adottata da una coppia del villaggio Benimidori. Tramite gli occhi della bambina ci viene raccontata la realtà di un piccolo paesino, lontano dalle grandi città e pregno di tradizione e leggende mitologiche. Man’yō, ogni tanto, riceve delle visioni sul futuro che però decide di non condividere con nessuno per non essere giudicata strana.

La sua storia si intreccia, improvvisamente, con quella della famiglia Akakuchiba, proprietaria dell’imponente fonderia del villaggio. Così, senza preavviso, senza lamentale e continuando a prevedere il futuro intorno a lei, si ritrova ad essere la moglie del suo erede.

1979-1998

Nella seconda parte del libro conosciamo meglio Kemari, una dei figli di Man’yō. Kemari è una ragazza bellissima ma spericolata, rude e stravagante che anziché seguire i passi dei suoi fratelli (diligenti, ambiziosi e acculturati) diventa una bulla con tendenze delinquenziali e con la passione per le motociclette.

Nell’epoca dei grandi cambiamenti sociali del Giappone, la sua adolescenza trascorre tra una rissa e una gara di moto, fino al momento in cui si ritrova costretta a crescere e a prendersi le sue responsabilità. È da questo momento che Kemari trova la sua strada nel mondo.

Questa parte, essendo a cavallo tra Periodo Showa e Periodo Heisei, è quella più ricca di eventi e dettagli storici, poco noti ma molto interessanti. È in questo periodo che arrivano la televisione, il telefono, gli scioperi, l’industrializzazione vera e propria, lo sviluppo culturale ed economico ecc.

2000-Futuro

Nell’ultima parte conosciamo la narratrice del libro, Tōko, figlia di Kemari e nipote di Man’yō. Lei si definisce mediocre e priva di aspettative, come molte persone cresciute nei giorni nostri. Sulle spalle sente tutto il peso della famiglia Akakuchiba, e non regge il confronto con la nonna chiaroveggente e la mamma creativa e determinata.

Il giorno della morte di sua nonna (protagonista della prima parte del libro), Tōko verrà a conoscenza di un segreto: Man’yo è un’assassina.

Ma chi ha ucciso? Quando? Perché?

In villaggi piccoli come il nostro le storie delle persone si intrecciano l’una con l’altra, c’è poco da fare, è inevitabile avere a che fare con gli altri, e in questa fitta rete di relazioni può capitare che muoia qualcuno.

Perché mi è piaciuto questo libro?

Red Girls è una saga famigliare appassionante e ricca di spunti di riflessione, scritta così meravigliosamente da non lasciare che ci si accorga della sua lunghezza: 470 pagine. Infatti, man mano che si va avanti con la lettura ci si ritrova inevitabilmente affezionati al luogo o ai personaggi che si vedono maturare col passare del tempo; tanto che, personalmente, avrei voluto non arrivare mai alle ultime pagine.

Uno degli elementi predominanti, come nella maggior parte dei testi nipponici, è la meravigliosa bellezza e forza della natura con i suoi colori, le sue stagioni, i suoi venti e le sue influenze. Basti pensare che il nome della famiglia Akakuchiba significa letteralmente “foglie rosse cadute”.

Il romanzo è ideale per tutti gli appassionati di cultura e storia giapponese essendo saturo di eventi storici, leggende mitologiche, informazioni etniche e avvenimenti soprannaturali. Molti di questi dettagli poco noti spesso mi hanno portata a fare ricerche più approfondite sul web facendomi scoprire molte cose che non conoscevo sulla storia nipponica… e ammetto che, secondo me, riuscire a incuriosire e insegnarmi cose nuove è un dettaglio che da un valore enorme ai libri.

Ho apprezzato lo sviluppo della storia raccontata da tre generazioni, cresciute nel corso di 60 anni, e la presenza di eventi inaspettati e sorprendenti che mi hanno fatto spalancare la bocca e spinta a continuare la lettura per saperne sempre di più.

Nel romanzo spicca particolarmente la condizione femminile e giovanile in Giappone e la sua evoluzione nel corso dei diversi decenni, fino al giorno d’oggi. Si assapora in maniera realistica come lo sviluppo economico e sociale del paese abbia influenzato i giovani col passare del tempo, privando o motivando i loro valori e i loro sogni.

Per tutto questo e altri motivi che non posso svelare, per lasciarvi il gusto della sorpresa durante la lettura, vi consiglio altamente la lettura di questo libro, che vi farà immergere completamente nella vita del villaggio Benimidori, tra le montagne del Tottori, e nelle vicende della famiglia Akakuchiba, insieme alle meravigliose e carismatiche donne che la compongono.

Della stessa autrice vi consigliamo anche il titolo Non è un lavoro per ragazze, pubblicato nel 2023.