Solo Leveling, Only I level up

Di Solo leveling si sta chiacchierando tanto ultimamente, grazie anche alla spinta della versione animata finalmente lanciata a inizio anno.

Il manhwa (quindi di origine coreana) creato da Chugong nel 2016 è stato pubblicato da KakaoPage come una web novel (poi nello stesso anno in cartaceo dalla D&C Media, nell’etichetta Papyrus).

Solo leveling

Elementi del genere

Il genere è azione e formazione, un sonyung (il corrispettivo del più conosciuto “shonen”, “fumetto per ragazzi” giapponese) con elementi fantasy nell’urbanità, dati dall’apertura improvvisa di portali – chiamati dungeons – che da cinque anni ormai infestano la vita degli umani.

Il manhwa propone una lunga partita D&D nella vita vera.

Il tutto accompagnato dal senso di inadeguatezza, dalla voglia di rivalsa e una forte critica al comportamento degli umani, che quando sono in difficoltà o non c’è nessuno a guardarli sono capaci delle cose più atroci.

Worldbuilding

Un Hunter è qualcuno che ha in sé una percentuale del grado che lo rende più forte e dotato di poteri specifici. Con una gilda fa dei raid nei dungeon, per prevenire un dungeon break, ovvero che tutte le creature dall’altra parte fuoriescano.

Unica controindicazione, una volta scoperto il tuo livello questo resterà per sempre invariato, senza speranza di miglioramento.

Nonostante ci sia curiosità scientifica nel voler capire di più di questo strano fenomeno, questa sembrerebbe l’unica costante, eccetto un rarissimo caso di “secondo risveglio” del potenziale.

Gli Hunters sono incasellati per abilità (es. guaritori, maghi, forza ecc.) e per livelli che vanno in modo decrescente dalla A alla E, con il livello speciale S. All’interno di quest’ultimo però ci sono anche persone con potenziale nettamente maggiore alla media degli S comuni. Per mancanza di altri incasellamenti, ritroviamo quindi anche i cinque hunters di stato che hanno dimostrato di avere singolarmente forza pari al potenziale bellico di un’intera nazione.

Si crea subito un vero e proprio marketing intorno a questo evento inspiegabile; sia per chi gestisce l’agenzia di educazione hunters e le gilde che vengono retribuite per chiudere i portali sia perché nei dungeon viene ritrovato un elemento particolarmente prezioso, ma che si può ottenere solo facendo raid e sconfiggendo le creature.

I portali appaiono, come già accennato, improvvisamente e nei luoghi più disparati (in strada, in edifici, in metropolitane ecc.) e bisogna allertare subito gilde e hunters, perché superato un dato periodo di tempo le creature iniziano a fuoriuscire, finanche il boss finale di ognuno.

L’agenzia di Hunters ha sviluppato dei sensori in grado di rilevare il livello di un portale, così da poter assegnare la squadra necessaria. Non è detto che siano infallibili.

Trama

In Solo leveling, seguiamo Jinwoo Sung, un giovane ragazzo di Seoul, che per necessità si trova costretto a diventare Hunter. Purtroppo, il protagonista ha un livello quasi inesistente, se viene scelto per partecipare è solo per completare il numero della squadra di raid. Riesce a sconfiggere raramente le varie creature e quindi le sue ricompense sono rare e magre. Per questo è deriso e compatito dagli altri come “l’arma più debole dell’umanità”.

Sung è però diventato esperto dei meccanismi del mondo, sempre relegato ai margini dell’azione, ha sviluppato un ottimo senso d’analisi della situazione.

Questo aiuterà quando la sua squadra, debellati i mostri principali, si accorgerà di un’altra quest legata al loro piano.

Per votazione gli hunter professionisti decidono di addentrarsi e rischiare per ottenere ulteriori ricompense, senza allertare l’agenzia. Da qui si scenderà nella tana del coniglio e inizierà il “percorso di formazione” del protagonista.

Si troveranno di fronte a un livello per cui non sono all’altezza, faccia a faccia con la morte a Jinwoo sarà chiesto se morire hunter o di diventare un player.

Inizia così la scalata individuale di Jinwoo Sung.

Cosa faresti se nessuno ti guardasse?

Un tema che il manhwa affronta è la forte critica alla società come insieme di individui.

In caso di pericolo si abbandonano amici perché troppo deboli o perché sacrificandoli, ci si potrebbe salvare. Se il “sano amor proprio” si può anche comprendere, non si può dire lo stesso della crudeltà umana che porterebbe anche a uccidere.

Si innesta un vizioso circolo di lotta alla sopravvivenza. Nessuno può guardare che succede nei portali e chi ha abbastanza disumanità ne approfitta, non ci pensa troppo a sporcarsi le mani per il guadagno. Economico e non.

Esistono anche assassini assoldati (di sottobanco) in questa realtà, assassini per denaro o per voglia di uccidere, perché se nessuno ti vede sei libero e se pure si sapesse, se sei pronto a rischiare la vita in raid che profittano altri, le tue pene e colpe possono essere scusate.

Homo homini lupus

Diventare un player disposto a tutto per avanzare o morire?

La risposta pare scontata sia a noi che al protagonista, che scopre di essere diventato unico giocatore in grado di avanzare di livello, ma questo solo se ogni giorno compie sfide ed esercizi che gli faranno ottenere anche premi.

Il gioco è dalla sua parte, lo aiuta a sopravvivere, gli preannuncia le cose che dovrà fare per riuscire. Ma che succede quando ti ritrovi contro persone che vogliono sacrificarti per loro interesse?

Sei disposto a eliminare la minaccia?

Sei disposto a macchiarti le mani pur di riuscire ad andare avanti?

Un manhwa (e anime, reperibile su Crunchyroll) che mischia gli elementi del gioco di ruolo e dei videogiochi.

Consigliato a chiunque abbia voglia di qualcosa di avvincente e anche un po’ cruento.