Questo mondo non mi renderà cattivo: la nuova serie tv di ZeroCalcare

Questo mondo non mi renderà cattivo è la nuova serie di Zerocalcare, incentrata più sulla realtà sociale che quella dell’io del protagonista.

Dopo il clamoroso successo dei fumetti e di Strappare lungo i bordi, Zerocalcare torna su Netfilx con una nuova serie che non è il proseguo dell’altra, ma una storia del tutto nuova, più improntata sulla questione politica attuale, ma sempre condita con l’umorismo che la caratterizza.

Le differenze tra le serie

Strappare lungo i bordi era una trasposizione quasi fedele di La profezia dell’armadillo (sua prima graphic novel) più incentrata sull’interiorità di Zerocalcare, sulle numerose paranoie che affliggono lui e il suo fedele gruppo di amici, ma anche tutti i millennial.

Questo mondo non mi renderà cattivo
invece è una storia che riprende dei topic che spesso ritroviamo nei suoi fumetti, ma è una storia completamente nuova e incentrata sulla realtà della periferia, Rebibbia in particolare, ma è facile trovare dei tratti comuni anche con altri quartieri, non per forza romani.

La periferia

Rebibbia è il quartiere in cui Michele Rech (Zerocalcare) è cresciuto e da cui non riesce ad allontanarsi, poiché indissolubilmente legato, nonostante potrebbe scegliere di vivere ovunque voglia, visto il successo raggiunto.

Ciò su cui si concentra qui è la realtà dei centri sociali in cui vengono messi e/o spostati “come pacchi postali” gruppi di immigrati che non vuole nessuno. Viene criticata, senza troppa delicatezza, la politica attuale e chi sceglie di lasciarsi convincere da idee poco democratiche.

Nonostante questo, l’autore cerca comunque di osservare la realtà da vari punti di vista, senza mai puntare il dito verso uno o un altro e giunge alla conclusione che non c’è chi ha torto o ragione, non è tutto bianco o nero, ma tra le due opposizioni ci sono numerose altre sfumature. Sarà proprio questo a metterlo in crisi, a chiedersi: è giusto che io giudichi, dalla mia posizione privilegiata, qualcuno che la pensa diversamente da me perché ha un vissuto più difficile alle spalle?

Non mi renderà cattivo

In seguito Secco gli farà un po’ da grillo parlante, un po’ inaspettatamente, dicendogli che nonostante le difficoltà c’è sempre la possibilità di vivere senza danneggiare l’altro, che ogni persona ha mille motivazioni per essere arrabbiata, nessuna vale meno dell’altra, ma questo non giustifica il voler prevalere sul più debole.
Penso sia proprio questo il punto in cui si comprende cosa esattamente vuol dire il titolo della serie, perché se anche questo mondo è brutto, si può scegliere di essere umani.

Conclusioni

Ci troviamo davanti una storia più matura, più complessa e per questo può non essere capita fino in fondo da chi, invece, si aspettava un prodotto più simile all’altra serie e che per questo l’ha definita non all’altezza. Io, personalmente, trovo sia nettamente superiore all’altra, sia per ciò che viene raccontato, per le metafore che utilizza, ma anche per la migliore fluidità delle animazioni.