Un enigma irrisolvibile tra mito, leggenda e tradizione in “Chi ha riportato Doruntina?”

Chi ha riportato Doruntina“, pubblicato nel 1980 in lingua albanese e poi tradotto dal 1988 in altre lingue. Il libro è attualmente fuori catalogo ma non introvabile. La storia del misterioso ritorno di Doruntina ci porta in un piccolo villaggio dell’Albania medievale dall’atmosfera cupa e quasi onirica, alle prese con un thriller dal sapore antico e leggendario. 

La storia

Doruntina, unica figlia femmina della numerosa famiglia Vranaj, lascia la terra natale per trasferirsi con  il marito nelle lontane foreste boeme dell’Europa Centrale. Il matrimonio, pur essendo motivo di gioia  e orgoglio per la famiglia, provoca nella vecchia madre un forte dolore per la lontananza della figlia,  con cui non potrà più condividere la quotidianità.

Per alleviare la profonda sofferenza della madre,  Costantino si impegna con una solenne promessa a riportarle Doruntina ogni volta che ne sentirà il  bisogno, assicurandole un sincero conforto.

Ma la famiglia Vranaj non ha pace e la serenità viene interrotta poco dopo da una grave sciagura. Durante una guerra improvvisa tutti i figli maschi moriranno e la vecchia madre sarà destinata a vivere il lutto e il dolore in solitudine, senza che  Doruntina venga informata dell’accaduto.  

Una notte però Doruntina bussa alla sua porta e le racconta di essere stata riportata a casa dal fratello  Costantino. L’incontro tra le donne è così emozionante da provocare in entrambe un forte turbamento. Come può Costantino aver riportato a casa la sorella se è morto in guerra tre anni prima?  Era forse un fantasma?

La storia si sviluppa intorno alle indagini svolte dal capitano Stres, incaricato  di scoprire l’identità del misterioso cavaliere, e il lettore viene trasportato in un’avventura  estremamente coinvolgente, non solo per i risvolti investigativi, ma soprattutto perché ci apre le porte  di un mondo suggestivo, ricco di tradizioni antiche, di misticismo e di leggi non scritte.  

Ispirato da un’antica leggenda albanese

Una leggenda albanese incentrata sul tema della Besa, termine che  si riferisce all’onore individuale, alla parola data e all’importanza di tenere fede alle promesse. La Besa rappresenta uno dei principi fondamentali del Kanun, il codice consuetudinario albanese, che ancora  oggi ha un grande valore soprattutto nei villaggi montani del nord del paese e che ci consente di cogliere quanto possa essere fondamentale il valore della parola in un contesto in cui le leggi si tramandano oralmente.

Comprendere questo sistema di valori significa entrare in punta di piedi nel cuore profondo di un paese complesso e ricco di contraddizioni, sospeso tra i retaggi del passato e la modernità, volto al futuro ma legato con un filo sottile alle sue radici.  

Considerazioni

Il racconto diventa lo spunto per accompagnare il lettore in un nuovo percorso sospeso tra realtà e sogno, in un’atmosfera che oscilla tra le suggestioni oniriche delle fiabe e la tensione di un thriller fuori dal tempo. Il vero scopo della ricerca allora non sarà tanto scoprire l’identità del cavaliere misterioso quanto piuttosto comprendere l’importanza per la cultura albanese di alcuni fondamentali valori morali, così forti da trascendere la razionalità e le leggi della natura. 

Un romanzo consigliato a chi vuole immergersi nelle suggestioni della cultura albanese attraverso  una storia semplice ma ricca di spunti per approfondire un mondo interessante, complesso e intriso di molteplici influenze culturali e religiose. Si consiglia soprattutto di recuperare le opere di Ismail Kadarè, poeta, romanziere, saggista e anche sceneggiatore che ci racconta il suo paese attraverso la  storia, le leggende e le tradizioni ma anche con allegorie politiche critiche nei confronti del regime totalitario con un approccio sempre lucido e sincero.