Raccontare i film e le serie tv in libri: intervista a Luca Liguori, direttore editoriale di Movieplayer.it e co-autore di Cult, 100 serie tv in pillole e La bibbia degli spoiler

Intervista a Luca Liguori, direttore editoriale di Movieplayer.it

Cult. I film che ti hanno cambiato la vita, 100 serie tv in pillole (vol. 1 e vol.2) e La Bibbia degli spoiler sono dei veri e propri manuali per cinefili e serie-tv addicted.

Abbiamo così fatto due chiacchere con Luca Liguori, direttore editoriale di Movieplayer.it e tra gli ideatori di questi manuali, per parlare di questa particolare scelta editoriale ma anche di libri, cinema e serie.

Da dove nasce l’idea dei manuali dedicati ai film e alla serie tv? A che tipo di pubblico vi rivolgete?

Lavorando come critici sul web tutti i giorni, una delle domande che ci sentiamo fare più spesso è proprio “Mi consigli un bel film o una serie?”. E quando si tratta di persone che non conosci la risposta non è mai semplice. Per questo abbiamo cominciato a pensare a manuali che potessero contenere informazioni essenziali ma utili per indirizzare tutti i tipi di lettori a riscoprire piccoli gioielli magari dimenticati. In più ci siamo anche resi conto che ormai la maggior parte della gente passa il tempo a navigare le piattaforme streaming alla ricerca di cose da vedere, ma l’algoritmo non sempre aiuta. Speriamo di aver fornito una valida alternativa ad un pubblico più ampio e variegato possibile.


Serie tv e film raccontati in un libro. È un’idea che funziona? Che tipo di rapporto si instaura tra due mezzi di comunicazione apparentemente così diversi tra di loro?

Come avrai visto i nostri libri sono molto grafici, questo perché venendo dal web siamo molto abituati a sfruttare gli elementi multimediali per raccontare i film e le serie. L’idea di realizzare una collana di libri però ci affascinava molto anche perché io stesso sono cresciuto leggendo libri di cinema e di critica, e all’epoca non era così semplice come adesso recuperare film e clip, bisognava lavorare solo di immaginazione o accontentarsi al massimo delle locandine. Direi che su di me hanno funzionato comunque.


L’ultima uscita, La Bibbia degli spoiler è un titolo un po’ cattivello. Da dove nasce quest’idea? Dal punto di vista della comunicazione funziona?

 L’idea nasce in casa editrice e infatti quando me l’hanno proposta in quanto responsabile di una redazione di cinema ho pensato che fosse una vera e propria provocazione, visto che noi per lavoro siamo abituati a far di tutto pur di evitare gli spoiler ai nostri lettori. Ragionando insieme ai miei redattori e co-autori, ci siamo resi conto che poteva essere il modo perfetto per esorcizzare questa spoilerofobia e (far) capire una volta per tutte che non è uno spoiler che può impedirti di godere della visione di un bel film o di una serie. A livello di comunicazione invece siamo consapevoli che il titolo possa spaventare e scoraggiare alcuni, ma siamo anche convinti che basti sfogliarlo per coglierne non solo il tono ironico ma soprattutto la passione e l’amore per il cinema che da sempre ci contraddistingue.


Dal punto di vista editoriale qual è la vostra strategia?

Per quanto riguarda Movieplayer.it, la priorità è sempre e comunque il sito, che ormai ha oltre 13 anni ed è una realtà molto consolidata e apprezzata. La collana di libri legati al mondo del cinema e delle serie è per noi un orgoglio ma soprattutto un piacere e penso che continueremo sulla stessa linea: realizzare prodotto che piacciano in primis a noi e che possano trasmettere il nostro entusiasmo e la nostra passione.


Ma parliamo di cinema. Con la situazione attuale il mercato cinematografico è in stallo. Quali sono le prospettive future? Che cambiamenti prevedi? Che ruolo avranno le piattaforme di streaming?

Quello che sta avvenendo con le piattaforme è quello che era lecito aspettarsi per il futuro, lo sapevamo tutti già da tempo. Ovvio però che questa pandemia ha contribuito ad accelerare l’intero processo in modo inaspettato e imprevedibile e così facendo si lascerà alle spalle anche delle vittime illustri. Sicuramente lo streaming d’ora in poi avrà sempre più un ruolo di rilievo, soprattutto per le produzioni medio/piccole.


Pensi che il tempo delle sale cinematografiche sia finito?

Penso e spero di no, sarebbe catastrofico. Ma in ogni caso non credo che le grandi major vogliano rinunciare ad entrate miliardarie: pensiamo alla Disney e i film Marvel, o i prossimi Avatar o tutte le grandi saghe. Perché perdere i successi ai boxoffice quando, come è sempre stato, puoi guadagnare due volte, prima in sala e poi a casa? È probabile che in futuro i cinema saranno quasi solo esclusiva dei titoli ad altissimo budget, che diventeranno dei veri e propri eventi, questo sì.


Passiamo alle serie tv: che rapporto hai con loro? Pensi che siano destinate a sorpassare in termini di fruizione i film?

Le serie le ho sempre amate, dai tempi di Twin Peaks visto a tredici anni ,quasi di nascosto, su Canale 5. Ma la passione è esplosa quando sono arrivati i dvd e il web e quindi potevo vederle con i miei tempi e in lingua originale. Questa concorrenza/sfida con i film sinceramente non l’ho mai capita, sono mezzi diversi e formati diversi, si possono godere entrambi senza per questo dover necessariamente scegliere. Capisco però che con budget maggiori e grandi attori e registi a disposizione le serie possano conquistare sempre più pubblico, perché il maggiore tempo a disposizione può permettere di affezionarsi di più a personaggi e storie e creare un legame con lo spettatore di tipo diverso. Proprio come i romanzi.


Non solo domande serie. Film e serie tv che ami:

Domanda difficilissima, dovrei citarne troppi. Ma così senza pensarci troppo ti dico: Manhattan di Woody Allen, Pulp Fiction di Quentin Tarantino, la Before Trilogy di Richard Linklater e in generale i grandi musical del passato, West Side Story in primis.
Per le serie: Seinfeld e Friends per le comedy, West Wing, The Wire, Breaking Bad e Mad Men per i drama. E poi Buffy, Battlestar Galactica e Friday Night Lights come serie di genere e del cuore.


Visto che abbiamo parlato anche di libri: sei un lettore forte? Romanzo preferito?

Lo ero fino a qualche tempo fa, ammetto ormai di leggere pochissimo a causa del lavoro, dei figli e di troppi film e serie da recuperare! Sui romanzi preferiti io spazio moltissimo tra i generi: proviamo con It di Stephen King, Cent’anni di solitudine di Marquez, Non lasciarmi di Ishiguro ,Alta fedeltà di Hornby e A sangue freddo di Capote.


E infine… Qual è lo spoiler peggiore che hai mai fatto? E quello che invece hai subito e dal quale non ti sei più ripreso? 

Io sono piuttosto attento quando parlo o scrivo di cinema, quindi non penso mi siano mai scappati spoiler veri e propri. Però in questi casi cito sempre la recensione di Bastardi senza gloria, visto a Cannes in anteprima mondiale, dove ero molto dubbioso su cosa dire e cosa no… alla fine visto che tutti i colleghi intorno a me avevano comunque  scelto di citare il finale “shock” su Hitler fin dal titolo, decisi di lasciarmi andare anche io. Ma ammetto che ancora oggi la cosa un po’ mi pesa sulla coscienza.
Sul peggiore mai subito: direi il finale del sesto Harry Potter, con quella morte tragica che avrei voluto scoprire da solo e che invece mi fu spoilerata il giorno dell’uscita del libro
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