Quello che abbiamo in testa: una storia di emancipazione dalla Giordania

Quello che abbiamo in testa di Sumaya Abdel Qader, è stato pubblicato in Italia da Mondadori nel 2019.

Quello che abbiamo in testa

Horra è una donna italiana figlia di genitori giordani. È nata e cresciuta a Milano, studia legge, lavora in uno studio legale, ha un marito e due figlie adolescenti e nel tempo libero fa volontariato presso un’associazione che tutela i diritti delle donne. Horra è, inoltre, musulmana, e in ottemperanza ai precetti della sua religione indossa il velo, un pezzo di stoffa tanto semplice quanto controverso nel mondo occidentale, dove l’hijab islamico viene spesso visto attraverso le lenti del pregiudizio.

Horra è una donna indipendente, che studia, lavora e si batte per quello in cui crede, ma spesso si scontra con lo sguardo dell’altro che la derubrica a prescindere come sottomessa, oppressa, o peggio ancora foriera lei stessa di odio, una minacciosa terrorista.
Come si concilia la propria identità quando cozza con l’immagine che il prossimo si fa di noi? Quanto sappiamo sull’Islam e sulla vita delle donne islamiche nel nostro paese, rispetto a quanto pensiamo di sapere? Può quello che per l’Occidente è per antonomasia il simbolo della sottomissione femminile essere davvero un gesto di liberazione per una donna?
Su questi interrogativi si fonda la storia di Quello che abbiamo in testa e di Horra, che andrà alla ricerca di risposte e troverà sé stessa.

Islam e femminismo

Quello che abbiamo in testa è un libro dalle premesse molto interessanti, narrato da una voce che non sempre ha spazio nei media, quella di una donna musulmana, immigrata di seconda generazione in Italia, e affronta di petto molti temi che sempre più spesso nel mondo globalizzato diventano scottanti e attuali.
Il velo per le donne è scelta o imposizione?
E se è una scelta, è liberamente presa oppure influenzata dalla comunità che le circonda? E se anche fosse influenzata dall’esterno, quale comportamento umano non lo è almeno in parte?

Gli spunti di riflessione che solleva il romanzo sono molteplici e molto interessanti: questo titolo ha sicuramente il merito di parlare di religione, hijab, emancipazione femminile e discrepanze culturali con delicatezza, dialettica e sensibilità.

La protagonista Horra è un personaggio vivace e appassionato che risulta molto simpatico al lettore: confrontandolo alla biografia dell’autrice, viene a pensare possa essere un po’ un alter ego di Abdel Qader, dato che i punti in comune tra scrittrice e protagonista sono davvero molteplici.

A tratti lo stile diventa così didascalico da risultare più affine al saggio che alla narrativa, ma il linguaggio è molto chiaro e il contenuto interessante, quindi da questo punto di vista la forma un po’ ibrida che ha questo titolo, quasi una docufiction sulla vita delle musulmane in Italia, è molto interessante.

Qualche problema di stile

Purtroppo, il testo avrebbe giovato di una correzione molto più approfondita di quella che evidentemente ha ricevuto. Il nucleo del libro, sicuramente interessante e prezioso, risulta appesantito e rallentato da una cornice narrativa piena di ingenuità, infodump, flashback introdotti male e uso un po’ spropositato della punteggiatura.

Lo stile semplice, che potrebbe rendere il titolo adatto anche ai ragazzi, a tratti è veramente troppo semplice, tanto da risultare poco curato e ingiustificatamente colloquiale. È un vero peccato, perché un testo così poco rifinito perde parecchio di qualità e, se vogliamo, autorevolezza.

L’autrice nasce giornalista e questo si manifesta chiaramente nel suo riportare informazioni corrette e articolate in modo diretto e chiaro, e anche nell’abilità con cui usa il linguaggio per veicolare messaggi ideologici; è il fronte narrativo su cui vacilla e potrebbe maturare di più.

Quello che abbiamo in testa è comunque un titolo molto interessante se si vuole comprendere un po’ di più l’Islam dal punto di vista di qualcuno che lo vive in prima persona e non da fonti terze. È anche un libro ricco di spunti di riflessione per quanto riguarda il tema delle donne immigrate in Italia e sulle difficoltà di integrazione: lo si può considerare un punto di partenza per capire di più questi argomenti, magari per un lettore giovane.

Altra lettura consigliata per approfondire alcuni di questi temi è Donna proibita di Ali Al Muqri.