Quando viviamo “la vita giovane” di Mattia Insolia
Classe ’95, siciliano ma trasferitosi a Milano dove attualmente vive, autore di diversi racconti e altri due romanzi, Mattia Insolia è tornato in libreria con una nuova storia, La vita giovane edito Mondadori, ed è tornato facendo parlare tantə ragazzə ma anche tantə adultə. In questo nuovo romanzo l’autore ci racconta la storia di Teo, un ragazzo di ventotto anni, che vive in città e che per il matrimonio dei suoi amici di infanzia torna nella provincia dove è cresciuto.

Tornare a casa vuol dire tante cose: affrontare i genitori, tra cui una mamma malata alla quale aveva deciso di non pensare più, un fratello maggiore che potrebbe avere la vita perfetta che i genitori desideravano anche per lui – ma chissà se sarà veramente così -, i due futuri sposi che fanno parte di un gruppo di amici, il gruppo di amici storico, che sono diventati genitori troppo presto e che ora hanno deciso di diventare marito e moglie, e il resto della ciurma, se così vogliamo chiamarla. Ma non è finita qui. Perché tornare a casa vuol dire anche riaprire vecchie ferite che fino a quel momento Teo aveva deciso di mettere via, un po’ come la malattia della mamma.
Dove sono finti i nostri sogni?
“Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?”
Questa frase è la chiave centrale di tutta la storia. Viene scritta, torna, si ripete quasi in ogni vicenda che viene raccontata. Mattia Insolia decide di partire dal presente per affrontare il passato, per andare indietro nel tempo, per raccontare cosa è successo in quella serata di maggio che ha cambiato la vita di ognuno di loro, e per farlo usa questo escamotage stilistico di ripetizione di una frase che, solo a leggerla una volta fa sospirare chi legge, figuriamoci l’effetto che fa se si ripete milioni di volte. Perché è vero, i sogni di quando si hanno quindici anni, di quando si è al liceo, sono sempre diversi rispetto a quelli che si hanno, poi, a trent’anni. Ok, forse sempre può essere eccessivo, ma la maggior parte delle volte è così.
La vita prende una direzioni diversa, non per forza opposta, ma ci mette davanti a delle decisioni da prendere, a delle situazioni da affrontare, a gioie e dolori che mai sognavamo di provare a quindici anni.
“La geometria dell’esistenza è un fatto davvero strano, e a cui mai riuscirò ad abituarmi. È qualcosa su cui non ci è concesso di esercitare alcun controllo e che, nel suo stendersi di fronte a noi, ci sembra naturale, ma a studiarla, in retrospettiva, è assurdo”.
Cosa succede quando i righelli non si allineano più? Quando tutto quello che abbiamo sempre desiderato inizia a sfuggirci di mano? Teo lo sperimenta su sé stesso. Con lui scopriamo che cosa significano i primi amori e le prime gelosie, cosa significa avere paura del buio e dormire con delle luci accese, qual è il significato di tanti gesti che ci portiamo dentro da quando siamo piccolə e quanto è difficile trovare una persona con cui aprirsi e confidarsi.
Perché quando siamo solamente deə bambinə ci sentiamo fragili, inermi, impauritə e anche se razionalmente sappiamo che alcune cose sono sbagliate e fanno male, emotivamente non siamo ancora in grado di combatterle, di sentire con la pancia cosa sarebbe giusto fare, e quando arriva la rabbia ci ribelliamo e poi ci sentiamo in colpa, e quel senso di colpa può farci compagnia per tantissimo tempo, forse anche per sempre se non ce ne prendiamo cura.
In conclusione
Non è sempre facile trovare qualcunə che, ad un certo punto, ci dice che noi non siamo quello che ci è successo, e neanche per Teo è così facile, anzi. Lo fa, ci prova. In città incontra un amore, che non si rivela essere quello immaginato, come spesso accade, ed è solo nella provincia che ritrova, invece, quello di quando era adolescente. Ma, insieme a questo, tornano gli incubi, le paure, i discorsi, i lutti da affrontare. E ognuno di queste cose porta con sé mal di testa e mal d’anima. Come si comporteranno Teo e i loro amici? Lo lasciamo scoprire a voi, ma una cosa è certa. Mattia Insolia è riuscito ad entrare, con delicatezza e sfrontatezza, in tanti temi, a sviscerarli senza troppa pretesa di essere compreso e capito, e a farli arrivare dritti nel cuore e nella pancia di chi legge.
Come spesso facciamo, anche questa volta l’autore è stato cosí gentile da raccontarci con tre parole il suo libro. Ve le lasciamo in chiusura.
Illusioni: Dobbiamo abbandonarle tutti, a un certo punto, e più o meno lo sappiamo da sempre, che succederà, ma è comunque molto complicato farlo, infine. Le illusioni della giovinezza ci aiutano a diminuire il peso del tempo che stiamo vivendo e l’incertezza per quello che verrà, e lasciarle andare penso sia un movimento molto difficile.
Scelta: Secondo me, uno dei primi passaggi nel percorso della crescita è imparare a scegliere. Scegliere è perdere; quando scegli di andare da una parte, per forza di cose stai perdendo la possibilità di andare dall’altra. E imparare a perdere è una delle zone centrali della vita adulta.
Amici: Sono la forza di Teo, e sono stati fondamentali anche per me. Questo romanzo è dedicato a loro, e quegli anni, quelli in cui eravamo potenziali e ci tenevamo stretti tra noi, saranno per sempre nel mio cuore.