Quando ormai era tardi di Claire Keegan
Quando ormai era tardi è il terzo romanzo tradotto e pubblicato in Italia di Claire Keegan, edito Einaudi. L’anno scorso vi abbiamo parlato di Piccole cose da nulla e di Un’estate, due romanzi dolceamari di poche pagine. Anche con questa terza pubblicazione, la Keegan non smentisce la sua capacità di condensare in così poco spazio (circa 90 pagine) storie, emozioni e ambientazioni, senza tralasciare nulla. Se l’abbiamo conosciuta attraverso racconti in cui l’affetto e la salvezza erano ben presenti, in questo ultimo libro il mistero diventa il padrone assoluto attraverso 3 storie – a tratti inquietanti -.

Il primo racconto
Nella prima storia conosciamo Cathal, un uomo sulla quarantina, che trascorre le sue giornate in un ufficio. La sua monotonia viene rotta dall’arrivo di Sabine, una donna incontrata per caso durante una conferenza di lavoro. I due si piacciono subito e cominciano a vedersi assiduamente, fino a trascorrere giorno e notte insieme. Sabine cucina per lui ogni manicaretto pensabile e lui, dal canto suo, la osserva incantato… eppure comincia a chiedersi se lei abbia le mani bucate, spendendo troppo per comprare cibo…
Dopo due anni di frequentazione, lui pensa sia arrivato il momento giusto per chiederle di sposarlo. Lei, seppur inizialmente reticente, alla fine dice il fatidico “sì” e decide di trasferirsi da lui. Sembra tutto perfetto. Allora perché, nel giorno previsto per il matrimonio, Cathal si ritrova da solo sul divano di casa a vedere la televisione e bere alcol? Cosa è andato storto?
Era quello il problema, quando le donne si disamoravano; il velo di romanticismo che avevano davanti agli occhi cadeva, e quando guardavano oltre erano in grado di leggerti dentro.
Una morte lenta e dolorosa
La protagonista della seconda storia si è appena trasferita nell’appartamento vuoto di Heinrich Böll, noto Premio Nobel. Questa casa storica è stata adibita a luogo di ritiro per gli scrittori e le scrittrici di tutto il mondo; uno spazio da poter affittare per qualche settimana se si sente il bisogno di scrivere in solitudine e in luogo suggestivo. Così la protagonista si ritrova lì, proprio per questo motivo. Lei è un’autrice e abiterà per due settimane in quella casa, con le finestre che danno sul mare e un giardino pieno di fiori.
Il giorno dopo del suo arrivo, però, un uomo tedesco che non conosce richiede di poter visitare quella casa tanto famosa in giornata. Lei accorda di incontrarsi dopo cena per mostrargliela. In questo modo avrà tutto il tempo di fare un bagno a mare e preparare una torta per l’ospite. Una volta arrivata sera, e fatto il giro turistico della casa, l’uomo tedesco si siede al divano e con estrema presunzione e arroganza getta un’ombra sul pernottamento della protagonista. Cosa vuole quell’uomo?
Antartide
Nell’ultimo racconto conosciamo una donna sposata e con figli che vive la sua vita serenamente, eppure sente il bisogno di un briciolo di trasgressione in quella routine. La storia si apre con la protagonista che sale su un treno in un venerdì di dicembre, con la scusa di dover andare in città per acquistare regali di Natale per tutta la famiglia. Le sue intenzioni, in realtà, sono quelle di concludere l’anno con un tradimento che la smuova e la faccia sentire di nuovo viva: un adulterio senza implicazioni.
Così, finite le sue commissioni, il sabato si reca in un locale e si lascia avvicinare da un uomo misterioso che la seduce sfacciatamente. Il flirt è cosi ben riuscito e veloce che, dopo una passeggiata e una cena romantica, i due si ritrovano subito nudi su un letto, in un casa fuori mano. Il weekend sembra andato esattamente come lei aveva previsto. Soddisfatta di aver dimostrato di avere ancora fascino, torno in hotel per fare le valigie e ripartire. Ma le cose purtroppo non andranno esattamente come crede…
–Non è come credi, – disse – Davvero. Vedi, io ti amo. Cerca di capire.
Conclusioni
Ancora una volta Claire Keegan ci mostra un volto celato dell’umanità, in sole sessanta pagine. In Quando ormai era tardi ci regala una fotografia inquietante delle relazioni tra uomo e donna, invitandoci a riflettere su ciò che sappiamo e ciò che pensiamo di sapere. Le tre storie raccontate nel libro ci svelano una violenza, sempre silenziosa e “fuori dall’inquadratura”, che finisce sempre per soffocare ogni cosa. L’ultimo racconto è davvero angosciante.
Perché le altre persone hanno così tanto potere nel rubarci la vita e la felicità?