Quando le montagne cantano: storia di resilienza dal Vietnam

Una saga famigliare, lunga tre generazioni, che si dipana lungo tutto il Novecento. La storia di un paese in guerra in cui perversano rivoluzioni, carestie e separazioni dolorose. Quando le montagne cantano è un romanzo indimenticabile, di coraggio, resilienza, amore per la propria terra e famiglia.

Il libro è stato pubblicato in Italia dalla casa editrice Nord nel 2021 ed è un testo che ci permette di conoscere una parte di storia taciuta, dimenticata e manipolata, oltre che trasmetterci dei valori positivi e autentici.

L’autrice Nguyen Phan Que Mai si è lasciata ispirare dalle esperienze della sua famiglia e delle persone intorno a lei, facendosi raccontare le loro storie personali di coraggio e compassione. Ci racconta una storia atrocemente dolorosa e reale con una limpidezza non scontata. Le storia scivola sulle pagine, senza accorgersene, ritrovandosi alla fine con gli occhi lucidi.

“Con Quando le montagne cantano voglio mostrare che le guerre non solo uccidono e feriscono le persone, ma dividono le famiglie e le comunità, distruggono la natura così come la cultura e il tessuto stesso della società. Per questo si dovrebbero ad ogni costo evitare le guerre e tutti noi dovremmo contribuire di più alla pace.“

Intervista rilasciata a Stradonove

Una guerra senza fine

Huong e sua nonna Dieu Lan si sono rifugiate in montagna dopo che gli americani hanno iniziato a bombardare Hanoi. Una volta tornate nella capitale, si accorgono però che non esiste più per loro un luogo chiamato casa, ma restano solo i segni di un conflitto che non lascia respirare un territorio ormai stremato.

Dieu Lan non si perde d’animo e insieme alla sua nipotina inizia a costruire mattone dopo mattone la sua nuova casa. Nel mentre, cercando di infondere un po’ di speranza alla nipote dodicenne, inizia a raccontare la storia della sua vita, di cui porta ancora i segni indelebili. La storia che racconterà porta con sé un grande messaggio: “La vita si diverte a presentarci prove difficili, ma mai impossibili.

Decisi allora che avrei fatto come lei, e iniziai a cantare. Cantai per me e per Sang. Cantai a voce alta o sottovoce. Ma senza smettere mai. Perché avevo capito che, fino a quando sarei stata in grado di cantare, avrei potuto dire di essere viva.

Non è la prima guerra che Dieu Lan ha vissuto; la sua vita è stata ricca di sofferenze e di ingiustizie.
Figlia di proprietari terrieri che si sono sempre rimboccati le maniche, è cresciuta felicemente in una grande casa nel centro del VietNam. Sarà la lettura della mano da parte di un indovino del paese però a dare inizio a numerose sciagure. Il paese viene occupato prima dai francesi e dopo dai giapponesi, sprofondando in una grande carestia nel 1945, per poi iniziare a vivere gli anni del comunismo e della riforma agraria.

Costretta a fuggire con i suoi figli, dopo che suo padre e suo marito vengono uccisi davanti i suoi occhi, Dieu Lan inizia a mendicare e a patire la fame, la sporcizia e gli occhi sprezzanti della gente. Durante la sua fuga si ritroverà a prendere decisioni molto difficili, come quella di abbandonare i suoi figli lungo la strada con la speranza di ritrovarli in seguito. Per poi arrivare ad Hanoi, grazie alla sua determinazione, dove potrà finalmente rimettere insieme i cocci di ciò che le resta e ricomporre la sua famiglia.

La Storia se rimane impressa nei ricordi della gente, finché questa memoria si tramanda, possiamo sperare di riuscire a fare meglio.

La guerra sembra essere finita, anche se continua a lasciare i suoi segni indelebili. Il terreno pieno di mine anti-uomo che continua a mietere vittime, l’aria inquinata dall’Agente arancio che fa nascere creature deformi che hanno vita breve e, infine, uomini e donne che non faranno mai più ritorno a casa, o, se lo fanno, sono profondamente diversi nel corpo come nello spirito.
E’ proprio il caso della madre di Huong, che rivive il trauma di un abuso sessuale tutte le notti; o di suo padre che è stato dato per disperso.

Quella sera, dopo che la nonna le ebbe fatto mangiare una scodella di pho, rimasi a vegliare su mia madre. Pensavo che, se l’avessi guardata tutto il tempo, non sarebbe scomparsa di nuovo.
Credevo che, se le avessi detto quanto mi era mancata, sarebbe tornata a essere la madre di prima.

Una storia dai valori autentici

Sarebbe davvero riduttivo descrivere Quando le montagne cantano, esclusivamente, come un romanzo famigliare in tempi di guerra, perché c’è molto di più di questo. Sicuramente i diversi conflitti sono degli eventi cruciali che segnano la vita dei personaggi, ma quello che colpisce è la loro grande forza di volontà.

Le protagoniste femminili hanno un ruolo preponderante nella storia. Prima di tutto, la nonna Dieu Lan che, da giovane, si ritrova sola a dover crescere cinque figli piccoli e deve rimboccarsi le maniche per farli sopravvivere, mentre nel mondo intorno a lei perversano violenza e povertà. Una donna che nel corso degli anni ha imparato a reinventarsi e vedere sempre il buono nel cuore degli altri.

Poi troviamo Ngoc, figlia di Dieu Lan e madre di Huong, che fa parte della generazione di mezzo, quella costretta ad andare in guerra. Ngoc è un medico che si ritrova segnata dal conflitto sul campo da battaglia, e che riuscirà a tornare a vivere davvero solo grazie all’amore della sua famiglia.

E poi c’è la dolce Huong, dapprima innocente e col tempo sempre più matura, che rappresenta un futuro di pace e di riscatto per tutta la sua famiglia.

L’amore per i propri cari è il fulcro del romanzo; i legami che continuano a resistere nonostante il tempo e la guerra, la riconoscenza e il rispetto per i propri defunti. Quando le montagne cantano ci insegna il valore della famiglia, unica ancora in mezzo alla tragedia e la sola casa da cui abbia senso ritornare.

Le sfide affrontate dal popolo vietnamita nel corso della Storia sono come montagne altissime. Se sei troppo vicino, non puoi scorgerne le vette. Ma, allontanandoti dalle correnti della vita, riesci a guardarle in tutta la loro maestosità

L’autrice

Nguyễn Phan Quế Mai è una giornalista e poetessa, nata in Vietnam nel 1973. Ha lavorato per anni come venditrice ambulante e coltivatrice di riso. Successivamente si è trasferita all’estero grazie a una borsa di studio che le ha permesso di dedicarsi all’analisi degli effetti a lungo termine della guerra. Attualmente vive a Giacarta con il marito e i loro due figli e lavora per diverse organizzazioni internazionali.

Nel 2023 ha pubblicato il suo secondo romanzo, tradotto in italiano dalla casa editrice Nord, dal titolo Dove vola la polvere.

Questo nuovo libro riporta dei temi cari al primo: la guerra, la famiglia e la speranza. Racconta la storia di tre vite segnate dai conflitti vietnamiti e costrette a prendere decisioni difficili. Sarano proprio queste scelte a legare i loro destini e guidarli lungo un cammino di riscatto e un futuro di pace.