19 Aprile 2024

Puttane per Gloria, il romanzo visionario di William T. Vollman

“Ho vissuto così a lungo senza dire la verità che ormai ho perfino smesso di mentire.”

Puttane per Gloria, il romanzo visionario di William T. Vollman pubblicato da Minimum Fax nella traduzione di Antonio Scurati, non è quello che sembra.

Nonostante il titolo, questo libro non racconta la prostituzione. La sfiora, talvolta, poi cambia strada e si sofferma sul dramma di un uomo solo davanti a uno specchio opaco. Jimmy, il protagonista, non riesce più a vedere Gloria, la cerca tra abbracci e ricordi che stanno svanendo.

Puttane per Gloria

C’era una volta un uomo che faceva una telefonata. […] L’uomo scoppiò a ridere, quindi riagganciò. Fece l’occhiolino a Laredo e poi si allontanò fischiettando come uno che se ne vada a spasso. Ma Laredo non era fessa. Sapeva che quel telefono pubblico era rotto da settimane. E sapeva che quell’uomo stava ancora piangendo.

Jimmy e Gloria

San Francisco, quartiere Tenderloin: il luogo più fatiscente e degradato della città, dove la gente riempie le strade del proprio vuoto interiore è il palcoscenico di questo romanzo. Passeggiando per le sue pagine, possiamo trovare tossici e malviventi agli angoli, puttane e transessuali lungo le vie buie e sgualcite anche in pieno giorno. Loro sono l’oscurità.

Jimmy è un reduce della guerra del Vietnam. Ha il volto triste, le spalle basse e incurvate, la testa pesante, ha ferite nell’anima, nel profondo di un corpo invece illeso.

Anche lui è oscuro come gli abitanti di Tenderloin. Le sue giornate trascorrono lente e vuote, senza uno scopo se non quello di pagare le donne per avere storie e finta intimità. Attraverso i loro racconti e le loro testimonianze vuole ritrovare Gloria, la bellissima prostituta della quale si è innamorato e che ha perduto.

Da quel momento in poi e per tutto il resto della vita non avrebbe avuto altra occupazione che quella di vedere Gloria e ricordarsi di lei, e […] andava sempre più convincendosi che avrebbe potuto farcela se solo non avesse dimenticato se stesso.

Il cuore si fa beffe della mente e l’uomo perde se stesso

Jimmy cammina con un solo desiderio e alle prostitute che incontra chiede molto più del sesso. A volte brama i racconti della loro infanzia, altre vuole solo cullarsi con loro tra le braccia di una nuova illusione.

Raccontami storie tristi. Ho bisogno che siano tristi così da poterle rendere allegre.

Il sesso diventa allora una moneta, il pedaggio per arrivare a una verità inventata che fa riposare il suo cuore. Prova a conoscere le prostitute per spezzettarle e ricreare Gloria. Così il lettore è confuso e nasce il dubbio.

Gloria è reale? Si è davvero innamorato di una puttana che ha poi perso oppure Jimmy sta cercando con disperazione e tristezza solo il risultato della sua mente anestetizzata?

Il mio consiglio è questo: fa’ pure, usa quelle puttane, prendi loro tutto ciò di cui hai bisogno, fa’ dei loro capelli i capelli di Gloria, se è questo che vuoi, fa’ dei loro occhi gli occhi di Gloria.

Un titolo geniale

Forse le storie non bastano, pensò. Ma no, devono bastare. Storie e capelli.

A un primo sguardo il titolo appare semplice, crudo e irriverente, ma semplice. Succede, di fare le Puttane per gloria: mai obbligate, solo per strada a far felici gli uomini, aprire le gambe e portare a casa una semplice ricompensa. O senza denaro.

Ma il titolo non parla di loro, la G è maiuscola, e ancora una volta svela il desiderio di Jimmy. Tutte queste donne che paga e che spoglia, dentro le quali prova piacere, esistono per lei, Gloria. Ogni notte cerca una puttana e i suoi racconti, le sue gambe aperte, solo per sfiorarla ancora una volta.

A loro ruba un istante, strappa capelli e una storia, sfiora la loro pelle chiudendo gli occhi e immaginando l’altra, la sola. Tutte queste puttane in cambio di un istante con Gloria.

L’autore e il traduttore dell’edizione Italiana

William T. Vollman è una figura di spicco della letteratura Americana degli ultimi trent’anni. Questo romanzo è stato scritto e pubblicato in America nel 1991: ora Minimum Fax pubblica la versione tradotta da Antonio Scurati e ci regala un romanzo onirico, adatto a chi è curioso dei labirinti della mente e le sue pieghe. L’America reduce dalla guerra del Vietnam è solo un pretesto, non aspettatevi giornalismo o fredda propaganda.

Lo stile del traduttore arricchisce la storia con un’immagine ben precisa: quello della poesia incastonata come una pietra preziosa nella roccia dura e sanguinante. Il risultato è un romanzo moderno, coinvolgente e diretto. Fa riflettere sul senso di una vita parallela a quella che ogni giorno ci sembra di respirare, impalpabile e trasparente, vera solo nelle nostre fantasie.

Vollman non è uno scrittore e non è un sopravvissuto, è molto più di questo.