Project Hail Mary, di Andy Weir
Project Hail Mary è un romanzo scritto dall’autore americano Andy Weir nel 2021 ed edito in Italia con Mondadori.
Si tratta del terzo romanzo di questo scrittore, già conosciuto nell’ambito della letteratura sci-fi contemporanea specialmente grazie al suo L’uomo di Marte (The Martian, 2014).

Una storia che, pur facendo parte del genere sci-fi, non ci propone guerre interstellari o battaglie all’ultimo laser.
Si tratta invece principalmente di un viaggio, che tuttavia ne contiene svariati: una spedizione nello spazio aperto con la salvezza del nostro Sole come obiettivo, un viaggio in una memoria compromessa e un esplorazione della solitudine, dell’accettazione e, inaspettatamente, dell’amicizia.
La trama: solo nello spazio aperto
Un uomo si sveglia e non riconosce il luogo in cui si trova. Non ricorda nulla del suo passato, a causa dell’amnesia causata da un lungo sonno. Ben presto, guardandosi intorno, prende atto di svariate informazioni piuttosto preoccupanti. Si trova all’interno di una navicella spaziale. Sta viaggiando nello spazio aperto. E i suoi due compagni di viaggio? Morti: nessun sopravvissuto, oltre a lui, al coma indotto per superare il viaggio.
Molto lentamente, l’uomo inizia a rimettere a posto i tasselli del puzzle della propria memoria: si chiama Ryland Grace e, sulla Terra, era un insegnante.
L’astronave è diretta verso il sistema Tau Ceti, a una distanza di circa 12 anni luce dalla Terra. Il motivo di questo viaggio? Il nostro Sole si sta affievolendo a causa di piccolissimi esseri – chiamati astrofagi dagli studiosi – che vivono nutrendosi dell’energia delle stelle, consumandole. Senza una soluzione, le conseguenze sarebbero catastrofiche per la vita sulla Terra.
Gli esperti hanno notato che lo stesso processo di affievolimento si stava verificando anche nel sistema Tau Ceti, ma la stella ha sviluppato un modo per resistere. La speranza è che, avvicinandosi a questa stella e studiandola, si possa trovare una soluzione per impedire l’affievolirsi del Sole, e di conseguenza, impedire un’estinzione di massa sulla Terra.
Ciò tuttavia non risponde a una domanda essenziale: cosa ci fa un insegnate delle scuole medie su una navicella spaziale?
La struttura del romanzo: binari paralleli
A livello strutturale, Project Hail Mary è molto regolare, eppure è proprio questa estrema regolarità a dare ritmo e a tenere vivo l’interesse.
Da un lato abbiamo il momento presente, Ryland che si sveglia nella navicella e tutto ciò che accade cronologicamente da quel momento in poi. I capitoli che narrano il presente, tuttavia, sono inframezzati da stralci del passato. Qui si trovano i pregressi, la vita di Ryland sul pianeta Terra, la scoperta sconcertante dell’imminente estinzione del genere umano, i passi studiati per prevenire tutto ciò, il motivo – all’apparenza inspiegabile – per cui proprio lui è stato scelto per la missione.
L’amnesia di Ryland diventa centrale in questo senso. Il non-ricordo diventa un escamotage letterario per permettere al lettore di incastrare da solo i pezzi del puzzle e ricostruire la cronologia degli eventi, in modo estremamente ben riuscito.
La piega inaspettata
Una volta raggiunta Tau Ceti la storia prende una piega improvvisamente diversa e inaspettata.
“Knock-knock-knock
No, that’s not creepy at all. Being in a spaceship twelve light-years from home and having someone knock on the door is totally normal.”
Da una storia di solitudine e sopravvivenza, veniamo catapultati nel bel mezzo di un incontro ravvicinato con un’entità aliena. Ed è così che facciamo la conoscenza di Rocky, l’alieno eridiano – il deuteragonista di questa storia. La stella del pianeta da cui Rocky proviene sta vivendo lo stesso problema del Sole e la sua specie ha pensato alla nostra stessa soluzione.
Grande all’incirca come un cane di grossa taglia, ha un aspetto ruvido e roccioso. La sua pelle è nera e viene descritto come simile a un ragno, con le sue cinque appendici che usa per spostarsi e lavorare. Ebbene sì, lavorare, perché Rocky è un ingegnere.
Primo contatto di collaborazione
Se, spesso, il primo incontro con la vita aliena è primariamente fonte di preoccupazione – chi sono questi esseri? cosa sono in grado di fare? sono pericolosi? – il contatto fra Ryland e Rocky è una ventata d’aria fresca.
Laddove troppo spesso il tipico alieno viene rappresentato con modi e fattezze fin troppo umanoidi, Rocky è plausibilmente strano. Respira non ossigeno ma ammoniaca, attraverso delle fessure che ha sul carapace. Non ha occhi e usa l’ecolocalizzzione per muoversi e non ha gli organi adatti per poter parlare.
Tuttavia, nonostante le innegabili differenze, tra Ryland e Rocky si innesca presto un senso di collaborazione, un obiettivo comune. La consapevolezza che, per salvare le rispettive stelle, lavorare insieme è l’opzione migliore per entrambi.
“I am sad also. But we not be sad for long. You are scientist. I am engineer. Together we solve.”
I due finiscono per legare grazie alla loro esperienza comune di viaggiatori solitari, lontani anni luce dal proprio pianeta e ciò che ne emerge è un’amicizia tanto inaspettata quanto divertente, ma anche commovente.
Particolarmente interessante è l’aspetto linguistico. Ryland, per tentare di comprendere i suoni con cui Rocky si esprime, programma un software sul suo computer per calibrare i significati delle note e convertirli in parole a lui comprensibili. Gli scambi di battute che ne seguono sono divertenti e punzecchianti, e ci permettono di conoscere più a fondo la specie eridiana e il pianeta da cui proviene. Eppure, allo stesso tempo, Rocky diventa anche uno specchio e attraverso i suoi non-occhi riusciamo a scovare tutte le piccole stranezze, le bizzarrie e le particolarità così tipiche dell’essere umano.
Considerazioni finali
Project Hail Mary è un romanzo complesso, che si presenta con uno stile ritmato, alternando momenti di grande leggerezza e ilarità a momenti estremamente disperati. Si viaggia su una linea sottile, in precario equilibro fra l’amore per la scienza e la scoperta, e la vastità delle conseguenze in caso di fallimento.
Weir propone con questo libro alcune idee innovative e interessanti, è per lo più ben studiato e, soprattutto, racconta una storia avvincente con personaggi divertenti, complessi e singolari.
Project Hail Mary è allora un libro che, va da sé, possiamo suggerire agli appassionati del genere fantascientifico. Tuttavia, potrebbe risultare una lettura interessante anche per coloro che amano assaporare e ricostruire i tasselli di una storia da soli, lentamente, e per chi cerca storie con amicizie non convenzionali, inaspettate, ma in ogni caso vere e toccanti.