Poema Nero di Alessio Miglietta
Non è facile per un autore italiano poco conosciuto buttarsi in forme narrative che escono dai soliti schemi, Alessio Miglietta, invece, non si è preoccupato delle necessità di mercato quando ha scritto il suo Poema Nero, un’opera in versi dalla mole impegnativa.

Ritorno alla tradizione
Scegliere nel 2024 di comporre un poema al posto di un’opera in prosa è già di per sé segno di rottura con la contemporaneità, Miglietta lo sa bene. E la tradizione è un po’ il punto di arrivo verso cui tende Poema Nero, lo si capisce dal senso di estraneità che pervade fin dall’inizio l’io narrante.
Quest’è la porta che divide mondi
alla scoperta di sé stessi, un viaggio
che mira agli universi più profondi
verso l’identità, verso il coraggio
e il proprio scopo lungo un’esistenza.
L’autore si ispira a un modello altissimo, la Divina Commedia di Dante Alighieri, con l’aspirazione di creare un’opera di valore che, come quella dantesca, affronti temi universali e profondi. Poema Nero richiama la struttura e la missione dell’opera dantesca, affrontando il dolore esistenziale, la riflessione e il pentimento, e l’amore universale. L’autore narra un’esperienza personale che diventa paradigmatica, mirata a giovare al prossimo e recuperare l’intento edificante della tradizione letteraria.
Un’opera impregnata di contemporaneità
L’opera si confronta con la società contemporanea, caratterizzata da apparenze e crisi di valori, mercificazione e banalizzazione di ideali. Miglietta si sente estraneo a questo mondo e il poema riflette questa sensazione, esprimendo una duplice percezione emotiva: da un lato, l’aspirazione all’unicità e la resistenza all’omologazione; dall’altro, la solitudine che ne deriva. La poesia diventa un mezzo di autoanalisi e di critica sociale, un percorso di introspezione che affronta il male di vivere e la depressione.
È quasi come essere felice
eppure è il quasi a far la differenza.
Quel vuoto grande è ormai una cicatrice.
Ricordo solo qualche ricorrenza
ingoio odio e vomito spavento.
Nell’aria si dirada la mia assenza.
Nonostante la consapevolezza del dolore e della sofferenza, l’autore trova un barlume di speranza nell’amore, specialmente quello per la figlia, che lo spinge a combattere il dolore e a cercare una redenzione. La genitorialità rappresenta una rinascita, una possibilità di emancipazione e di trasmissione di valori, pur con il timore di trasmettere anche il proprio male di vivere. Questo tema viene universalizzato, riflettendo sul potenziale delle nuove generazioni di costruire una società più sana basata sulla fratellanza.
Lo stile
Poema Nero si distingue per la sua variazione tonale, dal lirismo all’invettiva, e per i suoi richiami alla tradizione poetica italiana e classica. L’opera utilizza figure retoriche ricercate, senza mai risultare vuota o ostentata. L’autore, attraverso un dialogo sincero con il lettore, offre spunti di riflessione sulla realtà interiore e circostanziale, delineando un itinerario poetico coerente e vicino al vissuto di ciascuno.
Così la delusione, che separa
tutte le mie emozioni ormai spezzate,
centrifuga la mia esistenza amara;
lascia sul fondo le notti stellate
portando a galla, liquida, la pena.
L’opera vuole essere una dichiarazione di intenti, un richiamo all’arte come pura creazione, libera da vincoli e gratificazioni effimere. Con il coraggio di rischiare l’incomprensione, l’autore si propone di dimostrare che la qualità paga sempre, mantenendo una visione estetica ed etica forte e duratura.
Da leggere se…
Poema Nero è consigliato agli amanti della poesia classica e della letteratura italiana. È ideale per chi cerca riflessioni profonde su temi contemporanei come la crisi dei valori e il conflitto tra individuo e società.