Poco mossi gli altri mari di Alessandro Della Santunione

Edito dalla casa editrice Marcos y Marcos nella collana Gli Alianti il 15 febbraio 2023, Poco mossi gli altri mari è il frizzante romanzo d’esordio di Alessandro Della Santunione.

Autore: Alessandro Della Santunione

Anno di pubblicazione: 2023

Casa editrice: Marcos y Marcos

Collana: Gli Alianti

Numero di pagine: 160

Trama

Accompagnati dal tono ironico del protagonista e narratore, veniamo catapultati nella casa di via Ori 14, a Campogalliano, nella pianura emiliana.

Il fulcro della storia – o, per meglio dire, quasi l’intera storia – si svolge all’intero di questa casa, abbastanza ampia per contenere al suo interno, con una divisione degli spazi che si espande e si restringe a mo’ di fisarmonica, un’intera famiglia.

Al suo interno, infatti, troviamo bisnonni, nonni, genitori, figli con i rispettivi partner – e, perché no, anche con fidanzati e fidanzate di vecchia data, pronti a formare una sorta di «cognateria minore» –, costretti tra le stesse mura, dove faticano addirittura a ricordare e riconoscere il proprio ruolo nei rapporti familiari.

Insomma, se già qui la situazione sembra strana, aspettate di scoprire la cosa assurda: da quando vivono tutti assieme, in quella famiglia non muore mai nessuno.

«Con la mia famiglia avevamo deciso di rimanere uniti. Per una serie di motivi che ora non ho voglia di spiegare, in seguito alle vicende che fecero del precedente un anno molto triste per tutti noi, mio padre decise che avremmo adottato uno stile di vita socialdemocratico patriarcale di sua progettazione. Questo ci avrebbe permesso di ottimizzare le risorse individuali e non disperdere, a suo dire, un non meglio specificato patrimonio. A seguito di questa decisione, che prendemmo tutti molto seriamente, però non morì più nessuno.»

Sin dall’incipit il lettore si ritrova ingarbugliato in una storia paradossale, la cui illogicità aumenta man mano che sulla pagina compaiono i personaggi. Indimenticabili, ad esempio, la bisnonna e i nonni della famiglia, gli ormai ultracentenari che l’ispettore dell’INPS visita per verificarne il diritto alla pensione; lo zio Mario, muratore tuttofare, un senza Dio («“Seinza Crest!”») che irrompe nelle conversazioni di famiglia mostrando sempre un punto di vista originale sulle questioni di volta in volta discusse, e che terrorizza il protagonista nei suoi sogni:

«Una volta ho incontrato questo mio zio nel corridoio di casa. Era in tuta da muratore, a torso nudo, e mi ha guardato con uno sguardo luciferino, molto enigmatico. Poi quasi sibilando mi ha detto “Tu lo sai chi sono io” e ha cercato di strangolarmi. Questo è chiaramente avvenuto in un sogno.»

Durante il racconto delle giornate in questa famiglia bizzarra, a un certo punto avviene qualcosa ancora più inaspettato della loro, ormai, immortalità: qualcuno muore, e quel qualcuno è Dio.

Come reagiscono gli abitanti di via Ori di fronte a questa tragedia? C’è chi elabora teorie assurde sul divino e sulla creazione del mondo, c’è chi si limita a un tiepido sconforto, c’è chi si dispera e organizza una veglia funebre nonostante non ci sia nessuna salma. Infine, tutti insieme, per sopperire alla grave perdita, indirizzano il loro amore verso qualcun altro.

Considerazioni

Poco mossi gli altri mari è una lettura che intrattiene e diverte, dialogando e strizzando l’occhio al lettore, rendendolo complice dei fatti narrati, ma che, al contempo, lascia che si affacci alle porte della coscienza, instillandogli una necessità di riflessione. La bravura di Della Santunione non risulta solo nella capacità di far ridere e riflettere – e in alcuni punti anche commuovere –, ma anche nell’abilità di entrare nella coscienza del lettore, sia mantenendo un tono ironico, sia tramite momenti di improvviso lirismo, d’altronde anch’esso ironizzato: come accade nel sesto capitolo, intitolato: Giorni nascosti (Una parentesi di inutile lirismo).

In questa favola dolceamara Alessandro Della Santunione sorprende il lettore il quale, man mano che si lascia coinvolgere dall’assurdità su cui si basa la storia, inciampa su uno squisito gioco letterario, ricco di citazioni – esplicite, come quella al capolavoro di Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, ma anche più sottili, come quella a I sommersi e i salvati di Primo Levi oppure a Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio – e di rimandi ad altre opere della letteratura, come emerge, ad esempio, nelle riflessioni sul dialetto e sul sentimento religioso, che richiamano alla memoria il Luigi Meneghello di Libera nos a Malo.

«Io scrivevo che a volte mia madre parlava in dialetto e a me piaceva molto, perché quando lo faceva sembrava un’altra persona, si vedeva che le cose che diceva in dialetto le aveva pensate proprio lei mentre invece certe volte in italiano sembrava stesse ripetendo delle cose dette da qualcun altro. Intuivo, questo lo dico adesso, una padronanza di pensieri diversa, molto più profonda. Io da lei avrei voluto essere amato in dialetto, per dire.»

I temi toccati in Poco mossi gli altri mari sono molteplici, tra di essi spicca senza dubbio quello relativo allo scorrere del tempo, alla necessità della morte, alle complicazioni del divario generazionale. Non manca, inoltre, una critica alla società moderna, con risvolti dal taglio satirico. Commoventi, in particolare, le riflessioni dedicate ai legami umani, alla genitorialità, al sentimento d’appartenenza:

«[…] dov’era la casa di mia madre, dov’erano le sue parole? Non c’è disgrazia peggiore di questa, e chiunque sia stato separato dal proprio alfabeto lo sa. Insieme alla sua casa, la casa dove era nata, un intero mondo, il suo mondo, il suo parlare, il suo dialetto, tutto era stato straniato dal nostro presente. Questa mancanza avrebbe lasciato fame di parole in qualunque cosa ci fosse capitato di amare. Un vago sentimento di rabbia gettò la sua ombra inutile tra le tante di un paese così piccolo e crudele.»

Come in tutti i libri ben riusciti, Poco mossi gli altri mari è il ritratto di una storia individuale – o forse, in questo caso, sarebbe meglio dire “singolare” – che oltrepassa i propri confini e diventa una storia universale.

Un’ottima prima prova quella di Alessandro Della Santunione. Non ci resta che aspettare i suoi prossimi romanzi!