Piccole cose da nulla e Un’estate di Claire Keegan

Claire Keegan è una scrittrice irlandese di romanzi brevi e racconti che ha vinto il Premio Rooney per la letteratura irlandese con la raccolta di racconti Dove l’acqua è più profonda (Neri Pozza). È arrivata in Italia grazie a Einaudi, nel 2022, con Piccole cose da nulla (finalista del Booker Prize) e nel 2023 con Un’estate, considerato dal Times uno dei migliori romanzi del XXI secolo. Due titoli che vi consigliamo di leggere e regalare, magari a Natale, a chi non ama leggere libri molto lunghi.

Piccole cose dal nulla

Siamo nel 1985, Bill Furlong è titolare di un’azienda che consegna legname e carbone in tutto il villaggio ed è un padre di cinque figlie, oltre che marito di Eileen. I giorni di Natale si avvicinano e così anche le consegne da fare, perché nessuno vuole restare al freddo mentre fuori imperversa una neve gelida.

Bill conosce tutti gli abitanti della sua cittadina e sa bene quanto sia frequente la povertà e il gelo nelle case. Per questo non si tira mai indietro per aiutare il prossimo, donare qualche spicciolo o aiutare la gente in difficoltà. Lo fa, soprattutto, perché a causa della sua infanzia sa benissimo quanto possa fare la differenza ricevere un aiuto. Sa bene quanto sia stato fortunato nella sua vita.

Senza sapere chi sia il padre, Bill e sua madre sono stati accolti da una donna che li ha tenuti con sé come parte della famiglia, senza fargli mancare nulla. Se Bill è in grado di leggere, lavorare e non avere freddo è grazie agli insegnamenti e all’affetto che ha ricevuto da quella anziana signora.

Sarebbe stata la cosa più facile del mondo perdere tutto, Furlong lo sapeva. Anche se non andava chissà dove, un po’ si spostava anche lui, e di disgraziati ne aveva visti parecchi in giro per la città e sulle strade di campagna. Le file per il sussidio di disoccupazione erano sempre più lunghe.

Per questo motivo Bill Furlong è generoso e gentile con tutti, come se dovesse ricambiare la gentilezza ricevuta in passato. Cerca di spiegarlo a sua moglie Eileen che, invece, è più rigida e pensa di dover dare conto solo alla sua famiglia, ignorando gli altri. Lei stessa dice che ognuno è causa del suo male. Bill, al contrario, è molto attento alle piccole cose del mondo e si fa un sacco di domande sulla moralità e la compassione dell’uomo. Ci ragiona tutto il giorno, sia sul suo camion delle consegne che di notte a casa sorseggiando tè davanti alla finestra.

Tutto però cambia quando un giorno, mentre Bill Furlong porta un carico di carbone al convento delle suore, si ritrova a fare una conoscenza inaspettata. Quello che si scatena è un’imprevedibile successione di eventi che non lascerà più in pace la sua coscienza. Bill sarà costretto a interrogarsi profondamente su ciò che è giusto o sbagliato e dovrà fare una scelta che cambierà il corso della sua vita.

Per ottenere il meglio dagli altri bisogna sempre trattarli bene.

In 90 pagine, Claire Keegan ci consegna un fatto di cronaca realmente accaduto, romanzato dietro una storia di compassione e salvezza. Piccole cose da nulla porta a galla una questione scottante accaduta nel ‘900 in Irlanda: le Magdalene Laundry, un buco nero nella della storia irlandese. Queste lavanderie erano luoghi, finanziati dalla chiesa cattolica, dove venivano nascoste donne “non desiderate”, tenute prigioniere e costrette a lavorare senza un briciolo di dignità. Le stime contano circa dieci-trentamila donne coinvolte, e con loro migliaia di neonati morti in questi istituti o dati in adozione (senza consenso).

[…] si ritrovò a domandarsi che senso aveva essere vivi se non ci si aiutava l’un l’altro. Era possibile tirare avanti per anni, decenni, una vita intera senza avere per una volta il coraggio di andare contro le cose com’erano e continuare a dirsi cristiani, a guardarsi allo specchio?

Un’estate

Irlanda, anni ’80. In un’estate dal clima rovente, una bambina viene scaricata, per la stagione estiva, da un padre rude a casa di alcuni parenti, i Kinsella. Le cause di questo quasi-abbandono sono la povertà della numerosa famiglia della bambina e l’arrivo di un ulteriore fratellino.

Una domenica mattina presto, dopo la prima messa a Clonegal, invece di portarmi a casa, mio padre si inoltra per la contea di Wexford e guida in direzione della costa: è da lì che viene la famiglia di mia madre.

John e Edna Kinsella sono una coppia senza figli che vive in maniera più agiata e può occuparsi della bambina senza problemi. Sono contadini di campagna ma hanno un animo nobile e gentile che la bambina non ha mai visto in nessuno della sua famiglia. John è un bravo uomo, lavoratore instancabile e marito presente; Edna è affettuosa, sorridente e un’ottima padrona di casa. Quello che emerge nel racconto della coppia però è una triste realtà che farà capire meglio le loro personalità e la motivazione di quella accoglienza.

Una parte di me vuole che mio padre mi lasci qui mentre un’altra vuole che mi riporti a casa, alle cose che conosco.

I Kinsella accolgono la bambina con pazienza, amore e gentilezza trattandola come se fosse una figlia. Lungo l’estate che le insegnerà cos’è l’amore familiare, la bambina cresce e si affeziona tantissimo ai Kinsella imparando il rispetto e la gentilezza incondizionata. Cose che non ha mai imparato dalla sua famiglia, rozza e violenta.

Anche con questo libro piccolissimo (circa 70 pagine), Claire Keegan riesce a delineare benissimo e senza giri di parole un’ambientazione chiara e vivida. Ci insegna, ancora una volta, quanto siano importanti l’accudimento e la protezione dei genitori, oltre che la gentilezza degli altri. Perché, in fondo, la vera famiglia è quella che ognuno si sceglie: le persone che consentono di sentirsi accolti, amati e al sicuro.

Le sue mani sono come quelle di mia mamma ma hanno anche qualcos’altro che non ho mai sentito prima e a cui non so dare un nome. Continuo a non trovare le parole ma questo è un posto nuovo, servono parole nuove.