Pechino pieghevole di Hao Jingfang: l’ultra-irrealismo 超幻 nella fantascienza cinese

Pechino pieghevole è una raccolta di racconti nati dalla penna dell’autrice cinese Hao Jingfang (郝景芳), editi in italia da Add Editore.

In Cina il titolo originale della raccolta è The Depth of Loneliness (孤独深处, Gūdú shēn chù), mentre la pubblicazione italiana prende il titolo dal primo racconto che compone l’opera.

Il racconto Pechino pieghevole è uno dei più famosi dell’autrice, nonché vincitore del Premio Hugo 2016, una delle più importanti competizione nell’ambito della letteratura fantascientifica.

Qualche parola sull’autrice

Nata nel 1984 a Tianjin, dopo aver vinto nel 2002 il primo premio al New Concept Writing Competition, Hao Jingfang ha continuato la sua carriera letteraria pubblicando due romanzi, saggi culturali e numerosi racconti. Laureata in Fisica, Economia e Management, attualmente lavora come ricercatrice presso la China Development Research Foundation a Pechino.

Nel 2016 vince il Premio Hugo per il miglior racconto con Pechino pieghevole, diventando la prima donna cinese a vincere il Premio Hugo.

La nuova corrente letteraria dell’ultra-irrealismo

Le opere di Hao Jingfang vengono spesso collegate ad un nuovo genere letterario che sta scuotendo la Cina: il chaohuan 超幻.

Lanciato da Ning Ken, autore pechinese, chaohuan può essere tradotto come ultra-irrealismo. Alla lettera sarebbe “superare l’irreale” o “superare l’immaginario”. L’ultra-irrealismo non inventa niente, è la descrizione della quotidianità cinese: una realtà che è quasi diventata una allucinazione. Basti pensare a quanto Pechino pieghevole si avvicini al progetto di costituire Jing-Jin-Ji, la megalopoli da 130 milioni di abitanti che tiene insieme l’attuale Pechino, Tianjin e la provincia dello Hebei.

L’ultra-irrealismo condivide somiglianze con il genere del realismo magico, caratterizzato dalla rappresentazione di eventi fantastici in mondi razionali e banali. Uno stile letterario universalmente adottato, inventato dai tedeschi e reso popolare dai latinoamericani, il realismo magico è stato utilizzato per commentare lo stato surreale della società contemporanea nel secolo scorso. Alcuni degli autori più famosi che rientrano nel genere del realismo magico sono Gabriel García Márquez Franz Kafka e Haruki Murakami.

Come il realismo magico, l’ultra-irrealismo riflette l’esperienza della vita quotidiana in società spesso dominate da poteri centralizzati, in cui eventi bizzarri vengono normalizzati. Tuttavia, l’ultra-irrealismo si concentra su eventi della vita reale, non su eventi soprannaturali.

Trama e composizione della raccolta

L’opera è composta da undici racconti brevi, ognuno con le proprie caratteristiche e tematiche.

La raccolta esordisce con il racconto che dà il titolo anche alla pubblicazione italiana, ossia Pechino pieghevole.

Dimentichiamoci della Pechino che tutti noi conosciamo e diamo il benvenuto a Pechino3. La città è suddivisa in tre spazi e le ventiquattro ore di ogni giorno sono state frazionate: dalle sei del mattino alle sei del mattino seguente c’è lo Spazio Uno, nel quale vivono cinque milioni di abitanti; l’orario dello Spazio Due è dalle sei del mattino del secondo giorno fino alle dieci di sera, qui vivono venticinque milioni di persone; lo Spazio Tre conta ben cinquanta milioni di abitanti, ai quali sono riservate solo otto ore, dalle ventidue alle sei del giorno seguente. La città si piega e si avvolge su se stessa ogni volta che il lasso di tempo prestabilito finisce.

Numerosi sono i temi trattati già nel primo racconto: dall’economia verde a quella del riciclo, alla disuguaglianza sociale e disparità. Ciò che si nota fin da subito è l’estrema umanità nel modo di narrare di Hao Jingfang: l’autrice pone importanza ai sentimenti dei suoi protagonisti, tratto che ritroveremo nella maggior parte dei racconti inclusi in questa opera.

L’arpa tra cielo e terra e Al centro della prosperità sono due racconti che formano un’unica storia. Nel primo abbiamo come protagonista Chen Jun, giovane musicista che si unirà al suo professore di musica in un’opera straordinaria: la creazione di un’arpa alta 5800m per cercare di sconfiggere i metalieni, popolo extraterrestre creatore della colonia Shangri-la sulla Luna. Al centro della prosperità vede come protagonista la fidanzata di Chen Jun, A Jiu. Anch’essa musicista, si ritroverà a partecipare all’esperimento del maestro Lin, ma per motivi più particolari: ha infatti preso un accordo con i metalieni pur di diventare famosa. Ma dopo aver scoperto i meschini piani dei metalieni, A Jiu cerca di allontanarsi da loro aiutando a distruggerli.

Il quinto racconto intitolato L’ultimo eroe è quello che mi ha incuriosità di più, assieme a Pechino pieghevole.

La società è composta da cloni che coesistono fra di loro e il cui destino è già prestabilito. Incontriamo SJ 47, ultimo dei suoi cloni, portavoce di una teoria singolare: l’individualismo autonomo.

In un mondo dove la libertà individuale viene osteggiata per una macrolibertà del mondo, individui come SJ 47 sono ricercati ed eliminati il prima possibile. Fondamentale è anche l’eliminazione di ogni prova della sua teoria e, soprattutto, del libro contenete le idee “sovversive” di SJ 47. Quando cercherà di scappare dai persecutori nascondendosi in un magazzino, SJ farà conoscenza con Parnod 32. Personaggio particolare: cresciuto con uno dei suoi cloni come fossero fratelli, la sua vita è contraddistinta dal lavoro di magazziniere. Parnod consegnerà poi ai persecutori SJ 47 e con lui anche la teoria dell’individualismo autonomo.

I persecutori setacciano a fondo tutto il magazzino non trovando nulla riconducibile al libro di SJ 47 e a prove riconducibili alla sua ideologia, ma per sicurezza distruggono tutto l’arsenale e addirittura triturano la divisa di Parnod 32. Ma si è davvero sicuri che l’individualismo autonomo sia stato sradicato completamente?

Considerazioni personali

La raccolta di racconti fantascientifici di Hao Jingfang mi incuriosì fin dall’annuncio, ma purtroppo le alte aspettative non sono state pienamente soddisfatte.

Lo stile di scrittura dell’autrice è scorrevole, ma a tratti difficile da seguire: spesso include “spiegoni” scientifici complessi e difficili da decodificare. Si nota la volontà dell’autrice di trattare temi importanti e attuali nella società cinese: il riciclo, l’importanza dell’individualità, i sentimenti umani, le disuguaglianze sociali, l’importanza dell’istruzione ecc.

Molti dei racconti all’interno dell’opera hanno poco a che vedere con la fantascienza, probabilmente solo i primi che si incontrano nella lettura sono riconducibili a questo genere, mentre i seguenti sono per lo più storie ambientate in un futuro prossimo sviluppato tecnologicamente o semplici storie con qualche dettaglio fantasioso e magico.

Un particolare che ho notato è il calo di qualità man mano che si proseguiva nella lettura: gli ultimi racconti non hanno la stessa potenza e la stessa forza che troviamo nei primi racconti e ciò mi ha portato a concludere con difficoltà il libro.

Bibliografia

Hao Jingfang, Pechino Pieghevole, Add Editore, 2020

Sitografia

Wikipedia, Hao Jingfang

Battaglia G., Piccola introduzione all’ultra-irrealismo, pubblicato il 11/01/2017 su prismomag.com

Matei A., A new literary genre critiques the scariest, most unbelievable part of life in China—reality, pubblicato il su 20/09/2016 su qz.com

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