Nuove uscite Aprile 2026

Cosa leggere nel mese di Aprile? Scoprite con noi le nuove pubblicazioni primaverili delle nostre case editrici preferite.

Un desiderio smisurato di amicizia di Hélène Giannecchini

In uscita l’1 aprile.

Hélène Giannecchini è cresciuta con una madre, due padri e una loro amica. E poi è diventata grande con Myriam, fidanzata che le ha insegnato il dolore e la gioia delle battaglie contro l’AIDS in Francia; con le amiche di una vita, compagne di silenzi e intimità; ma anche con Monique Wittig, Audre Lorde, Virginia Woolf, Donna Haraway, numi tutelari e modelli di pensiero. Il suo albero genealogico ha poco a che fare con la biologia. In fondo, è solo con quella che si fa una famiglia? Se a volte i parenti sono solo foto in un album, allora possiamo comporre il nostro come preferiamo. Ed è dalle foto che parte Giannecchini: quelle che trova nei mercati delle pulci parigini e nelle ricerche d’archivio, di coppie queer costrette a nascondersi a cui ridare se non una voce, almeno una storia. Quelle di Casa Susanna, isola felice nel pieno dell’America maccartista, dove padri di famiglia possono vestirsi da donna e posare davanti all’obiettivo. E soprattutto, quelle di Donna Gottschalk, fotografa newyorkese delle ultime e delle emarginate, con cui la scrittrice trova una profonda comunanza. Un mosaico di storie del passato, alternate a quelle del presente: i gesti di cura, i litigi e le gioie della famiglia elettiva dell’autrice e le sue amiche. Perché sono tutti esempi di amicizia quelli che racconta Giannecchini, scavando nella sua biografia e negli archivi della comunità LGBT+: una forza politica e creativa per fondare un nuovo modo di stare insieme, la sola possibile alternativa alla solitudine.

Il dormiente di Johan Ehn

In uscita il 3 aprile.

Christian è giovane, bello e inquieto, in lotta con un passato segnato dall’alcol e da un cuore spezzato. Quando incontra la “Fonte della Conoscenza”, crede di aver finalmente trovato uno scopo. Ma la promessa di salvezza richiede un prezzo altissimo: rinnegare sé stesso. Per la dottrina, infatti, la sua omosessualità è un ostacolo al risveglio spirituale. Tra meditazione, visioni e la misteriosa Eden House sulle scogliere della Cornovaglia, Christian dovrà scegliere tra appartenenza e libertà. Ispirato a fatti reali, un romanzo intenso sulla manipolazione della fragilità umana e sulla difficile riconquista della propria identità.

Sei giorni a Bombay di Alka Joshi

In uscita il 3 aprile.

È un giorno del 1937, al Wadia Hospital di Bombay, quello in cui l’infermiera ventenne Sona accoglie tra i pazienti Mira Novak, pittrice di fama internazionale. Non è occasione felice, ma Sona è comunque entusiasta di assistere questa donna di mondo, dall’aspetto regale e lo sguardo come una calamita, che le permette di intravedere una vita meravigliosa finora solo immaginata. Le due donne trovano una sintonia speciale e nel corso di sei giorni di convalescenza la pittrice ammalia Sona con i racconti dei suoi viaggi, le sue audaci esperienze artistiche e i suoi tanti amanti sparsi per l’Europa. Ma, in modo inaspettato, le condizioni di Mira precipitano. Tutti sono chiamati a rispondere di quel decesso improvviso, anche se è l’infermiera a finire in cima alla lista degli indagati: la sua piccola vita è ribaltata, non certo nel modo in cui sognava. Sona è costretta a lasciare l’ospedale, ma il pensiero di Mira non la abbandona e la spinge verso l’Europa, in un errare che è insieme fuga e ricerca, mentre il continente è sull’orlo dell’apocalisse. Immergendosi sempre più nel passato della pittrice, Sona scoprirà quanto insondabili possano essere le vite che crediamo di conoscere – e quanto coraggio occorra per riscrivere la propria storia.

La vendetta è un ballo in maschera di Francesca Crescentini

In uscita il 7 aprile.

C’è chi, scoprendo che non hai letto “Il conte di Montecristo”, ti guarda con superiorità. C’è chi invece ti sorride e ti dice: “Beato te, hai ancora tutto il piacere della lettura davanti”. In quest’opera, Francesca Crescentini bussa alla porta di Alexandre Dumas, entra nelle sue pagine e non ne esce più per un anno intero. Nasce così un libro che non è né semplice diario di lettura, né biografia, né saggio: è un viaggio parallelo, un dialogo a distanza tra una lettrice contemporanea e un eroe oltraggiato di due secoli fa. Edmond Dantès ha iniziato a vendicarsi nel 1844 e, a quanto pare, non ha ancora finito. Francesca lo segue passo passo, si lascia contagiare dalla sua rabbia lucida, dal suo piano meticoloso, dalla sua ostinazione a non accettare il destino che gli è stato imposto. Mentre legge, cammina per i boulevard parigini dove Dumas ha vissuto e amato, visita le isole che custodiscono il tesoro del Conte, raccoglie aneddoti sulla genesi del romanzo, sulle sue ossessioni, sulle sue donne, sul suo appetito insaziabile di vita. Ma soprattutto si chiede cosa significa, oggi, pretendere giustizia e cosa significa “vendicarsi” senza diventare mostri. Con uno stile brillante, l’autrice trasforma la rilettura di un grande classico in un viaggio insieme intimo e condiviso. 

Il pericolo delle piccole cose di Caryl Lewis

In uscita il 7 aprile.

L’arte come arma, la resistenza come scelta. Il mondo è finito anni prima che chiunque se ne rendesse conto, nel silenzio più assoluto. Non avevano saputo vedere il pericolo delle piccole cose, immagino. Avevano pensato che i bisbigli si potessero ignorare. Non avevano capito che sarebbe bastato un solo filo per disfare un intero arazzo, o una sola ape per distruggere il mondo. Un’emozionante distopia al femminile che segue le orme de Il racconto dell’ancella.

Un cane alla mia tavola di Claudie Hunzinger

In uscita il 7 aprile.

Una baita isolata dal mondo, un’esistenza dura ma appagante. Un cane che arriva per portare, pur con la sua sofferenza e le sue ferite, una ventata di nuova vita. Sophie, un’anziana scrittrice, vive in montagna con il suo compagno Grieg. Qualche anno prima, delusi dalla società e dalla politica, hanno deciso di vivere isolati dal mondo, con poco o nulla – niente acqua corrente, nessun comfort. Solo la natura, intorno, e tanti libri. Un giorno, un cane mai visto si avvicina alla casa, e a Sophie. È un randagio, una femmina. Emaciata, i segni della violenza sul corpo. Sophie in cuor suo la adotta subito e la battezza Yes. Ma dopo aver mangiato e bevuto, Yes scompare per giorni, sospettosa, forse, degli uomini. Tornerà dopo qualche tempo, quando Sophie sarà a sua volta rientrata da un breve viaggio per presentare il suo ultimo libro. È l’inizio di un rapporto forte, di profonda fusione, tra i due moderni eremiti e l’animale, grazie al quale Sophie imparerà il difficile equilibrio tra amore, possesso e libertà.

La perfezione dei finali imperfetti di Kim Andrea Brofeldt

In uscita il 7 aprile.

A cinquant’anni, Sarah ha costruito la sua esistenza attorno a una serie di gesti ripetuti, rassicuranti, quasi sacri. Lavora in una casa di riposo e lì, giorno dopo giorno, assiste a piccole storie che si interrompono: un puzzle lasciato a metà, una sciarpa mai finita, un libro giallo da terminare. Sarah non sopporta l’idea che qualcosa resti incompiuto. Così, con una delicatezza che sfiora la devozione, è lei a portare a termine ciò che gli anziani non hanno fatto in tempo a concludere: sistema l’ultima tessera, tira l’ultima maglia, legge ad alta voce gli ultimi capitoli davanti a una tomba. Per Sarah quei finali perfetti sono un dono, un modo delicato di restituire dignità. Ma forse, sotto sotto, sono anche un rifugio: un modo per non dover mai iniziare davvero la propria storia. Sulle sue spalle pesa un passato difficile, un rapporto irrisolto con il padre, parole mai dette e una vita che ha preferito sospendere. Poi arrivano due incontri che cambiano tutto. Mehmet, il fiorista del quartiere, con i suoi riti legati al numero tre, il profumo di rose e tazze di tè condivise, le fa riscoprire il piacere di stare accanto a qualcuno. E quando la vicina le affida per un po’ il piccolo Bastian, per poter stare accanto alla sorellina malata, in Sarah scatta qualcosa: i bambini non hanno finali da completare, ma pagine bianche da riempire e una vita intera, tutta da scrivere. Sarah inizia a capire che forse non è più tempo di collezionare finali, ma di concedersi un inizio.

Persone come noi di Jason Mott

In uscita l’8 aprile.

Due scrittori afroamericani cercano il loro posto in un mondo segnato dalla violenza armata. Il primo, Soot, è perseguitato dal dolore per la morte della figlia Mia, che si è tolta la vita con un’arma da fuoco: torna ossessivamente ai suoi ricordi per capire che cosa avrebbe potuto fare per impedirlo. Ma il presente lo reclama: sta per tenere un discorso in una scuola dove è avvenuta una strage, e il suo trauma si intreccia con quello della comunità. Il secondo, senza nome, dopo aver vinto un grande premio letterario attraversa l’oceano per un tour in Europa, armato del suo “pezzo del Secondo Emendamento”. Un aristocratico francese gli propone di rimanere, offrendogli un rifugio dal razzismo e dalla violenza quotidiana che lo attendono in America. Accoltellato durante il tour, la pistola che avrebbe dovuto proteggerlo diventa l’arma con cui uccide per errore il suo assistente Dylan, chiamato “il ragazzino”: un singolo, assurdo gesto che condensa tutte le vite spezzate dalle armi. Viaggi nel tempo reali o metaforici, doppi e reincarnazioni, sogni e visioni si accumulano, mentre le due storie parallele avanzano fino a sfumare l’una nell’altra. Spietatamente satirico e profondamente empatico, People like us è una celebrazione dell’amore ma anche una dolorosa riflessione sull’essere visti in un mondo che non ci assomiglia più.

Operazione Shylock di Philip Roth

In uscita l’8 aprile.

Nella sua burrascosa carriera, Philip Roth ci ha abituato alle più spericolate acrobazie narrative, ma mai ha osato tanto quanto in Operazione Shylock, dove, per dire e fare tutto ciò che vuole, ha sentito il bisogno di misurarsi con il suo più temibile avversario: un altro Philip Roth – stesso nome e stessi connotati, solo il nomignolo Moishe Pipik a distinguerlo da sé. Mai il tema del Doppio è stato usato in un romanzo con un tale autolesivo virtuosismo. Roth azzanna sé stesso come essere umano, come ebreo, come Philip Roth, e non si accontenta di una libbra di carne. Come congegnare, altrimenti, una spy story che tiene insieme il Mossad, il processo al mostro di Treblinka, il recupero dopo un crollo psichico da Halcion, l’incontro-scontro con ebrei e palestinesi in una Gerusalemme pattugliata dall’esercito israeliano, il faccia a faccia ustorio con l’altro Philip Roth – un megalomane che per salvare gli ebrei ashkenaziti da un probabile prossimo sterminio si fa propugnatore di una nuova diaspora, uno spregiudicato controesodo verso i paesi europei d’origine – e con la sua procace, concupita compagna? 

Un nido sicuro di Roisìn O’Donnell

In uscita l’8 aprile.

È un luminoso pomeriggio primaverile a Dublino, e tutto sembra come al solito nella casa di Ciara Fay: le bambine che giocano, un nuovo figlio che le cresce dentro e la cena da preparare mentre suo marito si fa la doccia dopo una giornata di lavoro. Ma Ciara, in una frazione di secondo, prende una decisione che cambierà tutto. Afferra una manciata di vestiti dallo stendino, carica le sue due figlie in macchina e se ne va. La testa le gira, tutto ciò che sa è che la sua casa non è più sicura. Doveva essere una fuga per la salvezza. Ma senza risparmi, senza lavoro e con la sua famiglia dall’altra parte del mare, Ciara si ritrova alla deriva, di fronte a un sistema abitativo in crisi e una burocrazia che sembra fatta per spezzare chi vuole rialzarsi, mentre è rincorsa dalla voce dei suoi stessi demoni. Con l’avvicinarsi dell’inverno, deve affrontare la crescita delle due figlie e di un neonato in una minuscola stanza d’albergo, scontrandosi con l’apparente impossibilità di trovare una nuova casa e fronteggiando l’incessante e violenta pressione di suo marito Ryan affinché torni a casa. Perché andarsene è una cosa, ma stare lontani è un’altra. 

Il barattolo dei pastelli di Barbara Cortinovis

In uscita l’8 aprile.

Renata è una donna fragile, ma tenace. Adora collezionare piccole cose senza importanza e godere del piacere semplice che le suscitano. Fa le pulizie in casa di una donna anziana, ma il suo lavoro non è sempre stato questo. Prima era bidella in una scuola, un lavoro che amava, la quotidianità a contatto con i ragazzi le piaceva. E le piaceva anche Alessio, professore d’Arte enigmatico, con il quale aveva stretto più di un’amicizia. La scuola le calzava come un guscio imperfetto che rappresentava una famiglia. Poi un giorno, quel maledetto giorno, è cambiato tutto. Renata si è ritrovata nell’atrio della scuola con in mano una pistola ancora calda, incapace di ricostruire gli eventi che forse aveva previsto, ma che non era riuscita a evitare. Il barattolo dei pastelli esplora la fragilità umana, il valore del vissuto, la forza delle relazioni. Con un linguaggio delicato e trasparente, che intreccia memoria ed emozioni, Barbara Cortinovis svela gradualmente minuscoli, cruciali dettagli per ricostruire l’accaduto nella sua completezza. Attraverso il racconto del bullismo, della maternità negata e del potere salvifico dell’arte e dell’amicizia, il suo sguardo nitido e tagliente si posa sulla scuola come microcosmo di società, specchio di inclusione e sopraffazione, e di tutte le contraddizioni che gli adulti spesso non sanno vedere e tantomeno riescono a risolvere.

Tante cose non le so di Elisa Levi

In uscita il 9 aprile.

Lea ha diciannove anni, mille domande senza risposta e una vita intera trascorsa in un paesino con quattro strade, una chiesa, un negozio di alimentari e un bosco che non ha mai attraversato. Lea ha tre amici, una sorella con la testa vuota, una madre che si chiama come lei e un padre che sa solo lavorare la terra. Lea ha occhi di campagna e tante cose non le sa, ma quello che sa è utile ovunque. E benché il posto dove è cresciuta sembri sospeso nel tempo, i ragazzi che ci abitano sono più vivi che mai: hanno desideri, speranze, ambizioni. E intorno a loro, un mondo che non è esattamente il nostro vibra di stranezza e vaga minaccia. È il primo pomeriggio dell’anno, e Lea è seduta a fumare una canna quando incontra uno sconosciuto: l’uomo ha perso il suo cane, vorrebbe addentrarsi nel bosco a cercarlo, ma lei lo trattiene, perché dal bosco nessuno ritorna. E così, fra un tiro e l’altro, in un monologo ipnotico e colmo di tenerezza, Lea gli racconta ogni cosa: perché ieri il mondo è cambiato, perché ieri il mondo è finito.

Big kiss, bye bye di Claire-Louise Bennett

In uscita il 10 aprile.

Sradicata dalla città e approdata nella campagna irlandese, una giovane scrittrice vive in un limbo sospeso, visitata dai ricordi. I più insistenti appartengono a Xavier, l’ex amante molto più anziano che lei ama ancora ma non desidera più: un cambiamento che lui non ha mai accettato. Intanto, la donna riceve una lettera inattesa di Terence Stone, il suo ex professore di inglese, che la rintraccia dopo aver trovato il suo ultimo libro in biblioteca. Quel primo scambio riapre una porta che lei credeva chiusa: l’ambigua relazione vissuta da adolescente con Robert Turner, il suo professore di filosofia che oggi vive nella nebbia della demenza, incapace di rispondere del passato. Amati, desiderati, temuti, questi tre uomini diventano uno specchio deformante di chi è stata e di chi è, rivelando i confini sfocati tra complicità e abuso, tra ciò che libera e ciò che minaccia l’identità più profonda.

Il letto cinese di Anna Luisa Pignatelli

In uscita il 10 aprile.

Libro originale, dallo stile raffinato, Il letto cinese racconta il difficile rapporto tra un vecchio professore ormai al tramonto e un giovane in cerca di sé durante gli anni di piombo. Uno stimato accademico, sinologo di fama, chiama suo nipote, un giovane inconcludente e un po’ sconclusionato, ad aiutarlo nella stesura di un testo sugli ultimi imperatori cinesi della dinastia dei Qing. Zio e nipote appartengono a due mondi diversi: il primo è dedito alla carriera, ligio e ambizioso, mentre il secondo è ancora uno studente, sognatore e romantico. Il professore cerca di portare il ragazzo sulla propria strada, facendogli battere a macchina i suoi scritti e trasformandolo nel suo assistente. Durante le lunghe sedute di dettatura, lo studioso ha modo di ripercorrere le vicende del tormentato regno dell’imperatrice madre Tzu Hsi e le tragiche circostanze che portarono alla morte del sovrano Kuang Hsu, con il quale il nipote si identifica. Quando la vita, con i suoi drammi, farà irruzione nell’esistenza monotona del giovane, lo zio non lo aiuterà e, anzi, si rivelerà in tutto il suo egoismo. Un evento inaspettato, però, consentirà al nipote di riflettere meglio su quel legame e il ragazzo capirà di aver ricevuto più di quanto abbia realizzato. Si renderà conto che quell’uomo, così diverso, è riuscito a infondergli la passione per lo studio grazie alla sua immensa cultura: un lascito essenziale, che gli permetterà di seguire le sue orme dando finalmente un senso alla propria esistenza.

Note a margine del mio dolore di Cinzia Cognetti

In uscita il 10 aprile.

Quando Eva, giovane praticante avvocata a Roma, è costretta a tornare a Bari perché il padre ha deciso di vendere la villa di famiglia, la morte della madre Ambra riemerge in modo dirompente. A casa, l’odore è lo stesso di sempre, e a Eva sembra di sentire ancora lo schiocco del bacio di sua madre sulla fronte, l’acciottolio dei bicchieri che impilava nel pensile, la voce di lei che la chiama. Ora Eva deve scegliere cosa buttare, cosa conservare. Gonne, giacche in tartan, pantaloni di seta, abiti sapientemente cuciti dalle mani agili di Ambra. E in fondo all’armadio, un diario nascosto rivela un amore segreto e un passato che Eva non sapeva esistesse, intrecciato con un uomo di nome Fabio e con gli orrori dell’assedio di Sarajevo. Il nome di quell’uomo sconosciuto diventa per Eva un mistero e una soglia, l’inizio di un viaggio dentro una storia che non le è stata mai raccontata, ma che esisteva ben prima di lei. Eva, però, non è sola. Accanto a lei c’è Valentina, conosciuta al Vanilla Lips, un labirinto di velluto e luci soffuse in cui valgono regole diverse da quelle del giorno. Ed è proprio qui, in questo luogo ai margini, che prende forma un legame tra donne fatto di ascolto e responsabilità reciproca, uno spazio di fiducia in cui Eva imparerà a riconoscersi.

Devozione di Charlotte Wood

In uscita il 14 aprile.

Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell’Australia rurale. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono. Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall’ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete.

La penisola delle case vuote di David Uclés

In uscita il 14 aprile.

Un romanzo visionario che intreccia realismo magico e memoria storica per raccontare la Guerra civile spagnola come non è mai stata raccontata. Un soldato si squarcia la pelle per liberare la cenere; un poeta ricuce l’ombra di una bambina dopo un bombardamento; un maestro insegna ai suoi alunni a fingersi morti; un generale dorme accanto alla mano recisa di una santa; una contadina dipinge di nero tutti gli alberi del suo frutteto. Attorno a loro, un’umanità ferita che attraversa la Guerra civile spagnola tra visioni, superstizioni e prodigi. In una Spagna agonizzante, dove il fantastico illumina l’orrore, il destino di una famiglia di olivicoltori si intreccia a quello di poeti, artisti e pensatori – da Lorca a Hemingway, da Picasso a Zambrano – componendo un affresco poderoso, lirico e crudele del Novecento spagnolo.

Fallen Gods di Rachel Van Dyken

In uscita il 14 aprile.

L’attesissimo romantasy “Fallen gods” ci accompagna nell’oscurità delle antiche leggende nordiche, dove il confine tra mito e realtà è più labile che mai. Liv Olson ha sempre nutrito una profonda passione per la mitologia norrena, tanto da abbandonare il suo ruolo di curatrice in uno dei più prestigiosi musei di New York per accettare un incarico in un remoto villaggio della Norvegia avvolto nel mistero. La sua decisione non è dettata solo dall’opportunità di lavoro, ma anche dalla speranza di trovare finalmente delle risposte. È infatti in questo paesino sperduto che suo fratello, alla ricerca del padre mai conosciuto, è scomparso in circostanze misteriose. Determinata a scoprire la verità, Liv si scontra con il silenzio inquietante degli abitanti, imprigionati da superstizioni radicate nel tempo. Nessuno osa guardare l’acqua riflettente di un lago, né uscire dopo il tramonto. Ogni sussurro, ogni ombra sembra custodire un segreto. Più Liv indaga, più si rende conto che le leggende che ha sempre amato sono più reali di quanto potesse immaginare. A complicare le cose c’è Tristan, il suo enigmatico datore di lavoro con cui Liv è obbligata a convivere per via di una clausola indicata sul contratto. Freddo, affascinante e pericoloso, lui sembra sapere più di quanto lasci intendere. Le loro vite, intrecciate da un destino ineluttabile, la conducono verso una verità sconvolgente: gli dei non appartengono solo alle leggende, e le creature che popolano i miti sono reali. Liv è destinata a un ruolo cruciale in una guerra che si consuma da secoli, ma c’è un dettaglio che potrebbe condannarla: l’unico uomo che può salvarla è anche quello destinato a ucciderla.

E dai cielo caddero tre mele di Narine Abgarjan

In uscita il 14 aprile.

«E dal cielo caddero tre mele», dice ogni nonna armena per concludere una fiaba, «una per chi ha visto, una per chi ha raccontato e una per chi ha ascoltato». Cosí direbbe anche Sevojants Anatolija, che per età potrebbe essere nonna, ma che non è mai stata madre. La sua vita è tutt’uno con quella del paesino di Maran, tormentato dalla Storia, isolato dal resto del mondo. Ma nel sangue di Anatolija scorre anche la resilienza del popolo armeno, il suo senso dell’ironia e della solidarietà, la sua forza di rinascere. Perfino quella di credere nel potere salvifico delle fiabe sussurrate nelle orecchie dei bambini. «Venerdí subito dopo mezzogiorno, col sole che aveva scavalcato lo zenit e scivolava composto verso l’estremità a ponente della vallata, Sevojants Anatolija si coricò per prepararsi a morire». Cosí Narine Abgarjan ci apre le porte del villaggio immaginario di Maran, sulle montagne armene, dove trascorre, infelice, la vita di Anatolija.

Il cuore non va a dormire di Enrico Galiano

In uscita il 14 aprile.

Ci sono momenti nella vita in cui l’amore sembra l’unica cosa che conta davvero, e poi ce ne sono altri in cui sembra l’errore più grande che abbiamo commesso. Tra questi due poli si muove l’esistenza, senza chiedere il nostro permesso. Sasha ha sedici anni e un cuore che non sa stare fermo. Porta dentro un segreto che la consuma, ma non ha parole per dirlo. Quando un supplente di arte entra nella sua classe, qualcosa scatta: lui la vede, la capisce, la fa sentire reale. Insieme inventano un codice fatto di disegni, di colori buttati sulla tela, di messaggi nascosti che solo loro possono decifrare. Nasce un amore totale, disperato, che non conosce mezze misure. Lui, molto più grande, sa che è sbagliato, che devono fermarsi. Lei invece non riesce a capirlo: a quell’età l’amore non conosce confini né regole, e il rifiuto le spezza il cuore. Alessandra è una notaia precisa e metodica, ha quarant’anni passati e una vita che scorre tranquilla, quasi invisibile. Un giorno le viene affidata una perizia su un murale di uno street artist leggendario, sparito da tempo, la cui identità è un enigma. Davanti a quell’opera, qualcosa dentro di lei si rompe: quel murale parla di lei, di ciò che è stato, di ciò che non è mai stato detto.

Gli sfaccendati di Cevdet Melih Anday

In uscita il 14 aprile.

Sulla sponda asiatica del Bosforo, come un monumento alla gloria passata, si erge la villa di Erenköy. Quando Sükrü Pascià, speziale di Abdülhamid II, la fece costruire, la volle con splendidi interni e lussuosi arredi perché fosse degna di accogliere il sovrano. Ora, è un palazzo cadente, con le grondaie penzolanti, gli intonaci screpolati, gli arredi decrepiti. Vista da fuori, è difficile credere che sia ancora abitata. Eppure, tra le sue pareti scrostate è accampata una bizzarra compagnia di sfaccendati, guidata dalla matriarca Leman Hanim, figlia di Sükrü Pascià e custode dell’antico splendore. Muammer, nipote di Leman Hanim, e sua moglie Ayla dormono in una grande camera al secondo piano. Avvocato che si guarda bene dall’esercitare la sua professione, Muammer non ha un centesimo di entrate. Anche Dündar Bey, vecchio rivoluzionario caduto in miseria, e Sükrü, poeta e narratore che odia sentire parlare di soldi, alloggiano al secondo piano. Al primo piano vi sono le camere di Galip Bey e Mürside, rispettivamente genero senza arte né parte e figlia beona di Leman Hanim. La matriarca soggiorna anche lei al primo piano, dove divide il talamo con Davut Bey, il marito che ha dato fondo ai propri averi senza che nessuno se ne accorgesse. Incompatibili per indole e carattere, gli sfaccendati vivono sotto l’ala protettrice e grazie alle ormai esigue fortune di Leman Hanim. Il cambiamento epocale che ha condotto alla nascita della Repubblica ha eroso, infatti, non soltanto gli stucchi e gli arredi del Palazzo Erenköy, ma anche il patrimonio della figlia di Sükrü Pascià. Ma in quel luogo, in cui il caos del presente risuona come un’eco lontana, gli sfaccendati non se ne curano.

Angelina di Ciriaco Offeddu

In uscita il 15 aprile.

Angelina è un romanzo a due voci. Subito dopo la guerra, in Sardegna, una bambina di nome Assunta viene abusata dal nonno paterno e a undici anni dà alla luce una figlia, dalla quale viene subito separata. Da questo evento taciuto, rimosso eppure ineludibile si dipanano due esistenze parallele: quella di Assunta, madre bambina, che mette un oceano intero tra sé e il passato ma poi sceglie di tornare sull’isola. E quella della figlia Angelina, data in adozione, cresciuta con un vuoto dentro di sé che invano cerca per tutta la vita di colmare. Due donne, una madre e una figlia, separate da una minuscola manciata di anni e dall’enorme peso di una violenza consumata nel cuore della famiglia. Due voci che s’interrogano, si sognano, si cercano, nel tentativo di ricostruire ciò che è stato negato e di dare forma a identità spezzate. Due cammini che non si fermano, fino alla insperata possibilità di sfiorarsi. 

Ciechi al rosso di Aliyeh Ataei

In uscita il 17 aprile.

In quest’opera che intreccia vita, amore e guerra, la narratrice, una ragazza afgana cresciuta in Iran, racconta la storia della sua famiglia, attraversata da un confine geografico e culturale che è a tratti una cicatrice. Scegliere tra due patrie, specie se una è irrimediabilmente segnata dalla guerra, è un sacrificio insostenibile: si continua a essere estranei da ogni parte, si è migranti anche da sedentari, perché si smette di appartenere a un luogo. Tra la malattia di un padre che è acuita dall’instabilità geopolitica e le ferite invisibili che il comunismo ha lasciato su afgani e iraniani, un amore inopportuno, la tratta degli immigrati e l’incomunicabilità che sa farsi dogana, cresce nella protagonista il bisogno di determinarsi, non solo come donna, ma anche come intellettuale e cittadina. Un affresco nitido della condizione di chi nasce e vive nel Medio Oriente contemporaneo.

La somma delle cose di Pier Lorenzo Pisano

In uscita il 21 aprile.

«Noi che ci sentivamo due versioni della stessa identica cosa». Una lettera d’addio scritta su uno scontrino. Lunghissimo, infinito, che si arrotola su sé stesso e racchiude tutti gli acquisti di una quotidianità ormai scomparsa. Una vera e propria resa dei conti. Ma i conti, quando un amore finisce, non tornano mai. Brillante e struggente, “La somma delle cose” trasforma le tracce materiali di un amore, cose insignificanti, in spaccati di una relazione in cui ognuno ha la sua versione dei fatti, e tutto assume un valore, e un prezzo, nel tentativo impossibile di dare un senso alla fine. È passato un po’ di tempo da quando Mauro e Chiara si sono lasciati. I silenzi sempre più lunghi, il nido che a poco a poco diventa una tana a misura di una persona sola, le incomprensioni stupide che prendono il posto della trasparenza di quando ci si leggeva nel pensiero. Questo amore è stato come un giro di giostra, si dicono: bellissimo, poi scendi e sei uguale a prima. Ma qualcosa è rimasto, invece. E comincia a manifestarsi l’illusione più antica di sempre, che l’amore possa tornare. E se una relazione, invece che un tempo perduto, fosse un luogo dove abbiamo vissuto? Un luogo che abbiamo abbandonato, ma che in nostra assenza in qualche modo sopravvive?

Un insolito negozio di sogni e vinili di L.J. Pyung e K.H. Eun

In uscita il 21 aprile.

Jeongwon ha perso troppo. Rimasto solo dopo la tragica scomparsa dei genitori e del fratello minore, ha deciso di farla finita. Prima, però, vuole realizzare un ultimo desiderio: vendere la sterminata collezione di vinili di suo padre, affinché ciascun disco possa trovare un nuovo proprietario che lo apprezzi e se ne prenda cura come faceva lui. Ecco quindi che apre un piccolo negozio in un quartiere periferico di Seul. Un posto strano e scalcagnato, senza nemmeno un’insegna, ma che ben presto diventa un rifugio per altre persone che, come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita. C’è Mirae, che non riesce a togliersi dagli occhi le immagini di un incidente di cui è l’unica sopravvissuta; c’è Darim, avvocata e madre single, respinta da un mondo che non perdona la sua forza; c’è Wonseok, un ex poliziotto disilluso che crede di aver esaurito ogni possibilità di redenzione; e c’è Duman, un idol in fuga da sé stesso, dopo la perdita del suo compagno di band. Sono anime solitarie e scordate, che nulla hanno in comune se non l’amore per la musica. Ed è proprio grazie alla musica che ritrovano un’armonia, tra la recensione di un album lasciata su un post-it e il consiglio di un disco che sembra intercettare un sentimento prima ancora che venga nominato. Pian piano le loro esistenze s’intrecciano come le note di un vecchio LP – malinconiche, calde, imperfette -, in una melodia che li mette inaspettatamente in connessione tra loro e li aiuta a riconciliarsi con il passato, aprendo per ciascuno una nuova possibilità di futuro.

Nate dalla tempesta di Alessia Coppola

In uscita il 21 aprile.

Due famiglie legate al mare e alla terra. Tre donne unite da una maledizione. Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell’Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare. La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall’antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria.

La pasticceria dei tortini di malto di Kuang Feng

In uscita il 21 aprile.

Dopo una vacanza-lavoro a Kyoto, An-chun è rientrato a Taiwan con il cuore spezzato e fatica a riprendersi. Stanca di vederlo oziare in casa tutto il giorno, sua madre lo aiuta a trovare lavoro come apprendista nella pasticceria dello zio. Il locale, specializzato in dolci tradizionali taiwanesi, nei decenni trascorsi dalla sua apertura è rimasto autentico, anche se i gusti dei clienti sono cambiati: ora tutti sembrano preferire le pasticcerie occidentali. Ma se la concorrenza ha gradualmente chiuso i battenti, il prozio di An-chun continua a mandare avanti l’attività grazie alla sua tenacia e alla fedeltà di un numero sempre più esiguo di clienti abituali. Mentre impara i segreti del mestiere, An-chun cerca di risollevare il negozio dello zio con nuove idee, e si ritrova a confrontare la semplicità dei dolci taiwanesi con l’eleganza raffinata di quelli serviti nella pasticceria dove lavorava a Kyoto. Per quanto possano sembrare diverse a una prima occhiata, An-chun scopre presto che le due realtà hanno molto in comune: è forse in questa somiglianza che si nasconde il segreto per cambiare le sorti della bottega di famiglia? E il testardo prozio prenderà mai sul serio le sue idee? 

Brucia il segreto di Catherine Ryan Howard

In uscita il 21 aprile.

Emily, giovane autrice di un grande bestseller, non riesce a trovare l’ispirazione per il suo secondo libro, per il quale ha già ricevuto un cospicuo anticipo. La data prevista per la consegna è passata da parecchio tempo, ma lei non ha ancora scritto una riga. Si sente quindi in dovere di accettare l’inaspettata proposta della sua editor: un lavoro come ghostwriter. Dovrà raccontare la storia di Jack Smyth, un noto ciclista accusato di aver ucciso la moglie. L’uomo vuole esporre la sua versione dei fatti, mettere nero su bianco la propria innocenza, e ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a far sentire la propria voce. La notte in cui la sua vita è cambiata per sempre, Jack si è lanciato tra le fiamme nel disperato tentativo di salvare sua moglie da un incendio, ma è arrivato troppo tardi. La sua vicenda ha commosso l’Irlanda intera. Almeno fino a quando non è emerso che Kate era già morta prima che l’incendio divampasse. Da allora i sospetti lo perseguitano. Riluttante, Emily parte così per Sanctuary, una località isolata della Florida dove, osservando regole severissime, dovrà trascorrere del tempo con Jack per raccogliere la sua testimonianza. È innocente o colpevole? Emily non è affatto sicura di essere all’altezza del compito che le è stato affidato, ma sa bene cosa significa convivere con un segreto inconfessabile. Scoprirà, però, che non tutte le storie devono essere svelate.

Il canto di Haiganouch di Ian Manook

In uscita il 24 aprile.

È il 1947 e al porto di Marsiglia una folla festante di armeni e militanti comunisti saluta il Rossia, l’imponente piroscafo russo che fa rotta verso una nuova Armenia in terra sovietica. Tra gli oltre tremila passeggeri c’è anche Agop, che ha salutato moglie e figli con la speranza che possano presto raggiungerlo per rifarsi una vita nell’amata patria. Dopo solo pochi giorni a bordo, però, diviene chiaro a tutti quello che Agop temeva sin dall’inizio: ad aspettarli alla fine del viaggio non c’è la terra promessa, ma l’inferno sovietico. Nel frattempo, nel cuore della Russia, sulle rive del lago Bajkal, Haïganouch vive felice nella sua isba, con il marito e il figlio. Le manca la compagnia dei suoi amici poeti, ma continua a comporre versi e trova conforto nella musica di un pianoforte che ha imparato a suonare con straordinaria rapidità. Un giorno, però, la polizia politica fa irruzione nella sua vita e le porta via tutto, costringendola ad affrontare i tormenti della Storia. Dai campi di lavoro di Erevan ai gulag di Jakutsk, le vite di Agop e Haïganouch si intrecceranno in modi misteriosi nel corso di un’odissea in cui speranza, coraggio e aiuto reciproco addolciranno le paure e le inquietudini più profonde. Riusciranno ancora una volta a sconfiggere i nemici della libertà, a fuggire e a ritrovare coloro che amano?

Donne di nessuno di Shobha Rao

In uscita il 28 aprile.

Shobha Rao dà voce alle donne dimenticate dalla Storia, quelle travolte dalla violenza e dal caos della Partizione dell’India del 1947, quando milioni di persone furono sradicate dalle proprie case. Le protagoniste vivono ai margini: madri separate dai figli, ragazze rese schiave, vedove e prostitute che imparano a sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini. Ma dentro la loro fragilità arde una forza inaspettata: quella di chi resiste, di chi non si arrende, di chi cerca di rimanere fedele a sé stessa.

Gioconda di Nikos Kokantzis

In uscita il 29 aprile.

Un breve romanzo, un piccolo gioiello della letteratura greca del Novecento, che riassume un grande capitolo della Storia – l’avventura degli ebrei di Salonicco durante la Seconda guerra mondiale. Senza le solite immagini raccapriccianti, tutto si gioca nella descrizione eccezionalmente onesta e genuina della felicità del primo amore, e del dolore devastante di una rottura violenta. Gioconda, nonostante o piuttosto proprio in virtù della sua semplicità, incarna con estrema delicatezza e irresistibile potenza l’imperativo di Kavafis: «Ritorna spesso e prendimi / ritorna e prendimi o sensazione amata». Prima della guerra le case di Nikos e Gioconda, nel placido e modesto quartiere di Salonicco in cui vivono, sono separate soltanto da un’area incolta, dove una torma di bambini si ritrova per giocare tutti insieme. Poi arrivano la guerra e l’occupazione nazista, il razionamento e il coprifuoco, e quella che era una simpatia infantile diventa il preludio ai primi, dirompenti sentimenti adolescenziali: attrazione, gelosia, confusione, imbarazzo, amore. Gioconda è una storia vera, quella dell’autore e del suo primo, indimenticato amore. Un primo amore vissuto con ingenuità e freschezza nonostante le difficoltà del periodo, e man mano con una profondità e consapevolezza sempre maggiore, quasi come un atto di resistenza all’orrore e alla prospettiva della deportazione. Un primo amore totalizzante, violentemente interrotto quando Gioconda e la sua famiglia, come tanti altri ebrei della città, vengono messi su quella strada senza ritorno che porta ai campi di concentramento.