Norferville: viaggio nel buio gelido dell’animo umano
Norferville, recentemente pubblicato da Fazi Editore, segna l’atteso ritorno in Italia del maestro del thriller francese Franck Thilliez.
Nato ad Annecy nel 1973, Thilliez è laureato in ingegneria informatica. Appassionato anche di scrittura e film thriller, nel 2004 pubblica il suo primo romanzo, Train d’enfer pour Ange rouge. La fama arriva però con La chambre des morts (2006), grazie al quale vince i prestigiosi premi Prix des lecteurs “Quais du Polar” 2006 e Prix SNCF du Polar 2007. Da allora ha raggiunto una popolarità sempre maggiore, vendendo dieci milioni di copie in tutto il mondo, con le sue opere tradotte in più di 25 lingue. Nel 2023 si è consacrato come re del thriller in Francia, dominando le classifiche di vendita, mentre ha guadagnato la quinta piazza mondiale.
Casa Editrice Nord e Fazi Editore hanno portato in Italia parte della sua produzione. La prima ha pubblicato titoli ormai fuori catalogo: La stanza dei morti (2007, adattato anche al cinema), Foresta nera (2008), La macchia del peccato (2009) e L’osservatore (2011). Nel catalogo di Fazi Editore, invece, troviamo titoli più recenti, che precedono cronologicamente Norferville: Il manoscritto (2019), Il sogno (2020), C’era due volte (2021), Puzzle (2022), Labirinti (2023) e Vertigine (2023).

Trama
La vita del rinomato criminologo francese Teddy Schaffran, già turbata da ricordi oscuri e sensi di colpa, viene stravolta da una telefonata. L’interlocutore gli dà una notizia che nessun genitore vorrebbe mai sentire: sua figlia, Morgane, è morta. Negli ultimi anni i loro rapporti si erano raffreddati, certo, ma per Teddy è comunque una doccia gelata. Dalle poche notizie estrapolate dai social, sapeva solo che Morgane si era trasferita a Montreal, in Canada. Non è lì, però, che il suo corpo viene ritrovato, ma a Norferville, nell’estremo nord del Quebec. L’uomo, distrutto dal dolore e assediato dalle domande, sale sul primo aereo, diretto verso l’ignoto.
Dato che la polizia locale non ha i mezzi necessari per far luce sull’accaduto, viene chiamata a indagare da fuori la tenente Léonie Rock. La scelta non è casuale, dato che la donna ha trascorso la sua gioventù proprio a Norferville. Conosce dunque in prima persona la piccola città mineraria, immersa nella natura selvaggia e isolata dal mondo. Ha visto con i suoi occhi la difficile convivenza tra i bianchi e i nativi americani, confinati nella riserva. Lei, però, non si è mai sentita parte integrante né di un gruppo né dell’altro, essendo figlia di una madre innu e di un padre bianco. Con la chiusura della miniera, in cui suo padre ricopriva un ruolo dirigenziale, ha finalmente avuto l’occasione di lasciarsi alle spalle Norferville e la ferita profonda che le aveva insinuato senza pietà nella mente e nel corpo. Ora però, è costretta a tornarci, affrontando i suoi demoni.
I destini di Teddy e Léonie, fino a poco prima perfetti sconosciuti, si incrociano. Hanno storie e cicatrici diverse, ma hanno un obiettivo comune: scoprire la verità. Per Morgane, ma per anche per loro stessi.
Norferville: un thriller glaciale da gelare il sangue
Leggere Norferville è un’esperienza sensoriale a tutto tondo. La bravura di Thilliez nelle descrizioni, infatti, rende tutto più reale, quasi tridimensionale. Nel corso della lettura, quindi, si percepiscono tutti gli aspetti che rendono Norferville così caratteristica. Si avverte il freddo estremo, pungente, che trapassa i vestiti e penetra nelle ossa. Si vede la natura sconfinata che la circonda, fonte di sussistenza essenziale per i nativi americani. Si sente l’oppressione di trovarsi in una piccola città isolata, claustrofobica e silenziosa.
Nessuna strada porta a Norferville. Nessuna strada permette di uscirne. Nell’universo ostile del Grande Nord, nessuno ti può sentire urlare.
Naturalmente, come in ogni buon thriller che si rispetti, la suspense è un elemento fondamentale. Accompagna il lettore dall’inizio alla fine del romanzo, in un climax di tensione che raggiunge apici altissimi. Questo è reso possibile anche dallo stile di Thilliez, molto fluido e incisivo. I capitoli, infatti, sono molto brevi e terminano quasi sempre con l’introduzione di un elemento che mette la pulce nell’orecchio. Di conseguenza, si rimane incollati alle pagine, curiosi di sapere come si svilupperà la storia.
Norferville, però, è più di un semplice thriller fine a sé stesso. Tratta tematiche profonde come il trauma e le sue conseguenze psicologiche, la sete di vendetta, la violenza sulle donne e la crudeltà umana. Inoltre, pur trattandosi di un’opera di fantasia, Thilliez mette sotto i riflettori la realtà degradante dei nativi americani. Vittime sacrificali del progresso e dello sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, vivono segregati in riserve dove circolano quotidianamente alcool e droghe pesanti. La loro condizione, però, sembra essere invisibile agli occhi del governo nazionale.
Pertanto, se siete amanti e intenditori di thriller, Norferville potrebbe proprio essere la vostra prossima lettura!