19 Aprile 2024

Miss Islanda di Ólafsdóttir: tra diritti umani e il vento del Nord

Ho capito che in Islanda, per ogni pensiero concepito sulla terra, esiste una parola.

Questo è quello che succede in Miss Islanda di Auður Ava Ólafsdóttir. Hekla, la protagonista, ha il nome del vulcano più famoso di quest’isola, il cui significato vuol dire “incappucciato”. Strano però, perché lei è tutto meno che una ragazza incappucciata, anzi. Hekla si ritrova a combattere per i suoi valori e i suoi diritti nella società degli anni Sessanta, ottusa e bigotta, che la vorrebbe solo mettere sul piedistallo di, appunto, “Miss Islanda”.

Miss Islanda

Ma che cos’è Miss Islanda?

Si tratta di un classico concorso di bellezza femminile, che esiste dal 1955 e che ha fatto scalpore tra il 2015 e il 2016. Infatti, la sua vincitrice Arna Ýr Jónsdóttir non è stata ammessa al Miss Grand International di Las Vegas perché, secondo gli organizzatori, indossava una taglia troppo grande. Arna era stata invitata a saltare la colazione e a mangiare solo insalata, ma il titolare dell’evento non l’ha avuta vinta, e la reginetta islandese ha preferito lasciare il concorso e far valere sé stessa, piuttosto che uno stereotipo di bellezza femminile che, al giorno d’oggi, tutti dovremmo lasciar perdere.

La protagonista del libro non è da meno

Qualcosa di simile succede anche ad Hekla. Lei vuole diventare scrittrice, senza continuare a pubblicare sotto pseudonimo. Vuole far valere il suo nome e le sue parole senza nascondersi dietro a un nome maschile. Vuole far capire che essere donne non è solo lavorare come cameriera in un ristorante e abbassare la testa a ogni commento scomodo che le viene fatto, perché “questo è quello che si fa qui se vuoi lavorare”.

Ha una passione e un dono, e cercherà di metterci tutta sé stessa per poter realizzare il suo sogno. In tutto questo, è accompagnata da due suoi grandi amici. La prima è Ísey, la sua migliore amica. Lei vive la vita che tutti si aspettano da una donna: sposata, con un figlio e nuovamente incinta, con la passione per la pittura ma una vita familiare molto semplice e domestica, dipinge quando ha tempo tra un cambio del pannolino e un altro per non perdere la sua vena artistica.

Una felicità fittizia direbbe qualcuno, a metà tra l’essere orgogliosa del proprio ruolo, ma non si sa fino a che punto sincera, e la voglia di scappare e abbracciare la propria libertà, senza sapere se questo potrà mai accadere.

Il secondo è il suo amico Jon, omosessuale, il quale si sente “un errore umano” ed è alla continua ricerca del suo posto nel mondo. Fa un lavoro di mare dove deve nascondersi per non rivelare la sua vera sessualità, dove deve farsi accompagnare da Hekla mano nella mano prima di ogni viaggio e dove rischia la vita ogni giorno. Spesso torna a casa sanguinante, con un occhio nero, solo perché ha provato a esprimersi e a essere quello che è, nel modo più naturale possibile, ma, chiaramente, non quello adeguato alla società di quel tempo. E qui si tocca un altro tasto importante.

L’Islanda e l’omosessualitá

Ad oggi l’Islanda è molto avanti rispetto a diritti e lotta alla discriminazione sessista, per questo ci tengo a darvi alcuni numeri:

  • 1940: l’omosessualità smette di essere illegale.
  • 24 ottobre 1975: le donne islandesi hanno scioperato per la prima volta per un intero giorno “per dimostrare il lavoro indispensabile che svolgono per l’economia e la società” e per “protestare contro le differenze salariali e le pratiche di lavoro sleali”. Per quella prima volta, il 90% delle donne ha preso parte alla manifestazione.
  • 1980-1996: Vigdís Finnbogadóttir diventa la prima donna presidente dell’Islanda.
  • 1996: legge per le unioni civili che include gli omosessuali e legge contro ogni discriminazione di genere.
  •  2006: legge per la fecondazione in vitro anche per lesbiche e adozione anche per i gay.
  •  2009-2013: Jóhanna Sigurðardóttir è la prima ministra donna omosessuale. Un c73% degli islandesi approvava le sue azioni da ministro, la percentuale più alta di tutti i membri del governo.
  • 2010: gli omosessuali possono finalmente sposarsi e così anche il limite delle unioni civili è superato.
  • 2012: legge per il riconoscimento del genere acquisito.
  • 2017: Katrín Jakobsdóttir diventa prima ministra e deve fare applicare la legge della parità salariale tra uomini e donne, entrata in vigore nello stesso anno, che sarà effettiva dal 2020.
  • 2021: possibilità di essere riconosciuti come appartenenti al terzo genere (non binario).

La scrittura di Auður Ava Ólafsdóttir

Auður Ava Ólafsdóttir, con la sua scrittura poetica ma forte, arriva al cuore delle questioni. Ti porta in una vera e propria scoperta di luoghi e credenze, tutto avvenuto prima di ogni tipo di evoluzione legislativa, etica e mentale. Per me è stato come sentirmi nuovamente in quei posti con il vento gelido in faccia.