Il meraviglioso paese oltre la nebbia di Sachiko Kashiwaba

Recensione de “Il meraviglioso paese oltre la nebbia” di Sachiko Kashiwaba. Il libro che ha ispirato Miyazaki per l’anime “La città incantata”.

Il meraviglioso paese oltre la nebbia è un romanzo fantastico, per l’infanzia, del 1987 scritto da Sachiko Kashiwaba. Una sorta di Alice nel paese delle meraviglie giapponese. Il testo, oltre ad essere leggero ed educativo, è famoso per essere stato la fonte di ispirazione per Hayao Miyazaki nella creazione del famosissimo anime La città incantata.

Trama

Rina Uesugi è una bambina di Shizuoka che frequenta il sesto anno. In vista delle vacanze estive decide, sotto consiglio del padre, di visitare da sola un luogo in cui non è mai stata: Il paese della nebbia.

Dopo aver affrontato un lungo viaggio, però, non trova nessuno ad attenderla alla stazione di arrivo. Amareggiata si lascia aiutare da una donna, un contadino e un poliziotto che le indicano la strada attraverso un bosco. Qui, come d’incanto, viene avvolta improvvisamente da una fitta nebbia che, una volta dissipata, le mostra un piccolo villaggio, molto particolare, sulle montagne. La cittadina conta solo sei case e una via centrale.

Attratta da una casetta in particolare, si ritrova al suo interno accolta da una vecchia scorbutica, Pipity Picotte, che le spiega subito che per vivere nella sua pensione, deve essere disposta a sbrigare faccende di casa e lavorare saltuariamente nei negozietti locali.

Rina, credo che tu non abbia capito bene. Questo luogo, il maniero di Picotte, è una pensione. È la pensione della Valle della Nebbia da generazioni. Perciò, qui il pane te lo devi guadagnare. È quel che si definisce costo della vita.

Molto indecisa sul da farsi, Rina scopre di non essere sola in pensione, infatti conosciamo subito gli altri personaggi della storia: Icchy l’inventore; John il cuoco; Kiku la casalinga e Gentlemen il gatto. È proprio grazie a loro che decide di restare e accettare le regole del luogo. Inoltre, i ragazzi le insegnano il nome con cui viene chiamato scherzosamente il paese, La strada matta.

Dalla settimana seguente al suo arrivo, Rina comincia a lavorare nei diversi negozi. Prima lavora in una libreria, dove conosce la proprietaria Nataa, il pasticcere Toquet, il dirimpettaio Thomas (negoziante marinaio) e il suo pappagallo parlante Bakame, amante di Robinson Crusoe. Poi si sposta a lavorare nei negozi del Signor Sicca e del Signor Monday.

Ciò che accumuna tutti i personaggi della storia è la loro convinzione di discendere da generazioni di maghi, creature fatate e spiriti; e continuando a leggere la storia non sarà difficile crederlo neanche per il lettore.

“Sono tutti libri antichi?” chiese Rina. “Si, tutti i libri del mio negozio sono antichi. Più sono vecchi e più il loro fascino è forte.” – “il loro fascino è forte? ” – “Si. I libri attirano le persone e le influenzano. Sta in questo il loro fascino. “

Inizia così la vacanza educativa di Rina, che la porterà a vivere avventure, apprendere e crescere, tornando a casa (in maniera particolare) più matura e consapevole del mondo circostante.

Considerazione personali

Il libro è una bellissima e fantasiosa metafora sul percorso di crescita di ognuno di noi, sulle cose strane ma utili che incontriamo nel percorso della vita e dei valori importanti da preservare: la gentilezza, l’impegno, la fiducia, la lealtà e l’audacia.

Ognuno degli incontri con gli altri abitanti del paese, lasciano qualcosa nell’anima di Rina, un insegnamento o un consiglio. Proprio come gli incontri reali nelle nostre vite; ciascuno lascia un segno invisibile e indelebile nella nostra vita, che sia di minore o maggiore importanza.

Il testo è scritto in maniera così delicata e simpatica da riuscire a catturare il lettore fin dalle prima pagine. Dettaglio che si traduce nel finire il libro in una manciata di ore, essendo molto breve.

La fine della storia è chiaramente ispirata a Mary Poppins (con tanto di ombrello magico e borsa senza fondo) e alcuni personaggi mi hanno ricordato tantissimo La città incantata dello Studio Ghibli, singolari e fieri dei loro caratteri e delle loro caratteristiche personali. Non è difficile capire i motivi per cui l’animatore si sia ispirato proprio a questo libro.

Lo stesso Miazaki, riferendosi ai mondi immaginari, dice:

Il mondo degli Spiriti non è altro che un universo parallelo, uno spazio dove il tempo e la morte non esistono. Mentre una persona si trova là infatti, tende a scomparire. Questo perché, in qualche modo, è come se perdesse la sua stessa identità.

Che siate adulti o bambini, lasciatevi incantare dall’idea che le magie più grandi sono racchiuse nei piccoli atti quotidiani che condividiamo con il prossimo, e che non c’è nulla di strano nel crede che possa esistere un paese nella Valle della Nebbia.