Matt Haig: una coccola letteraria contro la depressione

Matt Haig è un celebre giornalista inglese, nato a Sheffield nel 1975, che ha esordito nel 2005 nel campo della letteratura con il libro Il patto dei labrador, testo che parla della storia di una famiglia raccontata dal punto di vista del cane della casa e che rivisita in chiave moderna il celebre Enrico IV di Shakespeare. Due anni più tardi, nel 2007, pubblica Il club dei padri estinti, che invece rivisita la storia delll’Amleto. Nello stesso anno, l’autore si diletta nel mondo della letteratura fantasy per ragazzi dando alla luce il libro La foresta d’ombra, grazie al quale vince il Nestlè Children Book Prize.

Il tratto caratteristico dell’autore è quello di riuscire a trasformare dei temi molto drammatici in qualcosa di estremamente positivo, come se dietro ogni dolore ci fosse sempre un’opportunità da cogliere. Ciò che incanta di Matt Haig è la sua scrittura altamente introspettiva ed empatica, che arriva fino all’anima umana e ne coglie le più sfaccettate sfumature, senza trascurarne qualcuna. Nelle sue storie, l’autore combina argomenti della vita quotidiana a racconti estremamente creativi, mescolando l’attualità ai temi dei grandi classici del passato.

Consigli di lettura

Nonostante abbia amato i suoi romanzi, in questo articolo vorrei proporvi i suoi tre libri più intimi, che nulla hanno a che vedere con la narrativa ma che per me rappresentano una vera coccola al cuore. Parliamo di: Ragioni per continuare a vivere (2015), Vita su un pianeta nervoso (2019) e Parole di conforto (2021), tutti editi edizioni e/o.

Questi tre testi sono stati scritti tra il 2015 e il 2021 e trattano un grande tema centrale: la depressione. Sì, perché Matt Haig si mette a nudo e racconta la sua lotta contro questo grande male, assieme ai suoi attacchi di panico e alla sua ansia cronica.

Nei suoi libri non parla di articoli scientifici e non offre soluzioni alla malattia mentale. Il suo intento è quello di condividere un diario di bordo che lo ha accompagnato nel viaggio della sofferenza, con la speranza che possa donare ottimismo e speranza a chi ne soffre, e soprattutto che riesca ad aprire un varco per riuscire a parlare di questi problemi senza cadere nell’abisso della superficialità.

In Ragioni per continuare a vivere, l’autore si chiede cosa significa sentirsi davvero vivi. All’età di 24 anni si imbatte nella depressione e non riesce più a trovare la ragione per cui prolungare questa sofferenza. Nel libro scrive di come ha superato le sue crisi, venendo a patto con la malattia e imparando a vivere di nuovo.

La cosa strana della depressione è che, anche se aumentano i pensieri suicidi, la paura della morte rimane la stessa. L’unica differenza è che il male di vivere cresce rapidamente. Perciò, quando sentite di qualcuno che si è suicidato, sappiate che la morte non gli faceva meno paura. Non è stata una “scelta” nel senso morale del termine. Fare del moralismo significa fraintendere la questione.

In Vita su un pianeta nervoso ritorna sull’argomento, ampliando lo sguardo. Haig ci parla dello stress sociale e dell’iper-connessione derivata dagli smartphone, che al contrario ci sta allontanando l’uno dall’altro, delle sue fragilità e dei suoi momenti bui.

Quarta di copertina:
Il mondo ci sta confondendo la mente. Aumentano ondate di stress e ansia. Un pianeta frenetico e nervoso sta creando vite frenetiche e nervose. Siamo più connessi, ma ci sentiamo sempre più soli. E siamo spinti ad aver paura di tutto, dalla politica mondiale al nostro indice di massa corporea. Come possiamo rimanere lucidi su un pianeta che ci rende pazzi? Come restare umani in un mondo tecnologico? Come sentirsi felici se ci spingono a essere ansiosi?

Dopo “Ragioni per continuare a vivere” decide di mettersi ancora a nudo, raccontando degli attacchi di panico e della necessità di disconnettersi per sconfiggere l’ossessione di controllare i social o la casella mail. L’epoca in cui viviamo è dominata dai ritmi frenetici, dall’ambizione performativa e dal sovraccarico giornaliero. Non riusciamo a fermarci, a darci pace. Viviamo su un pianeta nervoso, iperconnesso e sofferente. Siamo nevrotici, secondo Haig, e fragili.

Si può sembrare sicuri e avere l’ansia. Puoi sembrare sano e sentirti una schifezza. Puoi essere un uomo e piangere. Puoi avere tutto e non sentire niente. 

Vita su un pianeta nervoso riporta tantissimi consigli su come evitare lo stress, come ritrovare la bellezza nel mondo e come vivere a pieno la propria vita. Le pagine non seguono un ordine preciso, ma alla fine riprendono sempre la stessa linea, la vita.

Infine, nel suo ultimo libro Parole di conforto, Matt Haig raccoglie centinaia di annotazioni, consigli e citazioni sul tema della malattia mentale, dell’ansia sociale e degli abissi interiori delle relazioni umane. Ci regala un piccolo libro tascabile che funge da salvavita mentale, pronto per essere portato sempre con sé.

Trama:
Con questo libro Haig prosegue la riflessione sulla salute mentale cominciata con “Ragioni per continuare a vivere” e proseguita con “Vita su un pianeta nervoso”. Come confida nell’introduzione, scrivere lo aiuta a mettere le cose in prospettiva, a vederle da un’angolazione diversa o semplicemente a «sfogarsi». È il primo dei molti consigli che dà ai suoi lettori – ricercare sempre la bellezza, anche quando certi stati d’animo non permettono di apprezzarla fino in fondo, perché tiene per mano la speranza; concedersi di non puntare sempre alla perfezione, perché non è di questo mondo; e sono consigli sinceri e spassionati, maturati con l’esperienza personale. Il lettore non deve aspettarsi la panacea, inesistenti soluzioni universalmente applicabili. Le parole – scritte, lette, ascoltate, pensate – diventano strumento di conforto, un modo per avvicinarsi agli altri e anche a se stessi, per conoscersi meglio e trovare il proprio modo personale di stare meglio.

Parole di conforto è una coccola letteraria che aiuta a farci sorridere, anche quando tutto intorno è nero, e che ci ricorda che non esiste la salute completa, senza la salute mentale (oltre a quella fisica).

Perdonarsi fa del mondo un posto migliore. Non diventi una brava persona se continui a pensare di essere una persona cattiva.