Maeve: il romanzo d’esordio della casa editrice Mercurio

Uscito il 3 Maggio 2024, Maeve (titolo originale Maeve Fly) di CJ Leede è la prima pubblicazione della nascente casa editrice Mercurio Books, che si propone di pubblicare “libri sulla soglia“, non catalogabili in unico genere letterario, ma che sono piuttosto contaminati e ricchi di sfaccettature. Maeve è anche il romanzo d’esordio dell’autrice statunitense, un American Psycho contemporaneo, che ci presenta un’anti – eroina estrema, che dà sfogo alle sue pulsioni e ai suoi istinti più feroci, non temendo le ripercussioni. Una novità nel panorama della letteratura horror, dove mancava una protagonista femminile ben caratterizzata e così magnetica.

Un American psycho contemporaneo

Gli uomini condividono tutti lo stesso sogno ed è questo:
Sposare un tesoro di ragazza. Vivere un’esistenza degna e piena di successi – grazie agli insegnamenti paterni.
E, una volta raggiunto l’apice dei traguardi filiali e genitoriali, dopo aver finalmente conquistato l’imponente vetta della virtù, dell’onore e di un’incontestabile virilità, allora e solo allora, vedersi strappare moglie, figlio e cane.
In modo brutale, spietato.
Riappropriandosi, finalmente, della libertà.

Meave lavora di giorno in un grande parco divertimenti di Los Angeles, dove interpreta la regina di ghiaccio, uno dei personaggi più amati dai bambini che fanno a gara per sedersi sulle sue ginocchia. Una principessa che lei ama particolarmente interpretare, perché caratterizzata da una forza distruttiva che non riesce a controllare e che finisce per ferire chi gli sta intorno (quasi come una metafora della vita stessa di Maeve).
I bambini e i genitori non si immaginano minimamente che Maeve la notte sfrecci tra le strade di Los Angeles, accecata dalle luci al neon, con la sua mustang del ’67 alla ricerca di prede. Lei è una predatrice, un lupo perennemente a caccia.

Maeve è un’appassionata del macabro, del perverso, del rock, di halloween.
La sua vita è fatta di solitudine, di libri, di giornate costruite nel minimo dettaglio che non ammettono fuori programma.
Sono solo due le persone per cui Maeve prova un reale affetto: sua nonna Tallulah, una e diva del cinema, che lei venera come un idolo pagano e a cui si aggrappa con tutte le sue energie, seppure ne sia rimasto solo un corpo inanimato; e Kate, la sua migliore amica e collega del parco divertimenti, un’aspirante attrice.

L’apparente e precario equilibrio di Maeve verrà spezzato dall’arrivo del fratello di Kate, Gideon.
Un uomo controverso che Meave non riesce a smascherare, come fa con tutto il resto della popolazione di Los Angeles.
Dalla storia d’amore e di passione instaurata con Gideon verrà fuori una scia di distruzione che inghiottirà tutti i colori che si metteranno sulla strada di Maeve, si riapriranno vecchie ferite e il lupo non resterà più accucciato nella tana.

Un esordio da brivido

Sulla sua mustang rosa shocking, sfrecciando per le strade di Los Angeles e frequentando i numerosi cocktail bar, Maeve diventa grande osservatrice di una società ricca di finzione, lusso, sfarzo, perfezionismo. Il suo compito diventa quello di smascherare l’ipocrisia, mettendo a nudo l’individuo, scartavetrandolo, riducendolo in poltiglia, mostrandone la vera essenza.

Maeve ha una personalità deviata, perversa, degradante, ma vera, reale, concreta.

Le scene violente, spinte, ricche di dettagli macabri e raccapriccianti sono raccolte maggiormente nell’ultima parte del libro.
La prima parte è più lenta, e fa entrare il lettore nell’abisso della mente di Maeve, nei suoi rituali ossessivi, nella sua quotidianità grottesca e alienante. L’autrice lo fa inserendo di qua e di là degli elementi che fanno intuire la pericolosità di questo personaggio, che man mano si svela, si smaschera, causando sangue, violenza e depravazione.

Un esordio eccellente sia per l’autrice che per la casa editrice, un anti – eroina che lotta contro il sistema, contro il patriarcato.
Lo fa in modo singolare, in un modo non condivisibile, sconcertante, eppure lo fa.